Un gioco per travestire Gesù/ Jesus Dress Up, perché la blasfemia non indigna come omofobia e razzismo? | Il Sussidiario

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Jesus Dress Up, un gioco per travestire Gesù: perché la blasfemia non indigna come omofobia e razzismo? Le ultime notizie sull’ultima trovata blasfema che circola in rete 28 ottobre 2017 Silvana Palazzo
Jesus Dress Up, un gioco per travestire GesùJesus Dress Up, un gioco per travestire Gesù

Gesù crocifisso e travestito nei modi più insolenti: “Jesus Dress Up” è l’ultima trovata blasfema che sta circolando in rete. In realtà questo discutibile gioco è uscito venti anni fa: la multinazionale americana dell’abbigliamento Urban Outfitters aveva distribuito un gioco con magneti che permetteva di vestire Gesù. Con i magneti si potevano sovrapporre al corpo nudo del Cristo diversi abiti: maglie con simboli satanici, orecchie da coniglietta di Playboy, costumi sadomaso o da mostri di Halloween, fino agli abiti da demonio. Il “gioco” è rimasto al passo con i tempi, visto che – come racconta In Terris – sono state proposte anche le vesti succinte di Lady Gaga. L’avvento di internet ha però permesso di diffonderlo ulteriormente, visto che ne è stata lanciata una versione online che permette agli utenti di travestire Gesù davanti allo schermo, muovendo semplicemente il mouse. Evidentemente non bastava il videogioco “Fight of Goods”, nel quale Gesù viene trasformato in un energumeno che si azzuffa con Zeus, Thor e Buddha. Neppure The Preacher, la serie tv che oltraggia Gesù rendendolo protagonista di una scena a luci rosse, sembrava sufficiente per la lista di episodi blasfemi.

IL MONDO LAICO RESTA IMPASSIBILE…

Il sarcasmo anti-cristiano spopola con Jesus Dress Up, il gioco che oltraggia Gesù inventato da un’artista che si fa chiamare Normal Bob Smith. Dopo la versione con i magneti è stata lanciata quella online, quindi montano nuovamente le polemiche. Già nel marzo 2004 negli Stati Uniti, e più precisamente in Pennsylvania, fu organizzata una manifestazione da parte di un gruppo di cattolici davanti ad un centro commerciale in cui era venduto questo gioco. Montarono altre proteste che spinsero Urban Outfitters ad annullare la vendita di oltre 3.500 esemplari e a chiudere nel 2004 il rapporto con l’autore. Eppure questo gioco ha ricevuto il plauso del mondo sacrilego: stando a quanto scriveva il Washington Times nel 2012, venivano vendute oltre tremila scatole l’anno. Il successo è testimoniato anche dalle foto di personaggi famoso che si sono fatti fotografare mentre reggono il gioco. Recentemente il gioco è stato arricchito di nuovi costumi, ma è anche uscita una versione che prende di mira Maometto. Gli strumenti dell’odio verso Gesù spopolano, sfruttando l’apprezzamento del mondo laico, che però è solerte nel condannare casi di razzismo e omofobia. Forse la blasfemia non merita la stessa attenzione?

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Fonte: http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2017/10/28/Un-gioco-per-travestire-Gesu-Jesus-Dress-Up-perche-la-blasfemia-non-indigna-come-omofobia-e-razzismo-/789807/