Martedì appuntamento al Campo della Memoria


Ieri diversi militanti del Raggruppamento Rsi Delegazione Lazio, provenienti da Roma, Cerveteri e Colleverde, hanno partecipato alla manutenzione straordinaria del Campo della Memoria ed ai preparativi per la Commemorazione del 25 Aprile al Campo della Memoria di Nettuno, che si terrà questo martedì.

Ricordiamo a tutti che la memoria si onora con l’azione. 

Le chiacchiere, sui social network o per strada non servono a nulla, anzi, sono dannose. 

La guerra contro la verità dei vandali che distruggono e deturpano monumenti e targhe in ricordo di pagine di storia italiana | Comitato 10 Febbraio


L’elenco degli atti vandalici ai danni dei simboli a ricordo della dolorosa vicenda delle foibe e della più complessa questione del confine orientale, è in continuo aggiornamento. Un po’ come i bollettini di guerra. D’altronde quella che manipoli di avversari della verità portano avanti, non è altro che una guerra. Alla verità, appunto. Frutto di un’insofferenza che mostrano rispetto alla storia che riemerge dalla polvere nella quale era stata gettata.

Lanciano, in provincia di Chieti, ne è un esempio. Anni di lavoro sul territorio con le Istituzioni e le scuole per far conoscere e poi ricordare quella dolorosa pagina di storia italiana per troppo tempo nascosta nella soffitta delle omertà, hanno contribuito e contribuiscono al riconoscimento di una verità ed alla crescita della consapevolezza nelle giovani generazioni. E sicuramente hanno turbato gli animi di chi, o non ha la capacità di riflettere, oppure colpevolmente vorrebbe continuare a negare quello che fino a prima aveva contribuito a nascondere.

Ma non si ferma il vento con le mani. E nemmeno l’ennesimo atto vandalico al Monumento ai Martiri delle Foibe che nel 2011 abbiamo, grazie alla collaborazione dell’allora Amministrazione comunale di Lanciano, installato nel centro della città della provincia di Chieti, in Abruzzo, può certamente arrestare quella brezza che ha il profumo della verità. Un vento che spira forte in questo angolo di Italia, e che ha trovato pronte le vele dei Sindaci e dei Dirigenti Scolastici, salvo qualche sporadica quanto penosa eccezione. Che pure abbiamo prontamente condannato, dall’alto del nostro amore per questa Patria nel cui museo dei ricordi dobbiamo metterci anche il sangue. Che non è bello da vedere, ma serve a ricordare che c’è qualcuno prima di noi che lo ha perso; così come nel museo dei ricordi, al ripiano più basso, quello che vedono più facilmente i bambini, dobbiamo metterci l’insofferenza per la verità sulla tragedia delle foibe. Perché tutti, un giorno, possano rendersi conto di quanto male qualcuno ha continuato a procurare al Paese ed ai suoi figli più belli.

Lanciano è un piccolo esempio. Prima una parte dell’installazione, ora un’altra che viene danneggiata. Ma si sistema, sia chiaro. Sia chiaro soprattutto a chi, in questo caso come nelle decine di altri sparsi nello Stivale, crede di cancellare la storia a colpi di spray e calci. Certo, c’è il dolore degli esuli nel vedere come il ricordo di quello che hanno sofferto debba essere anche solo sfiorato da chi evidentemente non si sente figlio di questa Nazione. Ma la verità riconosciuta è la vittoria più grande che i nostri nonni, padri e fratelli abbiano potuto avere. E non gliela toglie nessuno. Perché è facile smontare un monumento, ma è altrettanto facile ricostruirlo. Difficile, anzi impossibile è invece smontare la fortezza della verità. Si mettano l’anima in pace, i vandaletti del quartierino.

Marco di Michele Marisi

Fonte: Il Giornale d’Italia

Civitavecchia | Decoro e Dignità per il monumento alle vittime dei bombardamenti – Comitato 14 Maggio


A quattro mesi di distanza dalla commemorazione ufficiale del 1° Bombardamento anglo-americano su Civitavecchia, in occasione della quale il Sindaco saggiamente ebbe a dire nel suo discorso le seguenti parole:

“Senza memoria non c’è futuro. E noi riteniamo sia importante costruire il futuro proprio dalla riappropriazione di questa nostra memoria, dalla sua valorizzazione per renderla patrimonio condiviso dell’intera comunità a partire da coloro che ne rappresentano, appunto il futuro, ovvero i giovani, rendendoli consapevoli della storia dei propri padri e della propria terra.”

