Santa Marinella – The Segre Connection | Da una cittadinanza onoraria ad avvelenare gli animi di una cittadina, è bastato poco, è finita tutti contro tutti.

La coda polemica prende il sopravvento, la sinistra inizia a utilizzare lo strumento del conferimento della cittadinanza alla Senatrice Segre come clava da sbattere in testa ai più riottosi. I paladini della Santa Marinella democratica potevano perdersi questa succulenta occasione? Assolutamente no.

Intorno alle vicende relative alla Senatrice Segre, ci siamo già occupati approfonditamente sulla nostra pagina facebook. La nostra attività ha consentito a numerosi operatori della comunicazione di rilevare come successivamente alla nomina di Senatrice a vita, un gruppo di pressione politica e mediatica, abbia strumentalizzato a fini propagandistici la triste vicenda della signora Segre.

Seguendo le analisi ed i dati dell’osservatorio sull’antisemitismo prima e sulle dichiarazioni della Senatrice poi, abbiamo verificato come: i 200 messaggi al giorno nei confronti della Senatrice non siano stati trovati (non dispone di profili social); i messaggi di odio nei confronti degli ebrei corrispondono ad altrettanti rivolti a categoria di ogni genere (terroni, fascisti, comunisti, omosessuali); i social e la rete sono pieni di questo genere di messaggi. Non solo, in una speciale intervista di novembre al TG3, https://www.facebook.com/tg3rai/videos/355717185270863/

la stessa Segre confermava come, da quella che era la sua percezione, non immaginava minimamente di dover disporre di una scorta e che in sede parlamentare, lei ha semplicemente sostenuto l’idea e apposto la prima firma, per una commissione contro l’odio e l’intolleranza.

http://www.rainews.it/dl/rainews/media/segre-commissione-vedremo-quale-sara-mio-ruolo-142d8b0c-77af-4e67-9fb8-371dbcd7ac2f.html

Da qui, l’inizio della strumentalizzazione

Il testo in aula è stato grossolanamente rimaneggiato ed ha – solo per citare quattro elementi fortemente ambigui, tenuto distinto, l’odio e l’intolleranza, dall’antisemitismo e la Shoa; posto in essere discriminanti anche per chi afferma opzioni patriottiche, perimetrato l’hate speech, quando non c’è ancora una delimitazione giuridica e per finire, addirittura prefigurato l’indicazione di eventuali sanzioni verso coloro che la commissione ritiene potenzialmente offensivi. Tanto, è bastato per far sorgere qualche dubbio a coloro che hanno ben chiaro il concetto di libertà di espressione e astenersi da un voto positivo. Ovviamente, è stato il risultato sperato da chi, sotto traccia, aveva redatto un testo chiaramente teso a configurare come cattivi coloro i quali non avessero votato a favore dell’istituzione.

Il passaggio all’età adulta

D’improvviso, coloro che fino a ieri ritenevano la normale interlocuzione politica con chi è a sinistra del centro (cinque stelle e compagnia cantante) un tranquillo esercizio dialettico ha scoperto improvvisamente di essere diventato razzista, nazista, intollerante e colmo d’odio. Tutti coloro che hanno sollevato dubbi sul testo della commissione votato e che non sono d’accordo con l’utilizzo strumentale della Senatrice Segre, per uscire dal guado paralizzante nel quale si è infilata la sinistra, diventa un Fascista, in perfetto stile leninista. Le forze del centrodestra, ovviamente, da sempre baluardo della “più grande democrazia del medio oriente”, allineate alla ebreolatria e/o al potere Sionista, hanno fatto proposte che fanno accapponare la pelle, più filoisraeliane di Golda Meir.

I Pirla del Tirreno

La coda polemica prende il sopravvento e, gioco forza, la sinistra inizia a utilizzare lo strumento del conferimento della cittadinanza alla Senatrice Segre come clava da sbattere in testa ai più riottosi. I paladini della Santa Marinella democratica potevano perdersi questa succulenta occasione? Assolutamente no.

È così che tra un aperitivo e un nonsappiamocosa, la fumosa fronda a cinque stelle e l’agglomerato femmineo della maggioranza di centrosinistra, produce una mozione per il conferimento della cittadinanza onoraria alla Senatrice Segre. Sarebbe interessante in futuro, proporre la cittadinanza onoraria ad un’altra persona che non ha alcuna relazione con questo territorio, per verificare i sinceri sentimenti dei promotori dell’iniziativa. Si sono precedentemente occupati del tema, hanno mai preso in carico temi ed argomenti relativi ai patimenti della popolazione europea prima, durante e dopo la seconda guerra mondiale? Nessun risultato registrato. La fregola di ammassarsi alla moda ideologica di affibbiare cittadinanze a vanvera, si è ormai scatenata, tanto che tra un consiglio comunale, una schermaglia tra l’opposizione di sinistra alla maggioranza, schegge della lega che sparano improbabili fronde contro la linea del partito, un voto a sostegno da parte di forza Italia e le assenze dei consiglieri Settanni e Calvo, si consuma un autentico dramma della politica cittadina.

I commenti su facebook, tra dolci omelie e sermoni intolleranti, taglienti e oculati titoli di giornali locali on line, fenomenate spray dei nazisti dell’Illinois romano nella notte di capodanno, levate di scudi della locale sezione ANPI (ancora intontita da due panchine tricolori), le polemiche interne ai vari partiti del centrodestra, le lacerazioni all’interno dei cinque stelle, l’ondata di odio e intolleranza che si è sviluppata nella cittadina, fanno di questa vicenda la più grossa cartina di tornasole della natura profonda del sinistro schieramento tirrenico.

Quando qualche anno fa, annoveravamo tra gli arnesi del demonio, i protagonisti della sinistra cittadina, venivamo presi in giro perché nella dialettica di taluni esponenti di centro destra, in fondo, una certa condivisione di fondo dei valori della democratica repubblica era cosa normale. Con il tempo, pur non avendo particolare soddisfazione per il ravvedimento, si ritrovano a darci ragione, avendo l’evidenza di come – strillando ai quattro venti l’emergenza per un clima di intolleranza e razzismo, i democratici tolleranti di questo paese, sono i primi seminatori di odio e divisione, così come avvenne qualche decennio fa in pieno conflitto mondiale.

Pronti a ricordare il 25 aprile solo una parte dei belligeranti – come se chi muore per una causa diversa dalla loro non meriti rispetto, pronti ad infangare ogni 4 Novembre la valanga di eroismo, sacrificio, onore e gloria di una intera nazione e reiterando le offese ai militari – fino finalmente a far sbottare qualche graduato in piena commemorazione, pronti a parlare di immigrati, pace e libertà alle commemorazioni del 10 Febbraio, presumono di dare lezioni di civiltà dall’alto degli oltre 80 milioni di morti (80 MILIONI DI MORTI), prodotti dai simboli che portano nel cuore, perché se ne vergognano di farlo pubblicamente.

Ci auguriamo che a fronte di queste considerazioni, la si smetta di coltivare un senso di colpa che – sinceramente, almeno per quel che ci riguarda – non ci deve appartenere. Quando vedremo condivise le sofferenze di tutte le parti, i morti di tutti gli schieramenti, quando vedremo condannare le stesse violenze su uomini, donne e strutture della nostra parte, allora certamente, potremo iniziare a parlare di una memoria storica condivisa. Fino a quel momento per quanto ci riguarda, possono continuare a parlare di noi come di una forza nemica disarmata, in territorio ostile.

Con buona pace dei tolleranti democratici, panciafianchisti, pacifinti, neutralisti, buonisti, antifascisti e servi di sinistra o di DESTRA che siano.