Imam Khamenei: “La Repubblica Islamica non si sottomette al progetto “UNESCO 2030” | Islam Shia

Nella follia del governo mondialista, si affacciano ogni giorno intenzioni sempre più sovversive. Nel documento “Unesco 2030”, l’idea è quella di rimuovere la sovranità degli Stati dell’educazione dei propri figli e la strampalata ideologia di genere. 

Una reazione decisa e lucida, ci arriva dall’Iran, precisamente dalla Guida Suprema, l’Ayatollah Alì Khamenei 


Il documento dell’UNESCO 2030 non è una cosa alla quale la Repubblica Islamica può sottomettersi. Per quale motivo un’organizzazione sedicente internazionale, che si trova chiaramente sotto l’ingerenza delle superpotenze, deve avere il diritto di imporre alle diverse nazioni che possiedono culture e civiltà differenti, con eredità storiche e culturali differenti, delle leggi su come devono comportarsi. Ciò è sbagliato in principio.

[Rivolendosi al governo] Se non potete opporvi al principio stesso, almeno dovete dire che la Repubblica Islamica possiede una propria linea [di pensiero] e dei documenti ‘celesti’, e sappiamo cosa dobbiamo fare nelle questioni relative all’istruzione, all’educazione, all’etica e allo stile di vita. Non abbiamo bisogno di questo documento [dell’UNESCO].

Non si va a firmare un documento, poi si ritorna e segretamente si inizia a metterlo in atto. Non è così. Non è affatto permesso. Lo abbiamo detto anche alle organizzazioni responsabili in questo campo.

[La folla grida: “Non ci sottometteremo mai all’umiliazione”]

Il sottoscritto si lamenta col Consiglio della Rivoluzione Culturale che avrebbe dovuto vigilare e non permettere che si giungesse a questo punto, così da costringermi ad intervenire. Qui vi è la Repubblica Islamica. Qui le fonti e le fondamenta sono costituite dall’Islam, dal Corano. Qui non è il luogo dove lo stile di vita difettoso, distruttore e corrotto occidentale può avere influenza, anche se cercano di farlo in differenti modi. Ma arrivare al punto da farci firmare ufficialmente un documento nel quale ci dicono cosa dobbiamo fare nei prossimi quindici anni e noi accettiamo, non ha senso.

Imam Seyyed ‘Ali Khamenei, 7 maggio 2017

Il ruolo della Religione nella vita | Un contributo dell’Associazione Imam Mahdi

  
Cambiare vita significa ricreare sulla Via Retta rivelata da Dio l’orientamento integrale dei propri Atti, Pensieri e Parole verso Dio Signore dei Mondi e ciò con una radicale rottura con le nostre abitudini inveterate. Ciò va di fato attuato con la ricerca di un modo di vita che sia conforme e che predisponga all’osservazione della Legge, dei Suoi Ordini e dei Suoi Precetti.Laddove vi sono situazioni che per esperienza risultano immodificabili e che ostacolano l’Anima nel suo compito, esse vanno tagliate con la spada della discriminazione e col cambiamento del terreno nel quale queste abitudini trovarono il loro ambiente ideale di proliferazione.

Stapparsi dal comodo terreno, velenoso ricetto delle nostre false abitudini ereditate dall’aggregato malato di preconcetti e desideri vani – disgregare tale aggregazione attraverso un atto di conoscenza e volontà diretto esclusivamente al Bene di Dio che è il nostro stesso Bene.

Il veicolo di tale atto non può che essere la Determinazione intellettuale che vede ciò che è meglio per l’anima sulla Via di Dio e predispone la vita a portare il peso, la responsabilità, il destino di un’esistenza “per” Dio e “per” la Sua Verità, non “per” il mondo e la Sua Vanità. Tale atto è un atto che determina l’esistenza al servizio di Dio e che “testimonia” il Suo Ordine in se stessi e nel mondo – è un atto ad un tempo Spirituale, Religioso e Politico: spirituale perché determina il proprio orientamento interiore nei confronti della conoscenza di Dio che è conoscenza del Sé autentico e del principio spirituale dell’essere umano, Religioso perché tale orientamento si realizza qui e ora nella pratica di una Legge Rivelata e nella Comprensione dei Suoi Significati, Politico perché testimonia un agire altro rispetto a quello del mondo attuale.

Il nostro agire religiosamente conforme ai Principi che ci sono stati trasmessi dai Profeti (AS) e dagli Imam (AS) non può non essere visto dagli altri come un atto politico nel senso reale del termine, vale a dire teso a determinare un retto orientamento dell’agire umano che, contemplando tutti i piani della realtà, si oppone e ostacola i disegni di un modo che vuole essere svincolato dal principio Divino non riconoscendolo, non accettandolo e non volendo chiaramente che la Sua Volontà sia Guida all’azione e all’insegnamento e determini il destino degli uomini e delle società.

Il nostro agire conformemente alla Legge ci farà altri, estranei e pericolosi per questo mondo, in quanto la Legge di Dio e i disegni degli esseri umani sono irriducibili e inconciliabili.

