I due Solstizi | Paolo Paron

I nostri avi dicevano che i due solstizi, invernale ed estivo, sono vere e proprie chiavi di comprensione dell’avventura della vita.
Nel solstizio d’estate del 24 giugno il sole è potentissimo, ha davanti a sé ancora l’intera estate, emana un grande calore ed una forte luce, capaci di far maturare messi e frutti.
Ciononostante, dicevano i nostri vecchi, mettendo in guardia le giovani generazioni, da quel momento cominciano la sua discesa e la sua caduta. Dal giorno successivo le ore di luce impercettibilmente diminuiscono e la notte, sorniona, comincia la sua crescita. Questo significa che quando ti trovi al massimo della tua potenza e della tua forza, da lì puoi solo cadere o scendere. Ricorda di essere magnanimo e comprensivo verso i meno fortunati, perché la tua discesa potrebbe anche essere rovinosa e distruggere tutto quello che hai costruito. Non sentirti invincibile, ma poni già le basi di una tua rinascita, resta umile.
Allo stesso tempo nel solstizio d’inverno del 24 dicembre il sole ha raggiunto il fondo della sua caduta, si trova al buio, con le forze oscure che ormai sembrano trionfare, e di lui resta solamente un misero lumicino. Da lì però comincia la risalita dell’astro e del suo potere, che con la sua crescita ci porterà la primavera e la rigogliosa rinascita della natura.
Ebbene questo ci deve insegnare che quando ci troviamo in fondo alla china della nostra esistenza, quando non abbiamo più speranza e tutto ci sembra perduto, ebbene questa non è una sconfitta, ma è la fine della nostra Opera al Nero, della nostra caduta, da lì possiamo solo risalire; potrà essere difficile, sarà complicato ma ce la faremo e proprio come il sole, torneremo di nuovo a splendere, a sperare e ad operare per la costruzione di un mondo migliore.
Questo era il grande messaggio dei nostri nonni.
Devo ammettere che se anche il solstizio astronomico si è appena ripetuto il 21 dicembre, ho sempre pensato che la vera data che segna la rinascita del sole sia il 24 dicembre e questo non solo perché l’astro luminoso resta prigioniero e fermo per tre giorni, ma soprattutto perché il 24 dicembre mi sembra carico di potere, di forza, di vittoria.
La notte del 24 dicembre è una notte magica. A mezzanotte gli animali parlano e sempre a quest’ora le nonne guaritrici un tempo passavano i loro poteri (preenti) alle nipoti quando vedevano che ormai si avvicinava il tempo del commiato. Lo facevano attraverso un bacio, un buffetto, una carezza e poi sussurrando all’orecchio delle giovani apprendiste le formule di guarigione e di riconoscimento del malocchio.
Dal giorno successivo le nipoti cominciavano il loro cammino di guaritrici, mentre le nonne ormai avevano donato e quindi perduto ogni potere di guarigione.
Fine e inizio, morte e rinascita, unite in un legame senza fine, come alberi e semi, una ruota del tempo e della vita che dovrebbe farci comprendere il giusto peso delle cose ed il significato del nostro esistere.

Immagine: Tramonto nella foresta d’inverno di Heinrich Gogarten
suggerita da Maria Penna