EID-UL-FITR: UNA FESTA DI GIOIA UNICA PER I MUSULMANI | Sayyid S.A.Rizvi


“Eid-ul-Fitr” è una festa unica. Non è relazionata ad alcun evento storico e non è legata ai cambiamenti delle stagioni o ai cicli dell’agricoltura. Si tratta di una festa in alcun modo collegata alle questioni mondane.

Il suo significato è puramente spirituale. E’ il giorno in cui i musulmani ringraziano Dio per aver dato loro la volontà, la forza e la resistenza per osservare il digiuno ed obbedire ai Suoi comandamenti durante il mese sacro del Ramadan.

Questo giorno, nel mondo islamico, porta gioia e felicità. La gioia non è, tuttavia, per la fine del mese di Ramadan; è la felicità che l’uomo prova dopo aver completato con successo un compito importante.

Per quanto riguarda la fine del mese di Ramadan, le guide religiose islamiche dei primi tempi dell’Islam hanno sempre provato profondo dolore quando esso giungeva alla fine, consapevoli di esser state private delle speciali benedizioni spirituali contenute nel mese di digiuno.

Per conoscere la reale prospettiva islamica sulla fine del mese di Ramadan, verranno citati alcuni passi tratti da un’invocazione (du’a) dell’Imam Zaynul Abidin (as).

Egli dice: “Tu hai stabilito il mese di Ramadan come uno dei mesi prescelti…; e Tu lo hai distinto fra tutti gli altri mesi, e scelto fra tutte le altre stagioni e periodi; e gli hai dato preferenza fra tutti gli altri momenti dell’anno, inviandovi il Corano e la luce della guida, e l’incremento della fede, e avendovi ordinato l’osservanza del digiuno, e avendoci incoraggiato a rimanere in piedi in Preghiera durante la notte, e collocando in esso la gloriosa ‘Notte di Qadr’ che è migliore di mille mesi.”

“Pertanto, in conformità con il Tuo comando, abbiamo digiunato nei suoi giorni e, con il Tuo aiuto, ci siamo alzati in Preghiera nelle sue notti, presentandoci, per mezzo dei suoi digiuni e preghiere, alla Tua Misericordia che offri per noi.

“E, in verità, questo mese di Ramadan è rimasto tra noi [come] un soggiorno piacevole; e ci ha dato una giusta compagnia; riversando su di noi i più eccellenti benefici nell’universo. Ora si allontana da noi, al termine del suo tempo.

“Pertanto lo salutiamo come abbiamo salutato colui la cui partenza è per noi difficile e ci rattrista, e la cui separazione ci fa sentire soli.”

Poi, rivolgendosi al mese di Ramadan, parlando con un tono affettuoso dice:

“Quanto ti abbiamo atteso ieri, e quanto intensa sarà la nostra ansia per te domani. La Pace sia su di te e sulle tue eccellenze delle quali siamo stati privati, e sulle tue benedizioni che non saranno più fra di noi.” 

Queste poche parole rappresentano lo specchio che mostra il vero sentimento islamico verso il mese di Ramadan e le sue benedizioni e benefici spirituali.

“Eid-ul-Fitr” è collegato a un tale mese di benedizioni, perché è in questo giorno che le severe restrizioni del mese precedente rivengono rimosse. Sfortunatamente, in alcuni posti, questo ripristino delle normali attività viene frainteso come una licenza ad indulgere in attività proibite dall’Islam.

Fortunatamente simile tendenza non è ancora comune, ma tali persone devono comprendere il significato di “Eid-ul-Fitr”. Le prescrizioni religiose di “Eid-ul-Fitr” sono designate per ringraziare Iddio che ci ha aiutato a raggiungere l’obiettivo del mese di Ramadan.

Sarebbe certamente un affronto a Dio se qualcuno, dopo averLo ringraziato per il completamento di questo periodo di edificazione spirituale, si recasse immediatamente a peccare contro di Lui!

Se questa persona avesse conosciuto il significato e l’obiettivo di “Eid-ul-Fitr”, non avrebbe continuato simili attività non islamiche. 

“Eid-ul-Fitr” può essere interpretato come una benedizione di tre tipi:

In primo luogo fornisce un’occasione in più ai musulmani per ringraziare Dio e ricordare le Sue benedizioni.