La determinazione spirituale efficiente che ci rende necessaria la conoscenza di Dio determina quest’ultima informandola in una Rivelazione che è frutto di salvezza per chi la riconosce, la accetta e la vive – e vivere una Rivelazione che pone una Realtà unica che va realizzata senza che vi sia contrasto tra ciò che uno pensa e ciò che uno fa. E’ un Atto Politico che si pone come segno di discriminazione per un mondo nel quale Dio e la Sua Volontà sono stati rimossi, accantonati e apparentemente neutralizzati.

La nostra Fede è un segno distintivo che fa ritrovare alla nostra esistenza il suo asse portante – ordine che non è solo nostro ma di tutti gli esseri dotati di intelletto e quindi potenzialmente capaci di comprenderlo.

Si tratta quindi di non separare i vari piani e aspetti dell’esistenza ma di rimetterli tutti “integralmente” a Dio che li ricollegherà e penetrerà col Suo Spirito ricostituendone l’equilibrio interno, unico modo per non cadere nell’impossibilità di difendere e mantenere la dignità di esseri umani in cerca della Sua Conoscenza e della Sua Verità, pronti a testimoniarne la Via, l’Ordine e la Rivelazione.

E’ necessario quindi ritrovare un’identità chiara e stabile in tutti gli elementi e rapporti della nostra vita nella quale coltivare interamente la nostra Via verso il Vero, senza fratture tra l’interiore e l’esteriore, tra l’io e gli altri, ma con perfetta consapevolezza che le manifestazioni dell’agire dell’uomo o convergono verso un unico Fine o si disgregano in fini molteplici e vari che disgregano ad un tempo l’anima e l’intelletto dell’essere umano.

In sintesi, lo spazio della Religione nella nostra vita deve essere lo spazio stesso della nostra vita.

A cura di Islamshia.org © E’ autorizzata la riproduzione citando la fonte

L’ha pagata cara ma ha salvato la dignità | Povia, il menestrello del nuovo contrordine mondiale

“Se le voci fuori dal coro sono anche intonate: Povia. Segnaliamo un ottimo articolo a firma di Tommaso Pinazzi, pubblicato dal sito cronacapopolare.it. Ogni tanto una boccata d’aria, giunge da luoghi inconsueti. 

  
Ormai siamo abituati ad accendere le televisioni per farci raccontare sempre e solo la stessa favoletta, adeguata al pensiero unico, dai soliti personaggi, che siano politici o personaggi pubblici. Le uniche voci fuori dal coro vengono fucilate in pubblica piazza, spesso e volentieri piazza RAI, per impedire il divulgarsi di opinioni diverse dal politicamente corretto. E così tutti i giorni cercano di iniettarci un “siero” per unificarci al loro pensiero. E inizialmente ho parlato di televisioni ma, il politically correct, ormai viene servito in mille modi: radio, social network, quotidiani e chi più ne ha più ne metta!
poviaFa piacere vedere che, ancora, qualcuno cerca in tutti i modi di dire basta, informandosi ed informando. Non dobbiamo cercare santoni, basta guardarsi intorno e, tra i volti noti, troviamo anche quello di Giuseppe Povia (si esatto, quello de “I bambini fanno oooh”). Seguendo i suoi ultimi lavori possiamo vedere come si sia lanciato in un progetto musicale, completamente indipendente, molto diverso dai soliti album a cui siamo abituati. Un vero e proprio album sociale!

Povia sa bene che si mette, così, contro tutta la scena musicale e il mondo delle case discografiche ma, evidentemente, non tutti hanno un costo e, lui, dimostra di VALERE. Il suo nuovo cd, “NuovoContrordineMondiale”, non sarà acquistabile nei negozi o nei portali digitali, è possibile ordinarlo scrivendo al suo ufficio stampa e, sempre tramite questo, promuoverlo organizzando una serata a solo rimborso spese.

Andando oltre all’aspetto musicale, continuando però ad elogiarlo per questo, possiamo notare come, il cantante milanese, si sia avvicinato anche ad ambienti economici e storici. Nelle ultime settimane ha più volte parlato del meridione, ponendo l’accento sulle ricchezze di cui, il Sud, poteva vantare prima dell’Unità d’Italia. Dal punto di vista economico, Povia, si è avvicinato ed appassionato ad un progetto portato avanti da alcuni ragazzi, italiani, e che pian piano raccoglie sempre più adesioni: il “MEMMT”, ossia, Mosler Economic Modern Money Theory. Intervistato dalle Iene davanti al tribunale in cui si tenevano le udienze per il processo di Mafia Capitale, e per questo ha subito anche accuse del tipo “ti stai facendo pubblicità”, ha nominato questa teoria che sta, da qualche tempo, seguendo e poi, con qualche rima del suo brano “Chi comanda il mondo” ha lanciato l’ennesima accusa all’Unione Europea.