Apprezziamo le parole , ma ci aspettiamo tutt’ora, che a queste seguissero anche i fatti. Infatti, il Monumento che ricorda le vittime della più grande tragedia riversatasi mai su Civitavecchia continua a cadere periodicamente nel degrado, causa l’incuria e l’indifferenza verso la memoria della città – le parole stanno a zero, i fatti parlano – e verso il legame con le passate generazioni, di cui lo stato pietoso in cui giace l’area ne è solo la parte più superficiale.


Al fine di porre rimedio a tale situazione deplorevole, il Comitato 14 Maggio ha dedicato la mattinata del 25 Settembre a ripristinare l’ordine e il decoro presso il Monumento alle Vittime dei Bombardamenti di via Mazzini. In particolare, i volontari hanno strappato le erbacce e le piante secche, hanno piantato dei nuovi fiori, hanno spazzato il viale e, infine, hanno cancellato i scarabocchi che da anni imbrattavano la lastra di marmo.

Comprendendo la significativa mole di lavoro del Comune, riteniamo che inserire una volta per tutte l’area in un meccanismo di pulizia periodica, data anche la sua importanza, non è chiedere l’impossibile. Fino ad allora il Comitato 14 Maggio continuerà a mantenere viva l’attenzione sul Monumento.

Il Comitato desidera testimoniare, attraverso le sue attività e la cura del Monumento, l’importanza, sì della memoria, ma non a parole, bensì con i fatti.

Comitato 14 Maggio


web: comitato14maggio.blogspot.it

e-mail: comitato14maggio@gmail.com

Facebook: Comitato 14 Maggio

Instagram: Comitato 14 Maggio

ISTRIA – Pola, vandali in azione al cimitero della Marina

Infrante coperture di tombe, sradicati numerosi elementi in pietra, girate le teste delle statue. Il direttore: bravata di cattivo gusto, ma non manca nulla​

I resti di una tomba dopo il passaggio dei vandali (foto tratta da glasistre.hr)
POLA. I vandali sono tornati a infierire sul Cimitero della Marina – dal 1960 camposanto memoriale – creando disordine e confusione anche se senza causare troppi danni materiali, stando almeno a Darko Burši„, direttore dell’azienda municipalizzata che lo gestisce. Gli addetti alla manutenzione entrati di mattina hanno trovato vasi e lumini spostati, alcune lastre in pietra di copertura delle tombe infrante, numerosi elementi in pietra sradicati, le teste delle statue girate, i fiori buttati all’ingresso del cimitero, e i rubinetti automatici dell’acqua rotti. «Comunque non manca niente – afferma Burši„ – per cui non è opera di ladri ma evidentemente una bravata di cattivo gusto da parte di ragazzacci». In ogni caso è stato richiesto l’intervento della polizia, che ha steso il verbale e ora indagherà per risalire ai colpevoli.

Purtroppo i precedenti non mancano. Tredici anni fa i vandali avevano dato sfogo al loro istinto malato scagliandosi contro 21 croci in pietra collocate sulle tombe. Nel 2013 il camposanto è stato teatro di un furto a scopo di lucro: un uomo di 33 anni, poi individuato dalla polizia nel giro di pochi giorni, aveva rubato dieci targhe in ottone dal Sacrario dei soldati italiani per venderle al ferrovecchio. Un anno prima era stata danneggiata la targa bronzea a ricordo dei marinai caduti nella tragedia del Regio esploratore “Cesare Rossarol”, inabissatosi al largo di Lisignano dopo aver urtato una mina anti-nave.

Il cimitero fu fatto costruire dall’Impero austroungarico nel 1862, con il nome di K.u.K. Marinefriedhof, ovvero Cimitero imperiale e reale della Marina Militare. Si estende su 22mila metri quadrati e fino al 1956 – anno in cui si registrò l’ultima sepoltura – vi hanno trovato riposo fra le 100mila e le 150mila persone (le varie fonti sono discordanti). Tra queste 300 soldati italiani, 12 ammiragli della flotta austroungarica, le vittime dei naufragi della “Viribus unitis” e del “Baron Gautsch”, alcune vittime della strage di Vergarolla. Vi hanno riposato anche le spoglie di Nazario Sauro dalla morte fino al 1947, quando i resti vennero imbarcati sul “Toscana”, il piroscafo degli esuli dall’Istria.

Nel 1990 il cimitero venne salvato dal totale degrado figlio dell’incuria da parte delle autorità jugoslave, grazie al recupero e restauro finanziato dalla Croce Nera austriaca e dall’associazione tedesca per la manutenzione dei cimiteri di guerra. Dopo ben sette anni di lavori, il camposanto è stato incluso nella lista dei monumenti sotto il patronato della Convenzione dell’Aja. (p.r.)

