CIVITAVECCHIA – Un incubo che credevamo terminato. Dopo 8 anni si ripresenta la pupazzata yankee simbolo della aggressione angloamericana su Civitavecchia

A fine mese la sedicente “Statua del bacio”, potrebbe tornare a piazza della Vita. Quell’ignobile pezzo di plastica sgangherato e pericoloso, prodotto industriale in serie, dovrebbe rappresentare nelle cartoline, nei souvenir, nella rappresentazione dell’immaginario la città di Civitavecchia La giunta comunale ha espresso la volontà di affittare – praticamente alla metà del suo costo – il capolavoro denominato “ resa incondizionata”, del parartista John Seward Johnson II, portata a Civitavecchia dal sindaco Giovanni Moscherini.

L’idea sostenuta è quella di buttare 35mila dollari, per l’affitto di un anno, metà dei quali a carico di società portuali private a titolo di donazione. Secondo quest’ultime e secondo il comune lo sgorbio offensivo «arricchirà il patrimonio artistico e culturale della città dandone indubbio slancio turistico ed economico».

Riteniamo totalmente assurda, incomprensibile e dannosa per Civitavecchia e per le sua casse comunali, una scelta masochistica come quella espressa dalla giunta comunale. Un tradimento profondo della sensibilità di tutti coloro i quali allora e oggi, sentono ancora il dolore dei bombardamenti e della prepotenza che quella sedicente opera rappresenta. Una rappresentazione in 3D – tra l’altro – di un bacio estorto violentemente d una infermiera che offende le donne e in particolar modo quelle che nei due anni di covid hanno maggiormente sofferto e in qualche caso sono morte per noi.

Facciamo appello a tutti i cittadini di Civitavecchia, affinché segnalino la propria disapprovazione al Sindaco e ci riserviamo al più presto di innescare o di aderire a manifestazioni di pubblico dissenso che si dovranno necessariamente organizzare.

Basta con il colonialismo statunitense, difendiamo la nostra identità.

Centro Studi Aurhelio – Civitavecchia