Una carriera molto diversa da quelle a cui siamo abituati. Probabilmente cambiata dopo Sanremo 2009, dove aveva cantato “Luca era gay”, sollevando polemiche a non finire. E da lì, pian piano, è sparito dai circuiti radio-televisivi, senza che nessuno dicesse nulla. Nonostante mille difficoltà, adesso, si prende la sua rivincita, pubblicando il suo nuovo cd, pronto il 20 febbraio.

Il caso di Povia deve, però, far pensare: far pensare chi ha la testa per farlo. Infatti non tutti riconoscono i suoi sforzi e lui, con la simpatia che lo contraddistingue, ci scherza su e definisce quelli che gli danno contro “bimbiminkia”. Ecco, io vorrei che, chi non si ritenesse uno di loro, iniziasse a ragionare sulla situazione che stanno creando in Italia, dove tutto è schierato a favore del politicamente corretto e del pensiero unico, dove le voci fuori dal coro sono costrette a lottare e a scavalcare mille ostacoli, solo per potere esprimere la propria opinione. Io sarò sempre dalla parte di queste voci fuori dal coro e se, queste, sono pure intonate e forti, possiamo stare tranquilli che prima o poi emergeranno, com’è giusto che sia!

“La musica può arrivare nell’essenziale, dove non arrivano le parole da sole” 

Tommaso Pinazzi

Link al sito: http://www.cronacapopolare.it/2016/01/17/se-le-voci-fuori-dal-coro-sono-anche-intonate-ecco-povia/

Immigrazione, idee chiare e solida fede | Card. Giacomo Biffi

Di fronte alla totale inadempienza dello Stato e allo sterile buonismo pietista clericale è bene ricordare le parole del cardinal Giacomo Biffi sul l’immigrazione, al Seminario della Fondazione Migrantes, 30 settembre 2000

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Dovrebbe essere evidente a tutti quanto sia rilevante il tema dell’immigrazione nell’Italia di oggi; ma credo sia altrettanto innegabile l’inadeguata attenzione pastorale e lo scarso realismo con cui finora esso è stato valutato e affrontato. Il fenomeno appare imponente e grave; e i problemi che ne derivano sono per molti aspetti nuovi, contrassegnati da inedite complicazioni, provvisti di una forte incidenza sulla vita delle nostre popolazioni. (…) I generici allarmismi senza dubbio non servono, ma nemmeno le banalizzazioni ansiolitiche e le speranzose minimizzazioni. (…) Le comunità cristiane ammirevoli in molti casi nel prodigarsi prontamente ad alleviare disagi e pene, sono sprovviste finora di una visione non astratta. (…) Le generiche esaltazioni della solidarietà e del primato della carità evangelica – che in sé e in linea di principio sono legittime e anzi doverose – si dimostrano più generose e ben intenzionate che utili, se rifuggono dal commisurarsi con la complessità del problema e la ruvidezza della realtà effettuale (…) E’ incontestabile, per esempio, il principio che a ogni popolo debbano essere riconosciuti gli spazi, i mezzi, le condizioni che gli consentano non solo di sopravvivere ma anche di esistere e svilupparsi secondo quanto è richiesto dalla dignità umana (…). Ma non se ne può dedurre – se si vuol essere davvero “laici” oltre tutti gli imperativi ideologici – che una nazione non abbia il diritto di gestire e regolare l’afflusso di gente che vuol entrare a ogni costo. Tanto meno se ne può dedurre che abbia il dovere di aprire indiscriminatamente le proprie frontiere. Bisogna piuttosto dire che ogni auspicabile progetto di pacifico inserimento suppone ed esige che gli accessi siano vigilati e regolamentati. E’ tra l’altro davanti agli occhi di tutti che gli ingressi arbitrari determinano fatalmente da un lato il dilatarsi incontrollato della miseria e della disperazione (e spesso pericolose insorgenze di intolleranza e di rifiuto assoluto), dall’altro il prosperare di un’industria criminale di sfruttamento di chi aspira a varcare clandestinamente i confini (…).

