Arditismo popolare civitavecchiese | La costruzione di un mito folcloristico locale

Risale al 2017 l’inizio delle celebrazioni della fondazione del battaglione ardito-popolare civitavecchiese, evento che chiama alla raccolta i nostalgici anarchici e rappresentanti del sedicente antifascismo locale. Decisivi per questa riesumazione la pubblicazione da parte dello storico Enrico Ciancarini del libro “Appunti di vite sovversive” e l’inaugurazione di una piazza ad hoc dedicata.

Come già precisato in altre occasioni, l’omaggio dedicato a chi non c’è più e che durante la vita si è speso per un ideale, anche se non condivisibile, per noi merita comunque il dovuto rispetto.

Ciò detto, non ci si può esimere dal fare luce sulle circostanze storiche, soprattutto quando queste vengono utilizzate impropriamente dall’arte della narrazione per costruire falsi miti che alla prova dei fatti si dimostrano tali.

Innanzitutto va detto che la dicitura del monumento preposto nella piazza dedicata agli arditi del popolo fa riferimento alla memoria di „seicento arditi civitavecchiesi”.  Tale numero non è stato suffragato da sufficienti fonti storiche dando l’impressione, ancora una volta, di essere stato scelto con superficialità per gonfiare il fenomeno dell’arditismo popolare a Civitavecchia. Quest’ultima, tra l’altro, al passaggio della Marcia su Roma – se non fosse stato per i binari fatti saltare dall’esercito – probabilmente nemmeno avrebbe visto qualche scaramuccia.

Ad ulteriore dimostrazione della volontà di costruire dal nulla un mito dell’arditismo locale sono gli eventi intorno al vessillo del c.d. “fascio  spezzato”, simbolo del battaglione ardito-popolare civitavecchiese. Dopo averle prese e lasciateci le penne un anno prima, ne parlammo qui, il battaglione ardito-popolare locale perse anche il proprio vessillo che venne sottratto durante la Marcia su Roma. Questo venne esposto per lungo tempo nella sede del Fascio grossetano come bottino di guerra per essere inviato in seguito a Roma, in occasione della Mostra del decennale della Marcia, per poi far perdere le sue tracce (chissà in quale collezione privata di qualche ardito popolare d’adozione). Pur non essendo più stato ritrovato o recuperato ciò non ha impedito, nel 2017, la messa in scena del passaggio di consegna di una riproduzione dello stesso vessillo dalle mani degli antifascisti grossetana, al presidente della Compagnia Portuale di Civitavecchia, organizzazione dalle cui fila provenivano la maggior parte dei militanti arditi popolari.

Degno d’interesse, e al netto di altri dettagli suscettibili di essere considerati di parte, sono le descrizioni minuziose per quanto riguarda le qualità caratteriali dei 254 profili arditi popolari pubblicati in “Appunti di vite sovversive” e reperiti negli archivi del Casellario Politico Centrale. Tali tratti, eccezione fatta per qualcheduno, per la maggior parte sono riassumibili in qualificativi quali “dediti al vizio, per nulla al lavoro”, “di scarsa educazione ed intelligenza”. Essendo i singoli fascicoli redatti dalle forze preposte a vigilare sulla sicurezza interna del Paese, le descrizioni dovevano essere il più possibile accurate e ci sono tutti i motivi di credere che fossero attendibili e non certo alterate da pregiudizi politici.

In definitiva, mentre  i lavoratori vedono sgretolarsi ogni giorno i propri diritti e mentre si cerca di far passare disegni di legge liberticidi in parlamento, il tentativo locale di resuscitare un antifascismo militante in assenza di fascismo non fa altro che dimostrarsi funzionale al turbocapitalismo imperante, nonostante i proclamati intenti di lottare per la libertà e i lavoratori.

In proposito, ricordiamo che, mentre viene aizzato il conflitto orizzontale contro il fantafascismo del 2021, i giardini ed il Monumento ai Mutilati ed Invalidi del Lavoro, situato in via Braccianese Claudia angolo via Isonzo, dedicato ai lavoratori menomati compiendo il proprio dovere, giace chiuso ed abbandonato da anni. Il Monumento in questione, infatti, ha la funzione di sensibilizzare sul delicato tema della sicurezza sul lavoro chiamando in causa le autorità locali ad offrire un omaggio in corrispondenza della Giornata nazionale dedicata ai mutilati e agli invalidi del lavoro, anniversario sistematicamente trascurato da anni da tutti quelli che si dicono rappresentanti e difensori dei lavoratori.

Aurhelio – Civitavecchia