Un essere umano di 11 settimane, terrorizza solo chi vuole coscienze anestetizzate | Il manifesto di ProVita a Roma

Rimosso il maxi manifesto di Provita che accusa:

«Una violazione della libertà di espressione»

La campagna della onlus dava fastidio e il Comune di Roma ha ascoltato le critiche

Voragini da riparare, cumuli di immondizia ovunque, buche, criminalità … qual è il problema prioritario della Giunta Raggi? Un manifesto ….

Dopo nemmeno tre giorni, il maxi manifesto ProVita di 7 metri per 11, affisso legalmente nella capitale, è stato brutalmente tolto. Ancora una volta, l’Amministrazione Raggi ha dimostrato di non rispettare la libertà di espressione e di pensiero (diritti garantiti dalla Costituzione) e con il pretesto di affermare che la gigantografia sarebbe una «violazione dei diritti civili», in realtà si è piegata al «politicamente corretto» e all’ideologia.

ProVita giudica gravissima la decisione di strappare un’immagine per nulla offensiva, che aveva il solo «torto» di scuotere le coscienze ricordando a Roma, all’Italia e a tutto il mondo che l’interruzione volontaria della gravidanza (Ivg) sopprime un essere vivente. Non un grumo di cellule. «Tu eri così a 11 settimane. Tutti i tuoi organi erano presenti. Il tuo cuore batteva già dalla terza settimana dopo il concepimento. Già ti succhiavi il pollice. E ora sei qui perché la tua mamma non ha abortito», era il messaggio della gigantografia. Un messaggio di verità.

Nessuna comunicazione è arrivata dal Comune di Roma a ProVita e la rimozione del manifesto dall’edificio (in via Gregorio VII, 58) è stata eseguita dalla società che gestisce lo spazio dell’affissione, temendo sanzioni e possibile revoca della concessione.

Dal 3 aprile, non solo critiche ma anche tantissimi messaggi di appoggio e solidarietà all’iniziativa di ProVita sono stati fatti, sui media e sui social. L’idea era giudicata «giusta», quel bimbo di 11 mesi parlava davvero attraverso la gigantografia.

Per la onlus, «La questione non finisce qui: faremo ricorso amministrativo contro l’ordine ingiusto del Comune e la campagna di ProVita per la difesa dei bambini nel grembo delle mamme e della salute delle donne, contro l’aborto, si intensificherà, in particolare nel mese di maggio …. anzi, il bambino di 11 settimane tornerà», fa sapere il direttivo di ProVita.

ProVita Onlus