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/7283

selezione a cura di Roberto De Lorenzo Meo 

La simpatica fine del gioco a cura di Vladimir Putin

Dmitrij Kalinichenko, da Investcafe.ru di martedì 18 novembre 2014

putin

Le accuse dell’occidente verso Putin tradizionalmente si basano sul fatto che lavorava nel KGB, e che perciò sia crudele e immorale. Putin è colpevole di tutto, ma nessuno l’ha mai accusato di mancanza d’intelligenza. Tutte le accuse contro quest’uomo ne risaltano solo la capacità di pensiero analitico e come rapidamente prenda decisioni politiche ed economiche chiare ed equilibrate. Spesso i media occidentali confrontano questa capacità con l’abilità di un grande maestro che partecipa a partite di scacchi simultanee. I recenti sviluppi economici di Stati Uniti e occidente in generale, ci permettono di concludere che qui la valutazione dei media occidentali della personalità di Putin è perfetta. Nonostante le numerose segnalazioni dei successi, nello stile di Fox News e CNN, oggi l’economia occidentale, guidata dagli Stati Uniti, è caduta nella trappola di Putin, la cui via d’uscita non viene vista da nessuno in occidente. E quanto più l’occidente cerca di uscire da questa trappola, più sprofonda. Qual è la vera tragica situazione dell’occidente e degli Stati Uniti? E perché tutti i media occidentali e i principali economisti occidentali ne tacciono, come fosse un segreto militare ben custodito? Cerchiamo di capire l’essenza degli eventi economici attuali, nel contesto dell’economia, mettendo da parte moralità, etica e geopolitica. Dopo aver compreso di aver fallito in Ucraina, l’occidente, guidato dagli Stati Uniti, si proponeva di distruggere l’economia russa con la riduzione del prezzo del petrolio e del gas quali principali proventi dalle esportazioni del bilancio della Russia e della ricostituzione delle riserve auree russe. Va notato che il fallimento principale occidentale in Ucraina non è militare o politico, ma il rifiuto di Putin di finanziare i piani occidentali per l’Ucraina a carico della Federazione Russa. Ciò rende il piano occidentale irrealizzabile nel futuro prossimo.

            L’ultima volta, sotto la presidenza Reagan, tali azioni occidentali per abbassare i prezzi del petrolio ebbero ‘successo’ facendo crollare l’URSS. Ma la storia non si ripete sempre. Questa volta le cose sono diverse per l’occidente. La risposta di Putin verso l’occidente assomiglia agli scacchi e al judo, quando la potenza utilizzata dal nemico viene usata contro di esso ma a costi minimi per la forza e le risorse del difensore. La vera politica di Putin non è pubblica. Pertanto, la politica di Putin in gran parte si concentra non sull’effetto, ma sull’efficienza. Pochissimi capiscono cosa fa Putin oggi. E quasi nessuno capisce cosa farà in futuro. Non importa quanto strano possa sembrare, ma oggi Putin vende petrolio e gas russi solo in oro. Putin non lo grida ai quattro venti. E naturalmente accetta ancora il dollaro come mezzo di pagamento, ma cambia immediatamente tutti i dollari ottenuti dalla vendita di petrolio e gas con l’oro fisico! Per capirlo è sufficiente osservare le dinamiche della crescita delle riserve auree della Russia e confrontarle con le entrate in valuta estera della Federazione Russa dovute alla vendita di petrolio e gas nello stesso periodo. Inoltre, nel terzo trimestre gli acquisti da parte della Russia di oro fisico sono i più alti di tutti i tempi, a livelli record. Nel terzo trimestre di quest’anno, la Russia aveva acquistato la quantità incredibile di 55 tonnellate di oro. Più delle banche centrali di tutti i Paesi del mondo messi insieme (secondo i dati ufficiali)! In totale, le banche centrali di tutti i Paesi del mondo hanno acquistato 93 tonnellate del metallo prezioso nel terzo trimestre del 2014. Il 15° trimestre consecutivo di acquisti netti di oro da parte delle banche centrali. Delle 93 tonnellate di oro acquistato dalle banche centrali di tutto il mondo, in questo periodo, l’impressionante volume di 55 tonnellate acquistate appartiene alla Russia. Non molto tempo fa, scienziati inglesi giunsero alla stessa conclusione, secondo l’indagine dell’US Geological di pochi anni fa: l’Europa non potrà sopravvivere senza l’energia dalla Russia. Tradotto dall’inglese in qualsiasi altra lingua, vuol dire: “Il mondo non sopravvivrà se petrolio e gas della Russia scompaiono dall’approvvigionamento energetico globale”. Così, il mondo occidentale, basato sull’egemonia dei petrodollari, si trova in una situazione catastrofica non potendo sopravvivere senza petrolio e gas dalla Russia. E la Russia è pronta a vendere petrolio e gas all’occidente solo in cambio dell’oro! La svolta del gioco di Putin è il meccanismo della vendita di energia russa all’occidente solo con l’oro, agendo indipendentemente dal fatto che l’occidente sia d’accordo o meno nel pagare petrolio e gas russi con il suo oro artificialmente a buon mercato. Perché la Russia, con un flusso regolare di dollari dalla vendita di petrolio e gas, in ogni caso potrà convertirli in oro ai prezzi attuali, depressi con ogni mezzo dall’occidente. Cioè al prezzo dell’oro, artificialmente e meticolosamente abbassato varie volte da FED e EFS, contro un dollaro dal potere d’acquisto artificialmente gonfiato dalle manipolazioni nel mercato. Fatto interessante: la compressione dei prezzi dell’oro da parte del reparto speciale del governo degli Stati Uniti, l’ESF (Exchange Stabilization Fund), per stabilizzare il dollaro, è una legge degli Stati Uniti.

            Nel mondo finanziario è accettato come un fatto che l’oro sia l’anti-dollaro:

• Nel 1971, il presidente statunitense Richard Nixon chiuse la ‘finestra d’oro’, ponendo fine al libero scambio tra dollari e oro, garantito dagli Stati Uniti nel 1944 a Bretton Woods.

