Sovranità alimentare | Polenta e frico? No, grazie. Il Friuli ‘sponsorizza’ il kebab

Polemiche sulla scelta del piatto presentato al Salone del Gusto dal Governatore Debora Serracchiani


Altroché polenta e frico, cjarsons, o muset e brovada. Al Salone dl Gusto di Torino il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, nonché vice segretaria del Pd, Debora Serracchiani, invece di presentare alcuni dei fiori all’occhiello della cucina tradizionale della regione, ha pensato bene di portare un piatto innovativo. Che di friulano non ha neppure il nome. Il kebab.

Ma attenzione: la pietanza della cucina turca è stata rivisitata per l’evento. E, assieme alla carne, ecco che si è pensato di accostare alcuni prodotti tipici della regione del nordest, selezionati da alcuni chef. Ed ecco il piatto: il “kebab furlan”. 

Il tutto spesato dalla regione che ha sborsato ben 90mila euro per promuovere la nuova ricetta.  Un conto salato. Salato come molti piatti di cui vanno fieri i friulani e che non hanno di certo visto di buon occhio l’iniziativa. 

Una scelta che non è andata giù neppure ad un cuoco di origini friulane che vive e lavora negli Stati Uniti, Luca Manfè, che, grazie al frico, tipico piatto regionale, ha vinto l’edizione americana di Masterchef. “A parte il fatto che il kebab è carne grigliata su uno spiedino, ma vi pare che la Regione abbia fatto bene a spendere 90 mila euro per promuovere un panino con la salsiccia? È sbagliato l’approccio chiamandolo kebab e usando pane arabo – ha detto – Non vedo l’ora di tornare in regione per assaggiare il kebab friulano. Sono il primo ad accettare le novità, ma, in questo caso, ho l’impressione che si sia fatta cilecca”.

Ma oltre ai cittadini il malcontento si è fatto sentire anche in politica, in particolare sono stati alcuni esponenti di Forza Italia ad additare la Governatrice, parlando di spreco di denaro pubblico. “Visto che parliamo del progetto per la valorizzazione dei cibi made in Friuli, è proprio il caso di dire che siamo alla frutta – ha attaccato il consigliere regionale Roberto Novelli – Dopo la splendida figura del famoso chef Carlo Cracco, il quale, chiamato a fare da testimonial a Friuli Doc, ha platealmente dimostrato di non conoscere due prodotti tipici come la brovada e la gubana, arriva la promozione del kebab friulano. Se la strategia per far conoscere i nostri eccellenti prodotti tipici è questa, suggerisco di ripensarla. Spendere in questo modo soldi pubblici per attività di promozione dei prodotti tipici regionali senza capo né coda, dimostra che, al riguardo, ci sono poche idee e confuse”.

Agli attacchi ha risposto immediatamente il presidente di Slow Food del Friuli, Max Plett, difendendo le scelte della Seracchaiani. ”Tranquilli: non abbiamo speso 90mila euro per promuovere il Kebab friulano – ha spiegato al Messaggero Veneto – Chi critica, probabilmente lo fa senza aver letto bene la nostra proposta. Il budget serve a promuovere, all’interno di una delle prime manifestazioni internazionali dedicate all’enogastronomia, i presidi Slow Food del nostro territorio”. E poi giustifica il kebab furlan. “La cultura regionale, per quanto sia difficile e sciocco dare una definizione precisa alla nostra identità, piaccia o no, ha anche radici ottomane” e aggiunge “siamo a favore della contaminazione. Siamo la regione delle diversità, e su questa dobbiamo impegnare ogni energia”. 

Di certo però ad una vetrina, quale il Salone del gusto di Torino, sarebbe stato meglio promuovere alcuni piatti tipici di cui la regione si vanta. Ma probabilmente è più semplice insabbiare le tradizioni puntando all’innovazione, con pietanze che, con il trascorrere del tempo, rischiano di sostituire le cucine tradizionali. Forse è proprio a questo che si sta andando incontro, grazie alla globalizzazione. Per ora, comunque, un invito a Max Plett: la cucina “contaminata”, termine quanto mai azzeccato, se la mangi lui….

Barbara Fruch

Fonte Il Giornale d’Italia 

http://www.ilgiornaleditalia.org/news/politica/881555/Polenta-e-frico–No-.html