In secondo luogo, esso offre l’occasione di un ‘inventario’ spirituale, dopo il mese di Ramadan. Un musulmano può riflettere adesso sulla forza (o debolezza) della sua forza di volontà; egli può vedere, nello specchio del Ramadan, quali erano i punti forti (o deboli) del suo carattere, perché sotto lo sforzo del digiuno le qualità nascoste (o i difetti) del carattere umano emergono in modo chiaro come, forse, non sarebbe altrimenti possibile. Così un uomo ha la possibilità di una auto-diagnosi dei tratti del suo carattere che, probabilmente, nessun altro potrebbe mai rilevare.

In terzo luogo, esso ingiunge alle persone benestanti di condividere una porzione di ciò che possiedono con i loro fratelli più poveri. Alla vigilia di “Eid-ul-Fitr”, un musulmano è tenuto a dare ai bisognosi una porzione di cibo stabilita, a nome suo e di ogni membro della sua famiglia, compresi inservienti e ospiti che hanno trovato riparo sotto il suo tetto in quella notte. Dio sarà certamente compiaciuto se non dimentichiamo queste lezioni dopo “Eid-ul-Fitr”.

Per inciso, qui la differenza tra la prospettiva religiosa e quella materialista si acuisce. La religione esorta l’uomo a donare, di sua libera volontà, una parte della sua ricchezza a coloro che sono meno fortunati, e a farlo per ottenere la benedizione di Dio. Il materialismo insegna a strappare agli altri ciò che hanno ottenuto, senza alcun riguardo per le questioni morali o etiche che ciò comporta.

Pertanto la religione cerca di rafforzare le più alte qualità del carattere umano; il materialismo si sforza invece di renderlo schiavo degli istinti animali più bassi che lo degradano al livello delle bestie.

In questo giorno, preghiere speciali si tengono in tutto il mondo, tra l’alba e mezzogiorno, quando i musulmani indossano, in incontri comunitari imponenti, i loro abiti migliori, spalla a spalla, dimostrando a tutti la fratellanza universale, che è un’altra caratteristica distintiva dell’Islam, la religione di Dio.

Cerchiamo di ri-dedicare la nostra vita alla causa dell’umanità, che è il miglior modo per dimostrare il nostro amore per Dio. Decidiamo di indirizzare le nostre energie, nel nuovo anno, a rafforzare la società sulla base del rispetto reciproco, dell’amore fraterno e della comprensione universale.

Decidiamo di costruire, per il nuovo anno, un ordine sociale che porti non solo benefici materiali, ma anche soddisfazione spirituale. 

E, alla fine, lasciateci pregare Dio con queste parole:

“O Signore, purificaci dai nostri errori con la fine del mese di Ramadan, e facci abbandonare i nostri peccati quando il nostro digiuno arriva alla fine. E benedicici, in questo giorno di Eid, il giorno della festa e della ‘rottura’ del digiuno; e fa che sia il giorno più bello, tra quelli vissuti, e perdona i nostri peccati conosciuti e sconosciuti.”

Traduzione a cura di Islamshia.org © E’ autorizzata la riproduzione citando la fonte

Ramadan |Inizia il Mese santo del Digiuno 

Con l’occasione Gli amministratori del sito del Centro Studi Aurhelio, augurano agli amici musulmani – in particolare a quelli dell’associazione Imam Mahdi e dell’Istituto culturale dell’ambasciata iraniana – un buon inizio del santo mese di Ramadan.


KHUTBA SHA’BANIYYA

Shaykh Sadûq ha tramandato con una catena affidabile, che l’Imam Ar-Ridâ ha appreso dai suoi antenati, che lo hanno appreso dall’Amîr Al-Mu’minin ‘Alî (as), che l’Inviato di Dio pronunciò il seguente sermone:

“O uomini, è giunto a voi il mese di Allah (Ramadan), pieno di misericordia, benedizioni e perdono. Agli occhi di Allah tale mese è migliore di tutti gli altri mesi, i suoi giorni sono migliori di tutti gli altri giorni, le sue notti sono migliori di tutte le altre notti, le sue ore sono migliori di tutte le altre ore. Questo è il mese in cui siete invitati alla mensa di Allah; Egli vi ha eletti come ricettacoli dei Suoi doni. Il vostro respiro è lode, il vostro sonno è adorazione. In tale mese le vostre rette azioni sono accettate, come pure le vostre invocazioni. Invocate pertanto il vostro Signore con rettitudine ed intento sincero, onde Allah possa aiutarvi a digiunare ed a recitare il Sacro Corano.

