Santa Marinella – Rinnoviamo la richiesta del monitoraggio del Coronavirus nelle acque reflue urbane. Il Sindaco prenda esempio dai modelli virtuosi

Il Sindaco sta governando da solo la città, l’aggressione a tutti gli spazi ed ai beni pubblici sta producendo degli effetti terribili. Peraltro, con i suoi bollettino video continua a segnalare i casi di positivi, come se quelli rilevati fossero gli unici che potremmo avere sul territorio. 

Dopo oltre un anno – proprio a giugno dello scorso anno già lo sollecitavamo – e la stagione turistica alle porte, ancora non è riuscito ad adottare l’unico provvedimento veramente necessario: un programma di monitoraggio del coronavirus sulla rete fognaria e nelle acque di scarico per prevenire efficacemente interventi contro la diffusione del virus sul territorio. Vedasi a riguardo: Liguria apripista nel monitoraggio per Covid-19 delle acque reflue: https://www.panoramasanita.it/2021/04/30/liguria-apripista-nel-monitoraggio-per-covid-19-delle-acque-reflue/

Il metodo di analisi è nato nell’ambito del progetto Sari (Sorveglianza Ambientale Reflue in Italia) dell’Iss partito a luglio 2020 in alcune località turistiche, per studiare la presenza di tracce di Sars-Cov-2 nelle acque reflue, a fini di monitoraggio preventivo sulla presenza del virus e la sua possibile propagazione. L’Università di Genova e Arpal hanno collaborato, insieme ad altre realtà come Bolzano e Valle d’Aosta, riuscendo a creare una nuova linea analitica che fosse funzionale anche per depuratori di piccole dimensioni.

Un sistema di allarme che, analizzando le concentrazioni del coronavirus nelle acque di scarico, riflette quasi esattamente l’andamento dei contagi, ma con molti giorni di anticipo. Uno strumento che con gli sbalzi di densità di popolazione dovuta al Turismo, consentirebbe di giocare sul tempo, per prendere provvedimenti opportuni e in linea con le proporzioni di eventuali contagi.

È per tale ragione che chiediamo al Sindaco di istituire da subito, l’iter per l’attivazione di un metodo di analisi, in convenzione con gli istituti che lo realizzano. Uno strumento, rapido ed economico, capace di rilevare la presenza del SARS-CoV-2 nelle acque reflue urbane. I risultati così, darebbero la possibilità di valutare: la reale dimensione dell’epidemia (tenendo conto dei pazienti sintomatici ed asintomatici, l’andamento dell’epidemia nel tempi e la eventuale ricomparsa nei prossimi mesi).  Senza allarmismi o isterismi, mettendo al riparo da possibili rischi tutta la stagione estiva e passando dalle chiacchiere ai fatti, da subito. 

Il direttivo del Centro Studi Aurhelio