Santa Marinella – Di Biblioteche civiche, di pittori e di gestioni a senso unico | Una storia già vista

Ci vuole tempo ed esso, oggi, è il vero lusso. Ci vorrebbe tempo, per raccontare tutto quello che viene consentito di fare a chi gestisce la biblioteca come se fosse un feudo personale, con la complicità di alcuni operatori culturali della nostra cittadina. 
Non è da oggi che stigmatizziamo questo fenomeno ma – aldilà dei tempi per il restauro, la nuova inaugurazione, il nuovo programma di eventi, le iniziative, l’amministrazione comunale di centro destra ritiene normale aver affidato in franchising la gestione della biblioteca. 

Ultima vittima, in ordine cronologico, dopo poco più di un mese dalla sua inaugurazione, è Angelo Liberati – personaggio più o meno simpatico – che con i suoi artisti in mostra ha dovuto cedere il passo al carro armato bolscevico, che aveva messo da una parte le tele – come fossero delle inutili suppellettili – di un pittore probabilmente non funzionale alla presentazione della star della giornata odierna.

La scrittrice simbolo della peggior cultura radical chic di questo paese, Dacia Maraini. 


Bene, dopo aver affilato le penne al Prof. Pranzetti, dopo aver visto posizionare frutti per le schede di rete un po ovunque, dopo la sottoscrizione con Enel di un incomprensibile contratto capestro (tanto l’azienda sponsorizza tante cosette, vai a guardare se gli regaliamo qualche migliaio di euro l’anno), dopo misteriosi oleandri che coprono le vetrate (ma se andavano coperte perché le hanno installate, mai sentito parlare di vetri polarizzati o pellicole adesive?), finalmente l’epifania del programma della biblioteca … Fantasia a mille: Bibliotechi … Amo. Bibliotechi?

http://www.telesantamarinella.tv/2016/04/05/biblioteca-civica-capotosti-approvato-calendario-delle-nuove-iniziative/

A scanso di equivoci anche il media embedded dell’amministrazione comunale, Telesantamarinella, si concede qualche bell’articolo sul programma e sulla presentazione di oggi. Non ci facciamo mancare niente: http://www.telesantamarinella.tv/2016/05/30/santa-marinella-dacia-maraini-alla-biblioteca-comunale/.  

Pare che spazi per prospettive alternative non possano essere ospitate, non solo trova posto solo una certa cultura dal ‘900 in poi, come se gli sguardi letterari non debbano sfuggire al rigido controllo della cultura all’insegna del sol dell’avvenire ma addirittura ci si improvvisa promotori di eventi, segnalatori di anniversari, propagatori di cinema, suscitatori di gruppi di lettura, tutti, esclusivamente a senso unico. 

Ora, che il noto disinteresse per la cultura di questa amministrazione di centrodestra fosse dannoso lo si sapeva – come pensare che in Comune come Santa Marinella non vi possa essere posto per un Delegato alla Biblioteca, un assessore alla cultura o un assessore al turismo – ma che tutto potesse essere indiscriminatamente lasciato in mano a chi dirige amministrativamente la biblioteca civica, è tutto un altro discorso. 

Occorrerebbe tempo, all’inizio, si diceva. Occorrerebbe tempo per scoprire come mai, per certe opere che si intendono DONARE, non c’è mai stato spazio. Occorrerebbe del tempo, per andare alla presentazione editoriale e fare delle domande su come mai si presentano come innocui romanzi, dei testi dove vengono sistematicamente attaccate le figure maschili di riferimento. Il Prete che non sopporta – esemplarmente – gli immortali principi dell’89, un padre di religione islamica troppo reazionario per l’Occidente dorato della Maraini o la figura dei padri benpensanti che vanno con le prostitute bambine. No, i padri in gamba o gli uomini buoni sono solo quelli complici della cultura liberal-progressista e radical chic dell’attrice. 


Sappiamo bene che, in fondo, si ha gioco facile quando si hanno tutte le leve in mano per far passare una vera e propria arma di acculturazione di massa e quanto sia colpevole farlo. Sappiamo anche che tutto questo può accadere, solo per il totale disinteresse di chi dovrebbe garantire almeno una parità di trattamento tra i diversi filoni culturali. Sappiamo bene, quindi, che le responsabilità sono politiche. 

È questo in fondo, il motivo per il quale, la nostra piccola biblioteca ce la siamo dovuta costruire, con i nostri sforzi, le nostre energie, i nostri soldi e i contributi dei nostri sostenitori e magari verrà il tempo in cui troverà magari uno spazio maggiormente adeguato. 

Non dimenticheremo chi è la causa di questa situazione, chi è complice diretto o indiretto di questi agenti della cultura sovversiva e corrosiva. Per noi non esistono gli indifferenti – soprattutto tra chi ha delle cariche in ambito amministrativo e ciancia di valori e principi “di destra” – questi, li inseriamo nella lista dei complici, quindi, dei nemici. Tanto per capirci. 


Quaderni di Kulturkampf: http://www.raido.it/politico/798-2/