“Educare ai valori Lgbt fin dai 2 anni”, dice la maestra | Benedetta Frigerio – LNBQ

Non è uno scherzo, perché in effetti è già dagli anni Cinquanta che gli attivisti Lgbt lo avevano capito: per riuscire a sovvertire l’ordine naturale della società bisogna incominciare a diseducare gli uomini fin dalla più tenera età, oscurando la prima fra le evidenze, la differenza uomo/donna. E’ così che, instancabilmente, colpo dopo colpo, con pazienza certosina anche quando al mondo apparivano ancora folli, i figli della “rivoluzione sessuale” sono arrivati ad ottenere risultati sconvolgenti come questi.

RIEDUCAZIONE DI STATO – Settimana scorsa l’Associazione nazionale degli insegnanti inglesi ha formulato ufficialmente la sua richiesta al governo di parlare di sessualità ai bambini di due anni, per spiegare loro che le relazioni omoerotiche sono normali. Il governo inglese, che sta già lavorando per l’obbligatorietà dell’educazione sessuale nelle scuole di qualsiasi ordine e grado, invadendo una sfera che dovrebbe essere mera prerogativa della famiglia, dovrà rispondere alla mozione passata con la maggioranza dei voti. All’inizio dell’anno il ministro dell’Istruzione, Justine Greening, aveva annunciato l’avvio di un piano rivolto ai ragazzini delle medie e delle superiori che rendeva non più facoltativa l’ora di “educazione” sessuale: “D’ora in poi – aveva chiarito la Greening – tutte le scuole saranno legate a quest’obbligo”. Ovviamente, anche la Chiesa di Stato inglese si era detta favorevole. Nonostante ciò secondo Annette Pryce, membro della Associazione nazionale degli insegnanti, “l’ala destra e religiosa” avrebbe impedito al ministro di proporre un’agenda più “inclusiva” riguardo alla sessualità che parlasse esplicitamente a tutti gli alunni della normalità delle relazioni fra persone dello stesso sesso. Per questo la mozione sarebbe un passo in avanti.

SENZA ECCEZIONI – Secondo il quotidiano inglese Telegraph il suo contenuto prevede che gli insegnati “si impegnino per promuovere le istanze Lgbt in tutte le scuole dall’asilo nido e per tutti gli stadi educativi”. Senza eccezioni. Questo per via della “mancanza di politiche che promuovano gli Lgbt nelle scuole”, con un “impatto significativamente negativo” sul benessere degli studenti e degli insegnanti che appartengono a tale gruppo. E’ così che, per la buona pace degli adulti, si colpirebbero i bambini utilizzando aberrazioni lontanissime dai loro interessi. In attesa della risposta del ministro, Kiri Tunks, insegnante londinese dell’Associazione nazionale insegnanti, ha aggiunto che “la nuova legislazione è una vittoria”, ma “il cammino è ancora lungo”. Perciò i membri dovranno “continuare a promuovere l’obbligatorietà dell’educazione sessuale in tutte le scuole di ogni ordine e grado”. Il segretario generale dell’Associazione, Kevin Courtney, ha aggiunto: “L’inclusione delle istanze Lgbt” è necessaria “per un modo moderno e all’avanguardia di pensare alla società e di abbracciare le differenze interne alle nostre comunità”. Dulcis in fundo, tutto viene furbamente giustificato come una “necessaria informazione” che dovrebbe combattere la disinformazione legata all’emergenza pornografia. Sebbene così non si faccia che incrementare il problema: “Parlare ai bambini di queste questioni è devastante” e “li deruba della loro innocenza”, ha affermato l’Ad dell’organizzazione inglese Christian Concern, Andrea Williams.

LA VERA SOLUZIONE – Tim Diepped, anche lui membro Christian Concern, ha commentato che “viviamo in una società ipersessualizzata. Un incremento dell’educazione sessuale a scuola non farebbe che ingrandire il problema”. Inoltre le linee guida ministeriali e le lezioni sulla prevenzione, che trattano il sesso come una tecnica o come qualcosa di necessario a soddisfare bisogni fisiologici, ma da cui occorre difendersi, “insegna loro a concepirsi come fossero oggetti sessuali. E a pensare a cose a cui non vorrebbero nemmeno pensare a quell’età”. Quello che occorrerebbe insegnare ai giovani è invece il bisogno di “relazioni stabili”, perché l’unico e “vero posto per la sessualità sono queste”. Dove il “per sempre” e l’apertura alla vita rendono il sesso una donazione priva di egoismo e in cui non bisogna difendersi da nulla, perché si è liberi da qualsiasi paura e preoccupazione sulle sue conseguenze. E’ solo così, dunque, che la sessualità e perfino il piacere sarebbero realmente valorizzati. 