Fonte: http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2016/06/05/news/pola-vandali-in-azione-al-cimitero-della-marina-1.13606610

Civitavecchia – Comitato 14 Maggio | La memoria civitavecchiese, contraffatta e insultata

 

 Il Comitato 14 Maggio desidera attirare l’attenzione alle autorità locali sulla superficialità con cui ci si continua ad approssimare verso la memoria di Civitavecchia e, in particolare, verso la ferita infitta dagli 86 bombardamenti subiti durante Seconda Guerra Mondiale.

In proposito, il Comitato segnala lo stato di totale abbandono del cosiddetto “Luogo della Memoria” situato in via Trieste, un palazzo in rovine, con tanto di targa commemorativa del Comune, dove negli anni passati venivano organizzate le cerimonie ufficiali in occasione della drammatica data del 14 Maggio. Se da un parte le testimonianze storiche e fotografiche indicano che in realtà il “Luogo della Memoria” è un finto storico, poiché l’edificio in questione non fu colpito dalle bombe ma crollo molto più tardi (vedi foto), dall’altra ci rendiamo conto che se si ha la pretesa che il luogo in questione rappresenti quei tristi episodi della storia civitavecchiese esso deve ricevere l’attenzione che merita un monumento commemorativo del martirio di Civitavecchia. Invitiamo per tanto il Comune a prestare una maggiore attenzione e cura a tale sito. 

  
Non possiamo esimerci, inoltre, dal non segnalare la scelta infelice della frase riportata sulla targa commemorativa sopramenzionata. Si tratta, infatti, di una citazione sul “valore della pace” dell’uomo politico statunitense Benjamin Franklin. Trattandosi della memoria e dell’identità civitavecchiese, ci domandiamo, ma è possibile che non si è potuto ricorrere semplicemente all’esempio o al genio letterario di una personalità locale o del Bel Paese? È lecito che dopo che la Città ha subito i bombardamenti statunitensi, adesso, le future generazioni si debbano accollare anche la morale “pacifinta” dei carnefici?

Un’amara gaffe, che a nostro avviso, dimostra la distanza reale degli autori, che dietro il finto amore per Civitavecchia, in realtà si sono mossi solo per loschi interessi di passerella. 

Il Comitato 14 Maggio desidera attirare l’attenzione alle autorità locali sulla superficialità con cui ci si continua ad approssimare verso la memoria di Civitavecchia e, in particolare, verso la ferita infitta dagli 86 bombardamenti subiti durante Seconda Guerra Mondiale.

 Comitato 14 Maggio – Civitavecchia 

  

Sacrario Germanico – Passo Pordoi | Settembre 2015, una visita rispettosa

Visita al Sacrario Germanico del Passo Pordoi   –  Settembre 2015

Continuano ad arrivare le foto e i commenti, dei nostri amici e collaboratori che approfittando delle vacanze estive, non hanno dimenticato di onorare i luoghi della memoria e dell’onore. Oggi è la volta di Auro di Frigentum.

20150904_152517-1

Anche se con le gambe dolenti per la fatica  di una lunga escursione montana, doverosa è una piccola deviazione per visitare il sacrario Germanico del Pordoi e rendere omaggio ai caduti delle due guerre qui sepolti.

Avvicinandoci a piedi lungo la stradina di circa 2 chilometri che dal Passo Pordoi porta al sacrario, rimaniamo colpiti dalla particolare bellezza del monumento perfettamente incastonato ed in armonia con la suggestiva cornice paesaggistica delle Dolomiti, l’impressione comune è di una sepoltura degna del valore e del sacrificio di questi soldati.

Stando al cospetto dei caduti di guerra è maggiore la consapevolezza  della immensa eredità che essi ci hanno trasmesso, eredità rappresentata dai confini nazionali ed Europei per la cui edificazione si sono sacrificati nel corso di secoli e che sono espressione delle libertà dei popoli di affermare e preservare la propria identità, cultura e civiltà.

Il loro sacrificio, impresso nei cuori dei giovani d’Europa, sarà il seme della nuova Civiltà.

23 marzo – Risorge il Campo della Memoria, Nettuno (RM)

IL PRESENTE DEL 23 MARZO!
Tutti a Nettuno al Campo della Memoria domenica 23 marzo alle 10.30 ! Dopo il sacrilego furto commesso al nostro Sacrario, Vi comunichiamo che abbiamo ripristinato tutte le targhe che ci hanno trafugato. Vi preghiamo di intervenire tutti per dare una risposta a chi ha cercato di farci scomparire! A presto !

Associazione Campo della Memoria Alberto Indri