Significati delle piante del MAC di SAN ZUAN | Un contributo di Paolo Paron

Nella notte del 23 giugno, la notte del Solstizio d’Estate, si possono raccogliere piante che, riunite in un mazzo e appese nelle case e nelle stalle, per tutto un anno proteggono contro il malocchio, le avversità e le disgrazie.
Raccogliere però significa anche asportare, togliere, prendere e, per compiere questo gesto e non risultare sgraditi al luogo, è corretto portare sempre un dono da lasciare su un sasso. Potrebbe essere composto da: una manciata di nocciole già sgusciate, insieme ad alcuni cucchiai di miele ed una boccettina con del latte.
Achillea, è una pianta originaria del Mediterraneo molto nota già nell’Antica Grecia. Se indossata, l’Achillea protegge come un talismano o un amuleto, potrebbe essere definita l’amuleto di Madre Natura. Viene anche usata per allontanare il male e le negatività da persone, luoghi o cose. Quando viene tenuta in mano, calma le paure e aumenta il coraggio. Un mazzetto di Achillea essiccata, appesa sopra al letto, o usata fresca per le decorazioni dei matrimoni, assicura la durata dell’amore per almeno sette anni. Veniva usata negli incantesimi d’amore. Portarla con sé, non solo attira l’amore, ma attrae anche amici e richiama le persone lontane.
Centaurea, Fiordaliso, è una pianta che acuisce le doti di intuire e riuscire a scoprire chi mente. Tenuta vicino all’uscio di casa consente di scoprire chi vuole entrare con intenzioni malevole. Il fiordaliso deve il suo nome al Centauro Chirone, che riuscì a scoprire le grandi doti di guaritrice di questa pianta. In Provenza ancora oggi gli artigiani coltivano questa pianta e la portano nei cantieri per usarla quando si feriscono.
Iperico, è chiamata anche erba di S. Giovanni o caccia guai, oppure Sanc di Crist ed è una pianta che non può mai mancare nel Mac. Si dice che sia un validissimo amuleto che protegge contro il maligno. Una pianta potente che scaccia la malinconia e la depressione, porta fortuna ed amore nella casa in cui è appesa.
Sambuco, pianta dai grandi poteri, perché aiuta fate, gnomi ed esseri fatati che trovano ricetto sotto le sue fronde. Protegge la casa, il bestiame e gli umani dagli incantesimi e se nella notte del solstizio d’estate ci si ripara sotto i suoi rami, a mezzanotte si potranno vedere le creature del bosco che passano nelle vicinanze.
Artemisia, è la pianta della luna ed è sacra alla dea della caccia, Artemide-Diana, É un alleato efficace per sviluppare ed aumentare i poteri psichici e magici, favorisce la seconda vista, assicura protezione soprattutto nei viaggi; mette in fuga il maligno ed è un importante aiuto “contro gli stregamenti”. Aiuta ad eliminare i vermi dall’organismo umano e fa scappare dall’orto lumache, formiche, topi ed insetti nocivi.
Il Nocciolo dai Celti era considerato una pianta sacra, perché con i suoi frutti protetti dal guscio molto robusto simboleggiava la saggezza interiore. Durante le cerimonie nuziali, il lancio delle nocciole era un augurio di fecondità. La tradizione racconta come il legno di questa pianta sia in grado di rivelare ciò che è nascosto, lo dimostra anche il fatto che i rami biforcuti dei rabdomanti sono sempre ricavati dai rami di nocciolo.
Cardo Campestre era stimato nel Medioevo come pianta in grado di guarire molte malattie, è il Cardo magico per eccellenza, dona forza e protezione. Bruciare del Cardo infatti produce l’effetto di allontanare le negatività. Il Cardo Santo rientra inoltre negli ingredienti di antichi rituali di guarigione ed esistono ancora delle regioni dove se ne fanno delle pozioni ed infusi da somministrare ai depressi ed ai malinconici. Si riteneva che esso possedesse, tra le altre, la virtù di rinforzare la memoria e di migliorare l’udito.
Allium, Aglio Selvatico, raccolto nella notte di San Giovanni fuga tutti i mali, protegge la casa dalla sfortuna, dall’invidia e da ogni maleficio. Attira la prosperità. Nascosto sotto la camicia, soprattutto da chi deve uscire di notte, dopo il suono della campana della fine della giornata, preserva dagli attacchi delle streghe e dai loro malefici.
