Santa Marinella: Il Sindaco di nuovo in preda alla sindrome del chiudo tutto, persevera con ordinanze dannose chiudendo parchi e giardini

Ci risiamo, stessa scena del marzo dello scorso anno, il Sindaco in preda alla coazione a ripetere come nei migliori film di Romero, riparte con le ordinanze per la chiusura di spazi aperti come parchi, giardini e aree verdi. Una tale inadeguatezza di fronte alla gestione della crisi pandemica, è sorprendente. Praticamente anziché combattere gli assembramenti, con queste ordinanze impedisce l’accesso ad aree ampie e assolate che sono i migliori luoghi per tenere il fisico alla luce, in salute e distanziato da altri soggetti.
Dopo la statistica dunque, con le teorie strampalate su percentuali dello 0,2% della popolazione nel numero di contagi – di cui ad oggi dobbiamo ancora conoscere se si tratta di domiciliati, residenti, proprietari di seconde case o “due de passaggio” come ci ricorda Mario Brega – passando per la condanna dei fenomeni criminali a senso unico, oggi arriviamo alla ingegneria della gestione socio-sanitaria degli spazi pubblici. Quest’ultima, come accadde lo scorso anno, prevede la chiusura degli spazi ampi e di far rimanere aperti i luoghi chiusi e angusti.
Secondo questa logica infatti, tutti i clienti e lavoratori diretti e indiretti dei supermercati e delle attività aperte in genere si sarebbero dovuti infettare già da tempo. La sensazione è che, purtroppo, si stia solo all’inizio della seconda ondata della raffica di ordinanze che, in barba a qualsiasi ragionevolezza, tra una riunione al coc e un videomessaggio estemporaneo, si abbatterà su una popolazione ormai stremata. Di condurre una battaglia adeguata – per la quale ci troverebbe davvero tutti uniti – per istituire un centro vaccinale all’interno di una città d 18 mila abitanti però, nemmeno l’ombra. Visto che vanta amicizie istituzionali di livello, questa sì che sarebbe una battaglia seria da condurre.

Il direttivo del Centro Studi Aurhelio – Santa Marinella