In verità, colui che non riceve il perdono di Allah in tale mese è certamente un empio. La fame e la sete che patite durante questo mese vi aiutino a comprendere la fame e la sete che caratterizzano il Giorno del Giudizio. Nutrite i poveri ed i bisognosi, rispettate gli anziani e siate gentili con i bambini. Tenete a freno la vostra lingua, ritraete i vostri occhi dalla vista di quanto è proibito e salvaguardate le vostre orecchie da ciò che non si deve ascoltare. Siate gentili con gli orfani in modo che anche i vostri orfani possano in futuro essere trattati con gentilezza.

Pentitevi dei vostri peccati ed elevate le vostre mani al momento della Preghiera. Tale è invero il tempo migliore: un tempo in cui Allah si volge Misericordioso verso i Suoi servi, risponde alle loro invocazioni e concede loro quanto Gli richiedono.

O uomini, siete vincolati ai vostri atti; liberatevene pertanto chiedendo perdono ad Allah. Il vostro dorso è carico dei vostri peccati; affrancatevene pertanto con lunghe prosternazioni. Sappiate che Allah, sublime è la Sua menzione, ha giurato su Se stesso di non punire coloro che pregano e si prostrano e di affrancarli dal fuoco dell’inferno nel Giorno del Giudizio.

O uomini, se qualcuno di voi dona ad un altro qualcosa con cui ‘rompere’ il digiuno durante questo mese, riceverà da Allah una ricompensa pari a quella dovuta per la liberazione di uno schiavo, ed Allah lo perdonerà dei suoi peccati.”

Alcuni dei presenti osservarono che non tutti avevano i mezzi per fornire a coloro che digiunavano del cibo con cui ‘rompere’ il digiuno. L’Inviato di Allah (S) rispose:

“Proteggetevi dal fuoco dell’inferno donando anche mezzo dattero. Proteggetevi dal fuoco donando anche un bicchier d’acqua. O uomini, se durante tale mese qualcuno terrà a freno la sua collera, sarà in grado di camminare sul “Siràt” (il Ponte verso il Paradiso) speditamente nel Giorno in cui i piedi altrui tremeranno. Allah non mostrerà la Sua collera a colui che facilita l’opera dei Suoi servi. Allah ritrarrà la Sua collera da coloro che si astengono dal molestare gli altri.

Il Giorno del Giudizio Allah si volgerà con gentilezza a coloro che avranno trattato con gentilezza un orfano. Allah impartirà la Sua misericordia a chi avrà trattato rettamente il suo prossimo. Nell’aldilà, Allah ritrarrà la Sua misericordia da colui che avrà recato danno al suo prossimo. A chiunque offrirà Preghiere volontarie durante questo mese Allah concederà un salvacondotto che lo libererà dall’inferno. Chiunque adempirà ad un dovere durante tale mese, Allah lo ricompenserà con una ricompensa pari a quella di settanta doveri adempiuti durante gli altri mesi. Chiunque chiederà di benedirmi, Allah renderà pesante la bilancia delle sue rette azioni nel Giorno del giudizio, mentre le bilance altrui saranno leggere. Chiunque reciterà un solo verso del Corano, riceverà una ricompensa pari a quella di chi avrà recitato l’intero Corano durante altri mesi.

O uomini, durante questo mese le porte del Paradiso restano aperte; invocate pertanto Allah affinché le porte non vengano chiuse per voi. Le porte dell’inferno sono chiuse; invocate pertanto Allah affinché non vengano mai aperte. I demoni sono posti in catene, invocate pertanto il vostro Signore affinché non acquistino mai potere su di voi”.

Amiru ‘l-Mu’minin ‘Alì (as) chiese allora:

“O Inviato di Allah, qual è la migliore azione da compiersi durante questo mese?”

L’Inviato di Allah (S) rispose:

“O Abu ‘l-Hasan, l’azione migliore durante questo mese consiste nell’astenersi da quanto Allah, il Glorioso, il Maestoso, ha proibito”.

A questo punto il Profeta (S) iniziò a piangere. ‘Alì (as) gli chiese:

“O Inviato di Allah, cosa ti fa piangere?”

Il Profeta (S) rispose:

“O ‘Alì, piango per ciò che ti accadrà in questo mese. Mentre sarò (spiritualmente) presso di te, mentre starai elevando la Preghiera al tuo Signore, il peggiore degli empi dei tempi passati, il fratello dell’uccisore della cammella dei Tamud, ti colpirà al capo con una spada, e la tua barba si tingerà di rosso”.

Allora ‘Alì (as) chiese:

“O Inviato di Allah, ciò avverrà a difesa della mia Religione?”

