Stragi di serie B | Il 3 Luglio 1988, gli USA abbattono airbus iraniano, uccidendo 290 innocenti. 


Il volo Iran Air 655 (IR655) era un volo di linea della Iran Air che il 3 luglio 1988 venne abbattuto da un missile statunitense mentre sorvolava lo Stretto di Hormuz.

L’aereo, un Airbus A300B2-203, in volo da Bandar Abbas a Dubai, venne colpito da un missile terra-aria lanciato dall’incrociatore Vincennes della US Navy che ne causò la distruzione e uccise tutti i 290 passeggeri compresi 66 bambini.[2][3] L’incidente del volo 655 è attualmente l’ottavo più grave accaduto nel mondo per numero di vittime, il più grave avvenuto nell’Oceano Indiano ed il più grave che ha visto coinvolto un A300.[1] Al momento dell’abbattimento il Vincennes navigava in acque territoriali iraniane e il volo IR655 si trovava nello spazio aereo iraniano.[4]

Secondo il governo degli Stati Uniti, l’equipaggio del Vincennes scambiò l’A300 per un caccia F-14 Tomcat dell’Aeronautica militare iraniana, mentre per il governo iraniano il Vincennes abbatté intenzionalmente il velivolo civile. L’evento generò una grande quantità di polemiche negli Stati Uniti; alcuni analisti accusarono il comando militare americano e il capitano del Vincennes di aver tenuto un comportamento sconsiderato e aggressivo in una zona già pericolosamente sotto tensione.[5] Il governo degli Stati Uniti espresse rammarico per la perdita di vite umane, ma non ammise mai di aver commesso errori, né si assunse alcuna responsabilità e non presentò mai scuse ufficiali al governo iraniano.

Nel 1996, presso la Corte Internazionale di Giustizia, Stati Uniti ed Iran raggiunsero “un pieno accordo in merito a tutte le dispute, le differenze di opinione, le richieste e le controrichieste”.

Da Wikipedia