La presenza indispensabile di un padre | Approssimandoci al 19 Marzo – PATRES

Di questa bellissima riflessione, non siamo riusciti a trovare l’autore. Nel caso in cui l’estensore riconoscerà il suo scritto, saremo ben lieti di segnalare il nome. In ogni caso, grazie in anticipo.

Di recente, al parco con mia moglie e mio figlio, ho assistito ad uno degli episodi più tristi che non vedevo da molto tempo. C’era un bambino di circa 5 o 6 anni con suo padre. Malgrado un evento del genere sembrerebbe una cosa meravigliosa, la tragedia era che non stavano trascorrendo del tempo insieme. Il papà era tutto preso dal suo cellulare che stava ignorando il figlio.

A prescindere da quanto il bimbo si sforzasse, non riusciva ad attirare l’attenzione del padre. Saltava su e giù urlando: “Papà! Papà! Guardami!”. Si arrampicava sulla casetta, scendeva dallo scivolo, girava intorno, sperando che in questo modo avrebbe potuto ottenere un tenero sguardo: l’interazione affettuosa di suo padre. Eppure il papà non alzava lo sguardo dal telefono. Al massimo gli rispondeva con un grugnito distratto.
Allora, depresso e avvilito, il ragazzo si è seduto su un’altalena. Non dondolava, era semplicemente seduto lì. La sua gioia e il suo entusiasmo erano stati spenti dalla noncuranza del padre. Indubbiamente, il cuore del bambino, che chiaramente ambiva all’attenzione del padre, era afflitto e ferito dal suo relativo disinteresse rispetto a un cellulare. 

Nello specifico, questo padre potrebbe aver avuto le sue ragioni per essere assorto, ma trovo difficile immaginare qualcosa che nel mondo digitale delle app e delle email sia più importante o interessante del suo figlio adorato: un figlio che lo guarda con ammirazione e che gli vuole bene. Un bimbo che vuole soltanto giocare con suo papà.

Nelle attuali circostanze culturali, essere un padre, soprattutto un padre a cui piace la paternità, significa essere un ribelle. Gli uomini aspireranno con più passione grossomodo a qualsiasi cosa (carriera, sport, interazione online o in qualsiasi modo vogliate definirla) rispetto all’entusiasmo che mostrano verso i figli.

Eppure, non posso immaginare una missione più soddisfacente dell’essere padre, non come professione secondaria, ma come primaria. La paternità non dovrebbe essere un supplemento alla vostra vita, dovrebbe essere la vostra vita. Non vi è investimento di più prezioso che dedicare il vostro tempo e le vostre energie a un essere umano: una creatura con un valore immensurabile.

Guardo mio figlio, Peter, che ha appena compiuto un anno e vedo in lui alcuni tratti sia di me sia di sua madre. Eppure è senza dubbio unico, vanta una personalità tutta sua. Osservarlo mentre gioca mi riempie di gioia, per me significa osservare una persona pervasa dalla felicità dell’esuberanza e dalla trepidazione della scoperta.

Per non parlare dell’euforia che gli appare sul viso quando torno a casa dal lavoro, un’emozione che attendo con ansia: inizia a scalciare, il viso si illumina con un sorriso a trentadue denti e spalanca le braccia in cerca di un abbraccio. Quale sensazione più meravigliosa di questa potrebbe esistere? È un genere di felicità elettrizzante.

Le statistiche hanno ampiamente dimostrato che in casa non vi è nessuno che possa sostituire la presenza di un padre. Per molti di noi, tuttavia, non sono necessari dei dati. Lo sappiamo per esperienza diretta, in quanto abbiamo avuto un padre premuroso e affettuoso oppure l’estremo opposto, abbiamo vissuto con un padre distante e assente. Certamente, nessun padre è perfetto, e molti di loro si trovano a metà strada. Ciononostante c’è un aspetto che li accomuna: lasciano il segno. 

A tutti gli uomini che hanno dei figli, vi sfido, anzi vi imploro: trascorrete del tempo con loro. Imparate a conoscere cosa piace loro e cosa no, le loro passioni e i loro interessi. Investite su di loro e coltivate i loro doni unici. Fate una promessa a voi stessi di non essere mai quel padre che invece di prestare attenzione al figlio, è più interessato al telefono: un oggetto senza valore di robaccia inanimata che nell’arco di qualche mese o anno sarà rimpiazzato. Non respingete duramente i vostri figli con egoismo e distrazione quando cercano di instaurare una relazione. 

Ricordatevi che un bambino è una persona fragile e delicata che può essere ferita con estrema facilità, ma che non può essere guarita altrettanto facilmente. Questa creatura, caratterizzata dall’innocenza e dall’amore, vi guarda con cuore aperto. È ben consapevole del fatto che potete frantumare il suo cuore con uno sguardo di irritazione, una parola dura o una distrazione con qualcosa che reputate più importante.

Credetemi, i vostri figli si segneranno qualsiasi cosa consideriate più importante di loro. Vi potranno pregare di giocare con loro, solo per essere ignorati a favore di una partita di calcio in televisione. Quando dedicherete più tempo a fare carriera piuttosto che stare assieme a loro, se lo ricorderanno.

Tale tristezza si insedierà dentro di loro in maniera radicale e con l’avanzare degli anni potrebbe perfino sfociare nella ribellione e nel risentimento. Questa intransigenza di un padre noncurante può lasciare delle cicatrici che rimangono per tutta la vita. Questo non vuol dire che qualunque ferita gli adulti abbiano sia dovuta padre. Niente affatto. Tuttavia, non è ben nota l’ampia portata che l’influenza di un padre può avere sui figli. 

Di certo, fornire la vostra completa attenzione a un figlio, specialmente a più di uno, può essere impegnativo. È un sacrificio a tutti gli effetti che comporta dei costi. Potrà essere estenuante, ma non vi renderà mai infelici. Nessun regalo materiale può sostituire l’amore che un padre può donare con un cuore generoso, e verrete ripagati in maniera così abbondante che i vostri sacrifici sembreranno insignificanti.

La presenza affettuosa di un padre è soprattutto la testimonianza più grande dell’amore immutabile del Padre, immagine che tutti noi rappresentiamo. Il Padre instancabile che corre verso di noi e ci bacia pieno di gioia, il momento in cui, malgrado i nostri passi esitanti, ci dirigiamo verso di lui.