Fight of Gods: Videogames picchiaduro del nichilismo assoluto | Kali yuga 3.0, di DiEmme

Si dice che al peggio non c’è mai fine, e ogni giorno, sfogliando il giornale o navigando su internet, si trovano notizie che hanno dell’assurdo, alcune sarebbero pure comiche in una pagina facebook tipo “Lercio” e su un sito serio stenteremmo a crederci. 

Una di queste, è quella che riguarda l’uscita di un nuovo videogioco su Steam, la piattaforma digitale per giocare online. Il videogioco in questione è un cosiddetto “picchiaduro”, ovvero quei giochi di lotta dove si affrontano due personaggi e se le danno di santa ragione (in questo caso non è un eufemismo), i non più giovanissimi ricorderanno Street Fighter, il più famoso del genere.

Questo però ha una particolarità: a darsi battaglia e picchiarsi come fabbri sono figure religiose, tra cui anche Buddha e Gesù. Che ormai il senso del sacro e del divino fosse perduto in una società come la nostra lo sapevamo, ormai il laicismo, il dissacrante, il blasfemo, attraverso il cavallo di Troia del materialismo si è insediato come nuova religione, ma le tinte grottesche che assume ogni volta ci lasciano sempre interdetti. 

Mentre le generazioni passate venivano educate, una più una meno, ad un minimo religiosità, di rispetto verso le cose sacre, magari dietro un velo di bigotteria perchè no, ora nulla riveste un ruolo che si debba rispettare, verso il quale c’è timore, nemmeno il divino. Per una gioventù per la quale la bestemmia è sdoganata, ci si può divertire senza troppi sensi di colpa anche facendo picchiare un Gesù dai muscoli ipertrofici contro un Buddha volante, o magari usare le tavole della legge per accoppare Odino.

Oltre ad attestare l’ormai piena immersione nel Kali Yuga e l’allontanamento dal divino ormai cronico di questa società allo sbando, tutto ciò ciò ci fa capire quanto infantilismo ci sia nella testa dei nostri ragazzi, ormai rincoglioniti e video dipendenti, coccolati e vissuti in una matrix irreale, infantilismo che peraltro dura fino ai 40 anni e anche più. Così, mentre nel resto del mondo si combatte, a torto o a ragione, per l’idea di Dio, si viene sgozzati per difenderLo, si viene deportati, si uccide e si viene uccisi, ed è tutto terribilmente reale, qui, nei salotti delle nostre case, ci sono bimbominkia che fanno a pugni virtualmente con Gesù! 

Tutto è un gioco, tutto è edulcorato da uno schermo, anche quando ci tocca la morte attraverso gli attentati, tutto viene ovattato, osservato da lontano, da un tg, mitigato da un gattino postato su facebook. Ormai la mente dell’Europeo medio, percepisce tutto come virtuale, come social, anche Dio. Viste le generazioni che stiamo crescendo, ed i loro passatempi, non c’è da essere ottimisti riguardo alle sorti della nostra Europa. 

DiEmme