SALUTE Associazione Americana di Pediatria: l’ideologia di genere è un abuso infantile! | Aleteia


L’Associazione Americana di Pediatria esorta gli educatori e i legislatori a respingere tutte le politiche che condizionano i bambini ad accettare come normale una vita di personificazione chimica e chirurgica del sesso opposto. Sono i fatti a determinare la realtà, non l’ideologia.
1. La sessualità umana è un tratto biologico binario oggettivo: “XY” e “XX” sono marcatori genetici di salute, non di un disturbo. La norma per il progetto umano è essere concepito come maschio o come femmina. La sessualità umana è binaria per progetto, con l’ovvio proposito della riproduzione e del fiorire della nostra specie. Questo principio è evidente in sé. I disturbi estremamente rari di differenziazione sessuale (DDS) – anche, ma non solo, la femminilizzazione testicolare e l’iperplasia surrenale congenita – sono tutti deviazioni medicalmente identificabili della norma binaria sessuale, e sono giustamente riconosciuti come disturbi del progetto umano. Gli individui con DDS non costituiscono un terzo sesso.

2. Nessuno nasce con un genere, ma tutti nascono con un sesso biologico. Il genere (una consapevolezza e una percezione di sé come uomo o donna) è un concetto sociologico e psicologico, non un concetto biologico oggettivo. Nessuno nasce con una consapevolezza di se stesso come maschile o femminile; questa consapevolezza si sviluppa nel corso del tempo, e come tutti i processi di sviluppo può essere sviata da percezioni soggettive, relazioni ed esperienze avverse del bambino, fin dall’infanzia. Le persone che si identificano come se si sentissero “del sesso opposto” o “in qualche punto tra i due sessi” non costituiscono un terzo sesso. Restano uomini biologici o donne biologiche.

3. La convinzione di un lui o di una lei di essere qualcosa che non è indica, nella migliore delle ipotesi, un pensiero confuso. Quando un bambino biologicamente sano crede di essere una bambina, o una bambina biologicamente sana crede di essere un bambino, esiste un problema psicologico oggettivo, che è nella mente, non nel corpo, e dev’essere trattato in quanto tale. Questi bambini soffrono di disforia di genere (DG). La disforia di genere, prima chiamata disturbo di identità di genere (DIG), è un disturbo mentale riconosciuto dall’edizione più recente del Manuale di Diagnosi e Statistica dell’Associazione Psichiatrica Americana (DSM-V). Le teorie psicodinamiche e sociali della DG/DIG non sono mai state confutate.

4. La pubertà non è una malattia – e gli ormoni che bloccano la pubertà possono essere pericolosi. Reversibili o meno, gli ormoni che bloccano la pubertà inducono a uno stato malato – l’assenza di pubertà – e inibiscono la crescita e la fertilità in un bambino fino a quel momento biologicamente sano.

5. Cerca il 98% dei bambini e l’88% delle bambine confusi riguardo al proprio sesso finiscono per accettare il proprio sesso biologico dopo essere passati naturalmente per la pubertà, secondo il DSM-V.

6. I bambini che usano sostanze che bloccano la pubertà per essere del sesso opposto richiederanno ormoni dell’altro sesso alla fine dell’adolescenza. Questi ormoni (testosterone ed estrogeni) sono associati a rischi per la salute, come aumento della pressione arteriosa, formazione di coaguli di sangue, incidenti vascolari cerebrali e cancro.

7. L’indice di suicidio tra gli adulti che usano ormoni del sesso opposto e si sottopongono a interventi di cambiamento di sesso – anche nei Paesi che sostengono maggiormente i cosiddetti LGBTQ, come la Svezia – è 20 volte superiore. Quale persona ragionevole sarebbe capace di condannare bambini e giovani a questo destino, sapendo che dopo la pubertà circa l’88% delle bambine e il 98% dei bambini finirà per accettare la realtà avendo una buona salute fisica e mentale?

8. Condizionare i bambini perché credano che una vita intera di personificazione chimica e chirurgica del sesso opposto sia normale e salutare è un abuso infantile. Approvare la discordanza di genere come normale attraverso la rete pubblica di istruzione e di politiche legali servirà a confondere i bambini e i genitori, esponendo più bambini alle “cliniche di genere” e ai farmaci che bloccano la pubertà. Questo, a sua volta, garantisce praticamente che questi bambini e adolescenti “scelgano” una vita intera di ormoni cancerogeni e tossici del sesso opposto, oltre a pensare alla possibilità della mutilazione chirurgica superflua di parti sane del loro corpo quando saranno giovani adulti.

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Michelle A. Cretella, M.D.

Presidente dell’Associazione Americana di Pediatria

Quentin Van Meter, M.D.

Vice-Presidente dell’Associazione Americana di Pediatria, Endocrinologo Pediatrico

Paul McHugh, M.D.

Docente universitario di Psichiatria della Johns Hopkins Medical School ed ex psichiatra responsabile del Johns Hopkins Hospital. 

