SOLIDARIETÀ | VOLONTARI AD ACCUMOLI CON BUONI SPESA PER FAMIGLIE TERREMOTATE

COMUNICATO STAMPA 

Neppure il lockdown e la neve li hanno bloccati perché per loro la solidarietà verso i residenti delle casette del cratere di Accumoli (RI)non si ferma davanti a niente. E così, il Centro Studi RAIDO, l’Associazione Culturale PASSO DOPO PASSO, il Centro Studi AURHELIO con il supporto strumentale della Protezione Civile e del Nucleo Sommozzatori di Santa Marinella hanno consegnato dei buoni spesa ad altrettanti nuclei familiari in difficoltà residenti nelle frazioni di Accumoli. 

L’iniziativa, realizzata con il supporto del ‘Comitato Illica Vive’, si è svolta stamattina con la consegna dei buoni all’emporio di Fabiola Poggi presso il Coc di Accomuli lungo una Salaria innevata.  

“Il nostro impegno per il Comitato Illica Vive e il popolo Sae di Accumoli – ha spiegato un delegato delle associazioni – va avanti da cinque anni e a questa iniziativa ne seguiranno altre. Abbiamo raccolto questi fondi attraverso eventi svolti durante l’autunno, allo scopo preciso di organizzare una donazione in favore delle famiglie di questo territorio. Noi non molliamo di un centimetro, continueremo ad aiutare le popolazioni colpite dal terremoto, fino a quando queste persone non saranno tornate nelle loro case, case di pietra e non di cartongesso. Pretendiamo la massima priorità da parte del governo. Sul buono abbiamo lasciato una frase di Lao Tze  ‘Anziché maledire le tenebre, meglio accendere una candela’”.

“Questa donazione – ha puntualizzato Rita residente Sae e animatrice della pagina Facebook ‘La Voce di Trijji-  ci scalda il cuore e ci dà speranza. Quello che hanno organizzato questi volontari, ai quali va il nostro ringraziamento, conferma che gli italiani non ci hanno dimenticato. Loro per davvero non ci hanno mai lasciati soli. Mentre ‘altri’, coloro che hanno in mano le nostre vite, dovrebbero farsi un esame di coscienza”.  “Questo – ha osservato Sabrina Fantauzzi, fondatrice del Comitato Illica Vive- è il quinto inverno  in queste condizioni. Alla tragedia del sisma e della vita nelle Sae si è aggiunta la pandemia e il lockdown che hanno azzerato quel poco di vita comunitaria che resisteva. Queste persone stanno vivendo un inferno di ghiaccio abbandonati dalle istituzioni con un inverno che quest’anno è più rigido del solito. La telefonia mobile continua a non funzionare, le caldaie si bloccano, la neve si accumula sui tetti delle casette col il rischio che collassino, il freddo polare entra nelle casette più adatte a un villaggio balneare che alle temperature di montagna. Per quanto ancora abuseranno della nostra pazienza?”.

Comunicato stampa congiunto delle associazioni Centro Studi Raido, Ass. Cult. Passo dopo Passo, Centro Studi Aurhelio