L’Inviato di Allah (S) rispose:

“Si, ciò avverrà a difesa della tua Religione”.

Quindi il Profeta (S) continuò:

“O ‘Alì, chiunque ti ucciderà è come se avesse ucciso me, e chiunque ti si opporrà è come se si fosse opposto a me e chiunque ti combatterà è come se avesse combattuto me, poiché ti considero come la mia stessa anima. La tua anima è la mia anima, la tua natura è la mia natura. In verità Allah, l’Altissimo, l’Immenso, ha creato me e te, ed eletto me e te. Ha eletto me per la Profezia e te per l’Imamato. Chiunque nega il tuo Imamato nega la mia Profezia.

“O ‘Alì, tu sei il mio successore, padre dei miei nipoti, marito di mia figlia e Califfo della mia Comunità durante la mia vita e dopo la mia morte. Il tuo ordine è il mio ordine, il tuo divieto è il mio divieto.

“Lo giuro su Colui che mi ha costituito Profeta ed ha fatto di me il più nobile degli uomini: in verità tu sei un Segno di Allah per le Sue creature, il Custode dei Suoi segreti ed il Suo Vicario fra i Suoi servitori”.

Da: ‘Uyunu ‘l-Akhbaru ‘r-Ridà, Vol. 1, pag. 295. ‘Amalì di Saduq, pag. 57. Biharu ‘l-Anwar, Vol. 96, pag. 358. 
Traduzione a cura di Islamshia.org © E’ autorizzata la riproduzione citando la fonte

Eid-ul-Fitr: una festa di gioia unica per i musulmani

Eid-ul-Fitr: una festa di gioia unica per i musulmani

Sayyid S.A.Rizvi

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Eid-ul-Fitr è una festa unica. Non è relazionata ad alcun evento storico e non è legata ai cambiamenti delle stagioni o ai cicli dell’agricoltura. Si tratta di una festa in alcun modo collegata alle questioni mondane.

Il suo significato è puramente spirituale. E’ il giorno in cui i musulmani ringraziano Dio per aver dato loro la volontà, la forza e la resistenza per osservare il digiuno ed obbedire ai Suoi comandamenti durante il mese sacro del Ramadan.

Questo giorno, nel mondo islamico, porta gioia e felicità. La gioia non è, tuttavia, per la fine del mese di Ramadan; è la felicità che l’uomo prova dopo aver completato con successo un compito importante.

Per quanto riguarda la fine del mese di Ramadan, le guide religiose islamiche dei primi tempi dell’Islam hanno sempre provato profondo dolore quando esso giungeva alla fine, in quanto ritenevano di esser state private delle benedizioni spirituali contenute nel mese di digiuno.

Per conoscere la reale prospettiva islamica sulla fine del mese di Ramadan, verranno citati alcuni passi tratti da un’invocazione (du’a) dell’Imam Zaynul Abidin (as).

Egli dice: “Tu hai stabilito il mese di Ramadan come uno dei mesi prescelti…; e Tu lo hai distinto fra tutti gli altri mesi, e scelto fra tutte le altre stagioni e periodi; e gli hai dato preferenza fra tutti gli altri momenti dell’anno, inviandovi il Corano e la luce della guida, e l’incremento della fede, e avendovi ordinato l’osservanza del digiuno, e avendoci incoraggiato a rimanere in piedi in preghiera durante la notte, e collocando in esso la gloriosa ‘Notte di Qadr’ che è migliore di mille mesi.”

Pertanto, in conformità con il Tuo comando, abbiamo digiunato nei suoi giorni e, con il Tuo aiuto, ci siamo alzati in preghiera nelle sue notti, presentandoci, per mezzo dei suoi digiuni e preghiere, alla Tua Misericordia che offri per noi.

“E, in verità, questo mese di Ramadan è rimasto tra noi [come] un soggiorno piacevole; e ci ha dato una giusta compagnia; riversando su di noi i più eccellenti benefici nell’universo. Ora si allontana da noi, al termine del suo tempo.

“Pertanto lo salutiamo come abbiamo salutato colui la cui partenza è per noi difficile e ci rattrista, e la cui separazione ci fa sentire soli.”

Poi, rivolgendosi al mese di Ramadan, parlando con un tono affettuoso dice:

Quanto ti abbiamo atteso ieri, e quanto intensa sarà la nostra ansia per te domani. La Pace sia su di te e sulle tue eccellenze delle quali siamo stati privati, e sulle tue benedizioni che non saranno più fra di noi.” 