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]

Fonte: http://it.aleteia.org/2016/07/15/associazione-americana-pediatria-ideologia-genere-abuso-infantile/2/

Assalto Gender agli alunni delle scuole medie superiori civitavecchiesi | Il Consultorio familiare di Civitavecchia, strumento di diffusione della ideologia di genere

  
È un assalto senza precedenti, quello condotto dal Consultorio Familiare di Civitavecchia alle giovani generazioni del comprensorio. Esso si attuerà nelle scuole superiori e presso la stessa sede del consultorio, dopo le vacanze natalizie, attraverso sedicenti corsi di educazione sentimentale e sessuale, per il riconoscimento delle emozioni, farciti dall’ideologia di genere e su presunte teorie circa il “ruolo” maschile e femminile. Non è da quest’anno che il cosiddetto “Progetto Giovani 2000”, muove i suoi silenziosi passi nelle coscienze dei nostri ragazzi e non solo nelle scuole superiori (da alcune ricerche abbiamo verificato che questo genere di attività vengono svolte anche nella classi terze delle scuole medie, in forma più soft). Ciò nondimeno, trova la sua “naturale” azione sotterranea attraverso il fiancheggiamento di insegnanti compiacenti che svolgono il ruolo di quinte colonne all’interno degli istituti delle medie superiori, dei licei e degli istituti tecnici. 

Ne abbiamo avuto conto – dopo aver portato ripetutamente all’attenzione dei genitori, i pericoli dell’ideologia gender, che intendono salvaguardare l’educazione dei propri figli – imbattendoci nelle perplessità di un genitore di un ragazzo che frequenta l’ITIS G. Marconi. Casualmente, all’inizio delle vacanze natalizie, si è ritrovato in mano un modulo sul quale apporre la propria firma per autorizzare una “equipe” ad educare il pupo su sentimenti e sessualità. Certo, all’inizio delle vacanze natalizie, proprio durante un periodo nel quale i genitori sono più distratti da mille impegni e potrebbero firmare qualcosa senza essere troppo addentro la questione. 

Ebbene, venuti in “mano” di una copia del modulo, proprio in ragione del lavoro svolto sino ad ora dal Centro Studi Aurhelio – in collaborazione con Notizie ProVita, siamo riusciti a sgamare il giochetto portato avanti dal consultorio. Non è un caso infatti che nonostante le autorità, in primis il ministro della pubblica dis-istruzione Giannini, neghino che presso le scuole italiane si insegni – o addirittura – esista, l’ideologia di genere, di fatto essa viene sostenuta, promossa e divulgata da quelle figure che dovrebbero soltanto istruire e non proporre dei modelli culturali, sociali o antropologici alternativi.  

La perplessità aumentano, proprio per il fatto che spesso i fautori di simili corsi, proposte “educative” e seminari, sono proprio quei tolleranti e progressisti insegnanti che hanno voluto che fosse rimossa la parola EDUCAZIONE dalla funzione del ministero e dalle scuole italiane. In altri termini, se l’educazione scolastica viene effettuata da uno Stato nel quale non si riconoscono è una forma autoritaria di indottrinamento, se invece loro la fanno rientrare dalla finestra, allora diventa non solo accettabile ma addirittura formativa e necessaria. 

Da prime ricognizioni di carattere informativo, siamo anche venuti a conoscenza di pratiche disoneste, tese a far conoscere la struttura del consultorio ai ragazzi, per poi consentirgli di frequentarla anche senza informare i genitori. Su questo ovviamente procederemo con ulteriori verifiche. 

Nel ribadire che l’educazione dei figli, così come sancito dalla Costituzione, è un diritto – dovere dei genitori e che questi tentativi melliflui rappresentano un vero e proprio attentato alla stabilità psicologica dei più giovani e alla stabilità familiare e sociale, ribadiamo la necessità di una opportuna e rigorosa attenzione da parte dei genitori, a ciò che viene proposto nelle scuole ai loro figli.

Chiediamo al Consultorio familiare di rivedere i programmi dei corsi proposti, riducendo le indicazioni alle sole e specifiche pertinenze della struttura sanitaria e abbandonare ogni velleità pseudoeducativa. 

Stigmatizziamo quindi con forza, l’operato del consultorio familiare di Civitavecchia che, saltando a pie pari la propria funzione, tende a voler influenzare i minorenni con teorie, idee e proposte pseudo educative profondamente ven fiche e che, soprattutto, sono di stretta pertinenza delle famiglie. Queste strampalate idee, portate avanti come una valanga di fuoco dalla politica, dalla giurisprudenza e dal corpo insegnante progressista, riteniamo debbano essere relegate ai soli addetti ai lavori e non proposte come tentativi di sovvertire i valori su cui si fonda la nostra società. Espressione quest’ultima, dei valori coltivati nell’ambito della millenaria civiltà europea, del tutto estranea a questi pseudo modelli educativi, inventati in qualche laboratorio sociologico statunitense.

Il consiglio direttivo del Centro Studi Aurhelio