• Nel 2014, il presidente russo Vladimir Putin ha riaperto la ‘finestra d’oro’, senza chiederne il permesso a Washington.

            In questo momento l’occidente spende gran parte di sforzi e risorse nel comprimere i prezzi di oro e petrolio. In tal modo, da un lato distorce la realtà economica esistente a favore del dollaro statunitense e d’altra parte vuole distruggere l’economia russa che si rifiuta di svolgere il ruolo di vassallo obbediente dell’occidente. Risorse come oro e petrolio sono proporzionalmente indebolite ed eccessivamente sottovalutate rispetto al dollaro USA; conseguenza dell’enorme sforzo economico occidentale. E ora Putin vende risorse energetiche russe in cambio di quei dollari artificialmente gonfiati dagli sforzi occidentali, e con cui compra oro artificialmente svalutato rispetto al dollaro USA dagli stessi sforzi occidentali! C’è un altro elemento interessante nel gioco di Putin. L’uranio russo. Una di ogni sei lampadine negli USA ne dipende. La Russia lo vende agli Stati Uniti sempre in dollari. Così, in cambio di petrolio, gas e uranio russi, l’occidente paga la Russia in dollari, il cui potere di acquisto è artificialmente gonfiato verso petrolio e oro dagli sforzi occidentali. Ma Putin usa questi dollari solo per ritirare oro fisico dall’occidente dal prezzo denominato in dollari USA e quindi artificialmente abbassato dallo stesso occidente. Questa veramente geniale combinazione economica di Putin mette l’occidente, guidato dagli Stati Uniti, nella posizione aggressiva e diligente del serpente che divora la propria coda. L’idea di questa trappola economica dell’oro tesa all’occidente, probabilmente non è di Putin molto del consigliere per gli affari economici, dottor Sergej Glazev. In caso contrario, perché il dichiarato burocrate Glazev, insieme a molti uomini d’affari russi, è stato incluso da Washington nella lista dei sanzionati? L’idea dell’economista dottor Glazev è stata brillantemente attuata da Putin, con il pieno appoggio del collega cinese Xi Jinping. Particolarmente interessante in questo contesto sembra la dichiarazione a novembre della Prima Vicepresidentessa della Banca centrale della Russia Ksenia Judaeva, che sottolineava come la BCR può utilizzare l’oro delle sue riserve per pagare le importazioni, se necessario. E’ ovvio che date le sanzioni occidentali, tale dichiarazione sia destinata ai Paesi BRICS, e prima di tutto la Cina. Per la Cina, la volontà della Russia di pagare le merci con l’oro occidentale è molto conveniente. Ed ecco perché: la Cina ha recentemente annunciato che cesserà di aumentare le riserve auree e valutarie denominate in dollari USA. Considerando il crescente deficit commerciale tra Stati Uniti e Cina (la differenza attuale è cinque volte a favore della Cina), questa dichiarazione tradotta dal linguaggio finanziario, dice: “La Cina non vende più i suoi prodotti in cambio dei dollari”. I media mondiali hanno scelto di non far notare questo storico passaggio monetario. Il problema non è che la Cina si rifiuta letteralmente di vendere i propri prodotti in dollari USA. La Cina, ovviamente, continuerà ad accettare i dollari come mezzo di pagamento intermedio per i propri prodotti. Ma appena presi se ne sbarazzerà immediatamente, sostituendoli con qualcosa di diverso nella struttura delle sue riserve auree e valutarie. In caso contrario, la dichiarazione delle autorità monetarie della Cina non ha senso: “Fermiamo l’aumento delle nostre riserve auree e valutarie denominate in dollari USA“. Cioè, la Cina non acquisterà più titoli del Tesoro degli Stati Uniti con i dollari guadagnati dal commercio mondiale, come ha fatto finora. Così, la Cina sostituirà i dollari che riceverà per i suoi prodotti non solo dagli Stati Uniti ma da tutto il mondo, con qualcos’altro per non aumentare le riserve valutarie in oro denominate in dollari USA. E qui si pone una domanda interessante: con cosa la Cina sostituirà i dollari guadagnati con il commercio? Con quale valuta o bene? L’analisi dell’attuale politica monetaria della Cina dimostra che molto probabilmente i dollari commerciali, o una parte sostanziale, la Cina li sostituirà e di fatto li ha già sostituiti, con l’oro fisico. Pertanto, il solitario delle relazioni russo-cinesi è un grande successo di Mosca e Pechino. La Russia acquista merce direttamente dalla Cina con l’oro al prezzo attuale. Mentre la Cina compra risorse energetiche russe con l’oro al prezzo attuale. In questo festival russo-cinese della vita c’è un posto per ogni cosa: merci cinesi, risorse energetiche russe e oro quale mezzo di pagamento reciproco. Solo il dollaro non vi trova posto e non sorprende, perché il dollaro USA non è un prodotto cinese, né una risorsa energetica russa. E’ solo uno strumento finanziario intermedio di liquidazione, un intermediario inutile. Ed è consuetudine escludere gli intermediari inutili dall’interazione di due partner commerciali indipendenti. Va notato che il mercato globale dell’oro fisico è estremamente ristretto rispetto al mercato mondiale del petrolio. E soprattutto il mercato mondiale dell’oro fisico è microscopico rispetto alla totalità dei mercati mondiali di petrolio gas, uranio e merci.

