Simboli del Natale | La lotta va condotta senza esclusione di colpi

Prima del periodo natalizio, una delle sistematiche e ricorrenti attività, degli utili attrezzi del demonio di stampo progressista e materialista, è quella di dare la stura alla solita polemica.

I simboli, le attività (recite, canti e lavoretti), le iniziative che ruotano intorno al Natale, debbono essere soppressi in piccola o in grande misura, per rispettare le sensibilità altrui. Ciò avviene principalmente in ambito scolastico, dove – guarda caso – si giunge ad imporre in ogni attività di insegnamento la strampalata ideologia gender, come se fosse del prezzemolo.

A questa tendenza, mascherata da un falso ed ipocrita umanitarismo – propalata come una visione tollerante e multiculturale – tesa al rispetto delle altrui religioni, va contrapposto un sano quanto agile contrattacco.

Innanzitutto proprio dal punto di vista religioso e culturale, tranne qualche raro elemento assolutamente non rappresentativo, non ci sono mai stati atteggiamenti irrispettosi, riguardo le tradizioni specifiche della cultura. Chi utilizza l’argomento della tolleranza verso le altre religioni, come elemento di polemica, generalmente non è per nulla religioso. In secondo luogo, chi attacca – nello specifico – gli elementi cristiani, non lo fa per attaccare il cristianesimo in sé ma per attaccare in senso esteso la religione, essendo quest’ultima il vero obiettivo da escludere dalla cultura e dalle istituzioni.

In terzo luogo, e qui si genera il cortocircuito della destra conservatrice, sono proprio gli immigrati di prima e seconda generazione che arrivano da paesi non occidentali, ad essere i più rispettosi nei confronti della sensibilità religiosa.

Per estendere il discorso al di fuori delle scuole, portiamo inoltre all’attenzione, il progressivo disinteresse o lo snaturamento da parte di istituzioni nazionali e locali, nei confronti di tutto ciò segna il confine del tempo sacro e tempo profano. Potrà sembrare banale ma, di fatto, anche le luminarie segnano la differenza di qualità del tempo. Un tempo vi erano iniziative, addobbi, attività, che indicavano la sensibilità di chi amministrava per il mantenimento della civiltà e della identità culturale e religiosa del proprio paese e del proprio territorio. Oggi non più.

Ciò nondimeno va menzionato, lo strano atteggiamento cinico e modaiolo, di considerare naïf o assolutamente “da sfigati” tutto ciò che corrisponde alle attività volontaristiche e solidali per sostenere chi si trova in difficoltà o gli ultimi della società.

Si potrebbe entrare nel merito dei significati più profondi del Natale ma, evitando di inserire troppi elementi di riflessione, lo faremo nei prossimi giorni. Basterà seguire i consueti articoli che usciranno su questo blog, in prossimità delle scadenze natalizie.

È per tale motivo che rivolgiamo un appello a tutti coloro che sono sensibili a questo argomento. Si risponda colpo su colpo, non si arretri di un millimetro, dalla difesa delle tradizioni e degli elementi che contraddistinguono il periodo natalizio, si passi al contrattacco. Riconquistare lo spazio per gli elementi di natura simbolica del Natale, sia un imperativo categorico. Gli utili attrezzi della sovversione, conducono una guerra ormai nemmeno troppo sotterranea, sta a noi raccogliere la sfida e “portarsi là dove si attacca”.

“Permeare il proprio ambiente esistenziale (la famiglia, l’ambiente di lavoro, etc.) di riti, immagini e simboli sacri della Tradizione, nella misura in cui lo permettano le condizioni di vita imperanti nella civilizzazione attuale e le circostanze personali di ognuno.”

Antonio Medrano