Concertone 1 Maggio, Coghe (Pro Vita e Famiglia) risponde a Fedez: “Deriso mentre stavo guardando tv con mia famiglia. Lo sfido a un confronto”

“Davanti al televisore, a casa con la mia famiglia, mi sono imbattuto nel pistolotto di Fedez e ad un certo punto mi sono sentito citato e deriso senza possibilità di contraddittorio. Ma un cantante, può porre in essere questi attacchi personali senza possibilità di contraddittorio? Nelle sue parole ho percepito una violenza inaudita, tutto questo pagato con i nostri soldi, perché si tratta di servizio pubblico. La Rai non può farsi megafono di una singola voce. È vergognoso oltre che non rispettoso delle regole” ha dichiarato Jacopo Coghe, vice presidente di Pro Vita e Famiglia onlus, attaccato come ultracattolico e antiabortista e amicone del leghista Simone Pillon, dal cantante rap durante il concertone del primo maggio andato in onda su Raitre.

“Fedez pensi a cantare, senza condannare le opinioni degli italiani, tutelate dalla Costituzione e dal nostro diritto. Se vuol fare il politico, scenda in campo e si confronti allora in un dibattito pubblico e mostri tutta la sua ignoranza sul tema. La sua è solo propaganda, non conosce i contenuti del Ddl Zan, non è in grado di entrare nei singoli temi e pubblicizza l’antiomofobia come fosse uno smalto. Si metta in gioco, lo aspetto per un confronto alla pari” ha concluso Jacopo Coghe.
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… ed esattamente da uovo libero si è pronunciato…

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Del profilo facebook di Jacopo Coghe

CHE CI ODINO, PURCHÉ CI TEMANO

Questa sera l’Onorevole Fedez mi ha citato per nome e cognome in diretta televisiva dal palco del concertone come “la prima voce a sollevarsi contro il Ddl Zan”. In realtà, sono solo uno tra i molti, anzi tra i sempre più.

Mi ha definito ‘ultracattolico’ (che non so cosa significhi precisamente, forse un cattolico che è persino coerente con quello in cui crede?) e antiabortista, qualifica di cui vado sinceramente fiero e che spero di trasmettere ai miei figli.

Lo sproloquio mi è parso pura scena, non vedo ‘contenuti’ degni di una qualche risposta. Certo, fa riflettere che un milionario con milioni di followers e milioni di visualizzazioni abbia avuto bisogno persino della Rai (ovviamente prona) per attaccare con le sue noiose filippiche me e chi si sta opponendo con determinazione al Ddl Zan, bavaglio liberticida degno del peggior stato totalitario.

Significa che pur avendo contro praticamente la totalità del sistema mediatico, servizio cosiddetto pubblico compreso, stiamo facendo, insieme, un lavoro pazzesco.

Se fossimo pochi e dispersi come dicono, non ci degnerebbero di uno sguardo e una parola. Invece hanno bisogno di palchi e megafoni sempre più grandi (ovviamente senza il minimo contraddittorio) perché sanno che la gente comune sta con noi. Se qualcuno pensava di intimidirci ‘facendo nomi e cognomi’ in diretta televisiva, è bene che sappia che ha fato molto male i suoi calcoli.

Continueremo difendere la nostra libertà di opinione, parola, espressione, educazione e religione ogni santo giorno che il buon Dio manda in terra. Con buona pace dei rosiconi col rolex.

Grazie a tutti voi per il sostegno e l’incoraggiamento che continuate a darci.

Solo insieme possiamo!
Avanti tutta. Si