            L’enfasi sulla frase “oro fisico” è fatta perché in cambio delle sue risorse energetiche fisiche, non di ‘carta’, la Russia ritira oro dall’occidente, ma solo nella sua forma fisica, non di carta. Così anche la Cina, acquisendo oro fisico occidentale artificialmente svalutato per pagare prodotti reali inviati all’occidente. Le speranze occidentali che Russia e Cina accettino in pagamento per le loro risorse energetiche e beni “shitcoin” o cosiddetto “oro cartaceo” di vario genere, non si sono concretizzate. Russia e Cina sono interessate solo all’oro, metallo fisico, come mezzo di pagamento finale. Per riferimento: il fatturato del mercato dell’oro di carta, i futures sull’oro, è stimato a 360 miliardi di dollari al mese. Ma le transizioni di oro fisico sono pari solo a 280 milioni di dollari al mese. Il che rende il rapporto tra commercio di oro di carta contro oro fisico, pari a 1000 a 1. Utilizzando il meccanismo di recesso attivo dal mercato artificialmente ribassato dall’attività finanziaria occidentale (oro) in cambio di un altro artificialmente gonfiato dall’attività finanziaria occidentale (USD), Putin ha così iniziato il conto alla rovescia della fine dell’egemonia mondiale dei petrodollari. Così, Putin ha messo l’occidente in una situazione di stallo priva di prospettive economiche positive. L’occidente può usare la maggior parte dei suoi sforzi e risorse per aumentare artificialmente il potere d’acquisto del dollaro, ridurre artificialmente i prezzi del petrolio e il potere d’acquisto dell’oro. Il problema dell’occidente è che le scorte di oro fisico in suo possesso non sono illimitate. Pertanto, più l’occidente svaluta petrolio e oro contro dollaro statunitense, più velocemente svaluterà l’oro dalle sue non infinite riserve. In questa combinazione economica brillantemente interpretata da Putin, l’oro fisico dalle riserve occidentali finisce rapidamente in Russia, Cina, Brasile, Kazakhstan e India, Paesi BRICS. Al ritmo attuale di riduzione delle riserve di oro fisico, l’occidente semplicemente non avrà tempo di fare nulla contro la Russia di Putin, fino al crollo dei petrodollari mondiali occidentali. Negli scacchi la situazione in cui Putin ha messo l’occidente, guidato dagli Stati Uniti, si chiama “tempi bui”. Il mondo occidentale non ha mai affrontato eventi e fenomeni economici come quelli attuali. L’URSS vendette rapidamente oro durante la caduta dei prezzi del petrolio. La Russia acquista rapidamente oro durante la caduta dei prezzi del petrolio. In tal modo, la Russia rappresenta una vera minaccia al modello di dominio mondiale dei petrodollari statunitensi. Il principio fondamentale del modello mondiale dei petrodollari permette che i Paesi occidentali guidati dagli Stati Uniti vivano a spese del lavoro e delle risorse di altri Paesi e popoli grazie al ruolo della moneta statunitense, dominante nel sistema monetario globale (GMS). Il ruolo del dollaro USA nel GMS è essere il mezzo ultimo di pagamento. Ciò significa che la moneta nazionale degli Stati Uniti, nella struttura del GMS, è l’ultimo bene di accumulazione, e scambiarlo con qualsiasi altro bene non avrebbe senso. Ciò che i Paesi BRICS, guidati da Russia e Cina, fanno ora è effettivamente cambiare ruolo e status del dollaro nel sistema monetario globale. Da ultimo mezzo di pagamento e costituzione del patrimonio, la moneta nazionale degli Stati Uniti, nelle azioni congiunte di Mosca e Pechino viene trasformato in un mero mezzo di pagamento intermedio, destinato solo allo scambio con un’altra attività finanziaria ultima, l’oro. Così, il dollaro USA in realtà perde il ruolo di mezzo ultimo di pagamento e costituzione del patrimonio, cedendo entrambi i ruoli a un altro riconosciuto, denazionalizzato e depoliticizzato patrimonio monetario, l’oro.

