APRILE 1944 – Il martirio di Jolanda | Vale Carnielli

Jolanda Dobrilla, 23 aprile del 1944.
In quel giorno due partigiani della banda “Manni”, si presentarono a Lugnola di Configni, un paesino in provincia di Rieti, in cerca della giovane capodistriana Jolanda Dobrilla.
Nonostante il paese si apprestasse a festeggiare la Madonna di Loreto, gli improvvisati “giustizieri” decisero di agire senza alcuna esitazione.
La prelevarono con forza e la trascinarono sui monti all’estremo nord dei Prati di Sotto, le “Prate di Cottanello”.
Qui Jolanda fu uccisa in modo atroce:
le venne lanciata contro una bomba a mano ed il suo corpo successivamente dato alle fiamme.
Quel che il rogo risparmiò divenne il pasto dei maiali che pascolavano nella zona.
Era consuetudine per questi individui usare ogni mezzo possibile per cancellare le prove delle violenze e delle sevizie perpetrate sui giovani corpi delle loro vittime.
Ecco i fatti nel dettaglio:
Jolanda aveva appena 17 anni ed era già in forza, come traduttrice, al Comando germanico di Velletri, in provincia di Roma.
A seguito di un violentissimo bombardamento angloamericano che aveva raso al suolo anche il suo comando, Jolanda aveva deciso di ritornare a casa.
Il viaggio di ritorno, però, risultò impossibile e così Jolanda si vide costretta a trascorrere quell’inverno, tra il 1943 ed il 1944, sulle montagne di Rieti, amorevolmente ospitata presso la Famiglia Papucci.
Tuttavia la sua bellezza ed il suo conoscere perfettamente una lingua così tanto odiata dalla guerriglia comunista, fecero nascere dei sospetti: “Jolanda è una spia e va eliminata !”

Fu così, sulla base del nulla più assoluto e di un pretesto assurdo, che i Comandi partigiani della zona decretarono la condanna a morte della giovane Jolanda.

Le Autorità della RSI intervennero immediatamente per cercare Jolanda, ma ogni tentativo fu vano.
La scia di sangue di questi “eroi” però non si fermò qui perché il Milite della GNR Primo De Luca, che stava indagando sulla vicenda raccogliendo indizi sui colpevoli, il 9 maggio del 1944, venne catturato e sommariamente fucilato davanti al cimitero di Vasciano di Stroncone, in provincia di Terni.
I nomi degli assassini di Jolanda e Primo furono individuati.
Si trattava dei due partigiani comunisti, della banda Manni facente parte della Brigata “Gramsci”, Francesco Marasco e Luigi Menichelli.
Verranno indagati e giudicati ma, nel 1950, prosciolti dalla Sezione Istruttoria della Corte di Appello di Roma perchè il loro atto fu considerato un legittimo “atto di guerra”.*Valentina Carnielli
In foto Jolanda qualche anno prima di essere assassinata.
Guardando questa immagine ci si perde nei suoi meravigliosi occhi e “… dritto un canto verso il cielo, sale alto e prende il volo”.


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