La Verbena che cresce selvatica in tutta Europa è una pianta perenne, dal profumo intenso ed inebriante. Era considerata sacra già al tempo degli Egizi e degli antichi Greci, nell’antichità era usata in alcuni rituali oggi perduti, è nota da sempre per essere capace di cacciare le streghe e rimuovere il malocchio.
La Camomilla è un’altra pianta che non può mai mancare nel Mac. I suoi petali hanno il colore delle perle ed al loro interno custodiscono un disco dorato come il sole, è in grado di attirare la fortuna, la guarigione e l’amore, protegge i bambini e stimola sogni belli ed a volte premonitori.
La Cicoria, dal fiore azzurro-violetto, è una pianta selvatica perenne, ha una crescita molto rapida e può giungere fino a un metro di altezza, punteggia i prati e le zone incolte. Grande amica del fegato e della digestione, si dice che sia in grado di aiutare nella ricerca di oggetti preziosi e di importanti maturazioni interiori.
Il Timo, ha un profumo molto particolare ed è una spezia molto usata in cucina; portarne in mano un mazzetto aiuta a vedere le fate ed i folletti, infonde coraggio, protegge dal male. È un grande alleato dei polmoni e svolge una formidabile azione antibatterica.
La Ruta è una pianta che protegge dal malocchio e dagli incantesimi, fa svanire i pensieri negativi, fa scappare i rospi e guarisce molti mali, è chiamata anche la pianta degli olivicoltori, perché un suo rametto bagnato nell’acqua fresca guarisce gli occhi feriti dalle foglie dentellate dell’ulivo.
La Spirea viene usata per allontanare il maligno ed è utilissima per combattere tosse e catarro.
La Lavanda, una delle più antiche leggende legate alla lavanda è quella di Venere e dei suoi riti magici dell’amore, si narra infatti che la Dea utilizzasse questa pianta perché il suo profumo attirasse gli uomini, garantendo, oltre all’amore, anche felicità, protezione, purificazione e gioia. Da qui la tradizione vuole che alcune spighe di lavanda vengano poste all’interno del corredo della futura sposa per augurarle felicità e prosperità. Si dice anche che la spiga di lavanda sia un amuleto contro le disgrazie e i demoni e che propizi fecondità e prosperità e che il suo profumo attiri le energie positive!
L’Asparago selvatico molto buono da mangiare, con il suo fiore a forma di scopetta bianca, in carnico è detto cacciadiavoli: scorsegjaul.
La Felce, perché i suoi rami, si diceva in Carnia, impedivano ai fulmini di cadere sui tetti delle case, un ramaç di felet par ch’a nol trêti jù pal tet. A mezzanotte del solstizio d’estate, per un attimo, resta visibile il magico fiore della felce. Riuscire a prenderlo equivale a trovare un grande talismano.
Il Biancospino è il fiore preferito di Fate, Elfi e Folletti. Se volete ingraziarvi queste creature, ornate i rami fioriti di bianco con nastro rossi e campanelle. Tradizionalmente le viene attribuita la capacità di propiziare la fertilità in tutte le sue forme. Mazzetti di Fiori di Biancospino vengono messi nelle culle per proteggere i bambini. Bruciati, difendono contro le cattive presenze. La pianta è posta sotto l’influenza di Marte e Minerva.
La Betulla, nelle antiche Tradizioni i boschi e le foreste erano luoghi potenti, vivi e dispensatori di tanti doni. In tutte le lingue celtiche “alberi” significa “lettere”; i collegi druidici si riunivano in foreste e boschi. Il più antico alfabeto irlandese, il Beth-Luis-Nion (Betulla-Sorbo selvatico-Frassino), prende il nome dai primi tre elementi di una serie di alberi, le cui iniziali formano appunto la successione alfabetica.
Il legno tradizionalmente usato per la costruzione delle culle è quello della Betulla, perché è l’Albero dell’Inizio, che scaccia gli spiriti maligni.
Pianta legata alla conoscenza e alla guarigione, purificatrice e fonte di rimedi per numerosi malanni, da brava pioniera, colonizza anche terreni poco favorevoli, fertilizzando il terreno e preparandolo per la nascita di altre specie, che a volte arrivano anche a soffocarla, portandola al sacrificio.
Per questo nell’antichità veniva considerata la “pianta degli inizi”, simbolo di perseveranza, adattabilità, umiltà e tenacia, suggerisce di continuare la propria strada sul percorso prescelto, anche se le condizioni sembrano avverse, per preparare il terreno a coloro che verranno.
Il Quadrifoglio ha il potere di spezzare ogni incantesimo.

Paolo Paron