            Tradizionalmente, l’occidente utilizza due metodi per eliminare la minaccia all’egemonia mondiale dei petrodollari e ai conseguenti privilegi eccessivi occidentali. Uno di tali metodi sono le rivoluzioni colorate. Il secondo metodo, di solito applicato dall’occidente se il primo fallisce, sono le aggressioni militari e i bombardamenti. Ma nel caso della Russia entrambi tali metodi sono impossibili o inaccettabili per l’occidente. Perché, in primo luogo, la popolazione della Russia, a differenza dei popoli di molti altri Paesi, non ha intenzione di scambiare la propria libertà e il futuro dei propri figli per salsicce occidentali. Questo è evidente dal supporto record per Putin, regolarmente pubblicato dalle principali agenzie di sondaggi occidentali. L’amicizia personale del protetto di Washington Navalnij con il senatore McCain è negativa per lui e Washington. Dopo aver appreso questo fatto dai media, il 98% della popolazione russa ora vede Navalnij solo come un vassallo di Washington e traditore degli interessi nazionali della Russia. Pertanto i professionisti occidentali, che non hanno ancora perso la testa, non possono sognarsi una qualche rivoluzione colorata in Russia. Sul secondo metodo tradizionale occidentale di aggressione militare diretta, la Russia non è certamente la Jugoslavia, l’Iraq o la Libia. In ogni operazione militare non nucleare contro la Russia, sul territorio della Russia, l’occidente guidato dagli Stati Uniti è destinato alla sconfitta. E i generali del Pentagono che guidano le forze della NATO ne sono consapevoli. Sarebbe egualmente senza speranza una guerra nucleare contro la Russia, con il concetto del cosiddetto “attacco nucleare disarmante preventivo”. La NATO non solo tecnicamente non può infliggere il colpo che disarmerebbe completamente la Russia del potenziale nucleare, in tutte i molteplici aspetti, ma il massiccio attacco di rappresaglia nucleare contro il nemico o gruppo di nemici sarebbe inevitabile. E la sua potenza sarà sufficiente affinché i sopravvissuti invidino i morti. Cioè, una guerra nucleare con un Paese come la Russia non è la soluzione al problema incombente del crollo dei petrodollari mondiali. Nel migliore dei casi, sarebbe la conclusione finale della Storia. Nel peggiore dei casi, l’inverno nucleare e la fine della vita sul pianeta, fatta eccezione per i batteri mutati dalle radiazioni. La struttura economica occidentale può vedere e capire l’essenza della situazione. I principali economisti occidentali sono certamente consapevoli della gravità della situazione e della situazione disperata in cui si trova l’occidente, caduto nella trappola economica dell’oro di Putin. Dopo tutto, dagli accordi di Bretton Woods conosciamo la regola d’oro: “Chi ha l’oro detta le regole”, ma in occidente stanno zitti. Sono silenziosi perché nessuno sa come uscire da tale situazione. Se si spiegano al pubblico occidentale i dettagli del disastro economico incombente, porrà ai sostenitori dei petrodollari mondiali le domande peggiori, come:

 

– Per quanto l’occidente potrà acquistare petrolio e gas dalla Russia in cambio di oro fisico? E cosa accadrà ai petrodollari degli Stati Uniti quando l’occidente esaurirà l’oro fisico per pagare petrolio, gas e uranio russi e le merci cinesi? Nessuno in occidente oggi può rispondere a queste semplici domande.

            Ciò si chiama “Scacco matto”, signore e signori. Il gioco è finito.

titolo originale: la trappola dell’oro del gran maestro Putin

22 marzo – Quale vento soffia sull’Ucraina?

“Abbiamo rimosso tutti i nostri armamenti pesanti dalla parte europea della Russia trasferendoli dietro gli Urali e ridotto di 300.000 le nostre unità. Abbiamo preso diverse altre misure richieste dal Trattato sul Ridimensionamento delle Forze Armate Convenzionali in Europa (ACAF). E cosa abbiamo avuto in risposta? L’Europa orientale si sta rifornendo di nuovi armamenti, dotando di due nuove basi militari in Romania e in Bulgaria; e ci sono due nuove aree di lancio – radar in Repubblica Ceca e sistemi missilistici in Polonia. Ci domandiamo, quindi: cosa sta succedendo? La Russia si sta disarmando unilateralmente. Potremmo anche continuare a farlo, ma vorremmo vedere la stessa cosa da parte dell’Europa. Al contrario: l’Europa si sta rifornendo di nuovi armamenti. E’ ovvio che non possiamo non essere preoccupati.”
Il presidente russo Vladimir Putin alla Conferenza di Monaco sulla politica di sicurezza, Febbraio 2007

Quale vento soffia sull’Ucraina?

Intervento di:
dott. Eliseo Bertolasi
russista, analista geopolitico all’IsAG,
corrispondente da Kiev dell’Agenzia “Voce della Russia – Italia”

Moderatore:
dott. Paolo Mantovan
caporedattore del quotidiano “Trentino”

Durante la serata verranno proiettati foto e video inediti girati a Kiev in Maidan Nezalezhnosti

Sabato 22 marzo 2014 ore 20:30
Aula Magna Scuola Elementare, via Raffaelli – Volano (Trento)

Organizzato da
Coordinamento Trentino Russia

In collaborazione con
Associazione Culturale “La Torre”
Associazione Anthopos

L’evento su Facebook
https://www.facebook.com/events/634619786608708/

Pubblichiamo il comunicato stampa del Coordinamento Trentino Russia

Cosa sta succedendo in Ucraina? E’ questa la tematica di strettissima attualità che il neonato “Coordinamento Trentino Russia” (CTR) , dopo il successo della conferenza organizzata a Rovereto il 15 febbraio 2014, intende affrontare ed approfondire nella conferenza pubblica dal titolo “Quale vento soffia sull’Ucraina?” e che si svolgerà nella serata di sabato 22 marzo 2014 alle ore 20.30 a Volano c/o Aula Magna delle scuole elementari in Via Raffaelli.