Queste poche parole rappresentano lo specchio che mostra il vero sentimento islamico verso il mese di Ramadan e le sue benedizioni e benefici spirituali.

Eid-ul-Fitr è collegato a un tale mese di benedizioni, perché è in questo giorno che le severe restrizioni del mese precedente rivengono rimosse. Sfortunatamente, in alcuni posti, questo ripristino delle normali attività viene frainteso come una licenza ad indulgere in attività proibite dall’Islam.

Fortunatamente simile tendenza non è ancora comune, ma simili persone devono comprendere il significato di Eid-ul-Fitr. Le prescrizioni religiose di Eid-ul-Fitr sono designate per ringraziare Iddio che ci ha aiutato a raggiungere l’obiettivo del mese di Ramadan.

Certo, sarebbe un affronto a Dio se qualcuno, dopo averLo ringraziato per il completamento di questo periodo di edificazione spirituale, si recasse immediatamente a peccare contro di Lui!

Se questa persona avesse conosciuto il significato e l’obiettivo di Eid-ul-Fitr, non avrebbe continuato simili attività non islamiche. Eid-ul-Fitr può essere interpretato come una benedizione di tre tipi:

In primo luogo fornisce un’occasione in più ai musulmani per ringraziare Dio e ricordare le Sue benedizioni.

In secondo luogo, esso offre l’occasione di un ‘inventario’ spirituale, dopo il mese di Ramadan. Un musulmano può riflettere adesso sulla forza (o debolezza) della sua forza di volontà; egli può vedere, nello specchio del Ramadan, quali erano i punti forti (o deboli) del suo carattere, perché sotto lo sforzo del digiuno, le qualità nascoste (o i difetti) del carattere umano emergono in modo chiaro come, forse, non sarebbe altrimenti possibile. Così un uomo ha la possibilità di una auto-diagnosi dei tratti del suo carattere che, probabilmente, nessun altro potrebbe mai rilevare.

In terzo luogo, esso ingiunge alle persone benestanti di condividere una porzione di ciò che possiedono con i loro fratelli più poveri. Alla vigilia di Eid-ul-Fitr, un musulmano è tenuto a dare ai bisognosi una porzione di cibo stabilita, a nome suo e di ogni membro della sua famiglia, compresi inservienti e ospiti che hanno trovato riparo sotto il suo tetto in quella notte. Dio sarà certamente compiaciuto se non dimentichiamo queste lezioni dopo Eid-ul-Fitr.

Per inciso, qui la differenza tra la prospettiva religiosa e quella materialista si acuisce. La religione esorta l’uomo a donare, di sua libera volontà, una parte della sua ricchezza a coloro che sono meno fortunati, e a farlo per ottenere la benedizione di Dio. Il materialismo insegna a strappare agli altri ciò che hanno ottenuto, senza alcun riguardo per le questioni morali o etiche che ciò comporta.

Pertanto la religione cerca di rafforzare le più alte qualità del carattere umano; il materialismo si sforza invece di renderlo schiavo degli istinti animali più bassi che lo degradano al livello delle bestie.

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In questo giorno, preghiere speciali si tengono in tutto il mondo, tra l’alba e mezzogiorno, quando i musulmani indossano, in incontri comunitari imponenti, i loro abiti migliori, spalla a spalla, dimostrando a tutti la fratellanza universale, che è un’altra caratteristica distintiva dell’Islam, la religione di Dio.

Cerchiamo di ri-dedicare la nostra vita alla causa dell’umanità, che è il miglior modo per dimostrare il nostro amore per Dio. Decidiamo di indirizzare le nostre energie, nel nuovo anno, a rafforzare la società sulla base del rispetto reciproco, dell’amore fraterno e della comprensione universale.

Decidiamo di costruire, per il nuovo anno, un ordine sociale che porti non solo benefici materiali, ma anche soddisfazione spirituale.

E, alla fine, lasciateci pregare Dio con queste parole:

“O Signore, purificaci dai nostri errori con la fine del mese di Ramadan, e facci abbandonare i nostri peccati quando il nostro digiuno arriva alla fine. E benedicici, in questo giorno di Eid, il giorno della festa e della ‘rottura’ del digiuno; e fa che sia il giorno più bello, tra quelli vissuti, e perdona i nostri peccati conosciuti e sconosciuti.”

 

Traduzione a cura di Islamshia.org © E’ autorizzata la riproduzione citando la fonte