Protagonista della conferenza sarà il Dott. Eliseo Bertolasi, corrispondente in Italia per la “ Golos Rossii – Voce della Russia”, che ha vissuto in prima persona i fatti di piazza Maidan a Kiev, e che ora sta seguendo la grave situazione di contrasto politco-militare che si è venuta a creare tra il nuovo governo di Kiev e la Russia di Vladimir Putin, con specifico riferimento allo status della Repubblica autonoma di Crimea.
Modera la serata il Dott. Paolo Mantovan, caporedattore del giornale “Trentino”, che ci aiuterà a rispondere a quei fondamentali punti interrogativi sul “caso Ucraina” che in questi giorni ci stiamo ponendo.
In Ucraina vi è stata davvero una “spontanea e democratica rivolta di popolo” che ha cacciato un regime dispotico e corrotto, così come sostenuto dalla maggior parte dei mass-media occidentali, oppure, come sostenuto dalle autorità russe, ciò che è accaduto è da considerarsi come un vero e proprio colpo di stato, organizzato dalla CIA, con il supporto di una rete di organizzazioni parallele (le così dette ONG) e grazie alla bassa manovalanza di elementi reclutati dalla NATO in alcune organizzazioni della estrema destra ucraina?
In piazza Maidan vi erano degli eroi disposti a combattere per la libertà del proprio paese a costo della propria vita oppure dei criminali estremisti che hanno attuato, manu militari, un colpo di stato per cacciare il legittimo governo di Janukovich al fine di installare un governo-fantoccio anti russo che faccia esclusivamente gli interessi geopolitici ed economici di Washington ed in subordine della Germania?
E’ vero, come ha sostenuto recentemente Putin, che da circa venti anni decine di “fondazioni estere” abbiano investito decine di milioni di dollari per organizzare una rete di organizzazioni anti-russa in Ucraina in previsione della campagna presidenziale ucraina del 2015, e che, quando al vertice di Vilnius è saltato l’accordo per l’ingresso dell’Ucraina nell’UE, il tutto è stato attivato con anticipo per sfruttare l’occasione?
Vogliamo poi capire se la risposta politico-militare di Putin in Crimea è stata una brutale aggressione ed invasione di un paese sovrano oppure la legittima risposta di un capo di stato che vede minacciata la sicurezza militare del proprio paese (in Crimea vi è un’importante base navale russa) e la sopravvivenza della comunità russofona della Crimea unita da storici legami alla Russia. Mosca denuncia, infatti, come il cambio di governo avvenuto a Kiev non sia altro che l’ennesimo tassello che gli USA portano avanti nella loro politica di progressivo accerchiamento della Russia e come l’ingresso della Georgia e dell’Ucraina nella NATO (come previsto da Washington) e il dispiegamento del cosiddetto scudo antimissile (con la scusa della minaccia iraniana) in Europa lungo il confine russo, non siano altro che il possibile preparativo di un attacco globale contro la Russia di Putin che eliminerebbe il potenziale “secondo colpo nucleare” di Mosca e che costringerebbe pertanto la dirigenza russa a capitolare davanti ad ogni prepotenza e ricatto proveniente della NATO.
A queste ed altre domande cercheremo di dare una risposta precisa anche con filmati e documenti inediti in Italia.
Invitiamo pertanto tutti i cittadini ad intervenire alla conferenza visto l’importante tema di cui si discute e che riguarda il destino di noi tutti.

CHI E’ ELISEO BERTOLASI: Dott. Eliseo Bertolasi russista, ricercatore associato e analista geopolitico all’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG), redattore della rivista Geopolitica, corrispondente dell’Agenzia “Golos Rossii” (Voce della Russia) Italia, antropologo dell’Università Bicocca di Milano, collaboratore culturale e socio dell’Associazione Italia-Russia sezione di Bergamo. Interessi di ricerca: Paesi ex-URSS, nazionalismi, questioni identitarie dei popoli slavi.

COS’E’ IL COORDINAMENTO TRENTINO RUSSIA: Il coordinamento Trentino Russia (CTR) è il coordinamento che si è costituito in occasione del convegno organizzato a Rovereto il 15-02-2014 dal titolo “Russia ed Europa: sfida del terzo millennio” , con la presenza di Alexey Komov, ambasciatore russo del World Congress Family all’Onu.

Si è deciso, in quella sede, di riunire in unico fronte culturale tutti coloro che, nel Trentino, al di là delle singole posizioni politiche/partitiche di riferimento, vedono nella Russia di Vladimir Putin l’unico baluardo a difesa di valori come Identità, Sovranità e Tradizione.