Santa Marinella – Deiezioni Comunali 2018 | Nessuna delega ai farisei della politica

“La nostra rivista non sorge per fare al fascismo e all’on. Mussolini dei “soffietti” di cui sia il fascismo che l’on. Mussolini non saprebbero che farsene. La nostra rivista è sorta invece per difendere dei principi che per noi sarebbero assolutamente gli stessi sia che ci trovassimo in regime fascista, sia che ci trovassimo in regime comunista, anarchico o repubblicano.” 1

Inesorabilmente, come l’influenza di stagione, anche quest’anno ci troviamo a dover assistere al solito spettacolo indecente della farsa elettorale comunale. Un appuntamento, scandito da rigide ed ormai incartapecorite ritualità da basso impero, dalle quali le vittime sacrificali e gli zombie di romero – nella loro obbligata coazione a ripetere – non possono sfuggire.

Purtroppo, in queste spire, si trovano coinvolti coloro che, da una parte, preservano un genuino senso di ripulsa che tende a farli disinteressare del tutto dalla “politica” e dall’altra, quelli che, invece conoscendo bene la miserabile straccionaggine del 90% dei candidati, se ne tiene a distanza e ne circoscrive l’esatta dimensione a futura memoria.

Tra questi ultimi, ci vogliamo sistemare noi che, smorzate le velleità di considerare simili, soggetti la cui statura politica equivale pressappoco a quella di un tappo, abbiamo la pretesa di ritenere che difendere valori immortali, presuppone la necessità di non aver alcun vincolo con questa sistema democratico liberal capitalista, causa dello sprofondamento del concetto stesso di civiltà e tenuta sociale.

Ora, aldilà degli agglomerati classici di centrodestra e centrosinistra, entro cui si sono consumate vendette e infamie, degne delle peggiori fiction sulla camorra, il panorama riserva chicche veramente straordinarie. Da una parte abbiamo quella banda di squinternati dei cinquestalle che a furia di litigare tra loro, non hanno avuto in dote nemmeno il simbolo e dovuto scegliere un generale per non far accapigliare i capi banda. Dall’altra una serie di listine civiche che, giustamente, non sapendo come uscire dall’empasse di una critica tardiva nei confronti dell’amministrazione con la quale hanno governato e l’eventuale sistemazione accanto al vincitore, hanno mostrato tutta la loro indipendenza, per poi magari rimanere folgorate sulla via di Damasco, subito dopo il primo turno.

All’interno di questo paesaggio c’è veramente di tutto. Politici di professione (che poi saranno quelli che come al solito si siederanno in consiglio – come accade dagli ultimi venticinque anni), totali sprovveduti, mezze calzette in attesa di ricevere le prebende per avere fatto qualche lavoretto sporco, i riciclati – gente che balza da un partito ad un altro con una velocità da far girare la testa, insomma una varia umanità che tranne in rarissime eccezioni, si ricorda della “politica” una volta ogni cinque anni.

Cosa dovremmo fare dunque dinnanzi a tutto ciò, dinnanzi a soggetti ai quali abbiamo presentato progetti, mozioni, indicato modalità operative, modelli culturali, consigli, idee, opportunità? Porgere il nostro gesto di plauso, rivolgere un ossequioso invito a continuare a fare danni, a mostrare la peggiore parte del paese che si agita in un presuntuoso nulla cosmico, capace solo di peggiorare la situazione?

No, noi di fronte a tutto questo, vogliamo ancora vantarci di non essere complici di questo schifo, noi siamo forza combattente in territorio nemico, fedeli alle idee, ai valori, agli esempi di coloro che nella storia recente e più remota hanno smascherato l’inganno democratico e lo hanno combattuto, sacrificando spesso anche la vita.

Diffidiamo pertanto, ognuno dei 270 candidati consiglieri e gli 8 candidati a sindaco a dar ad intendere a chicchessia, di godere del nostro favore, sia esso in forma associata che personale di ogni nostro membro.

Ci sono già giunte vocine, di alcuni che fanno supporre una qualche nostra simpatia per qualche candidato o schieramento.

Bene, sia chiaro, per noi tutti questi soggetti rappresentano il problema e non la soluzione. Gente senza una appartenenza, una Identità, dedita al compromesso, alla logica della contropartita, disposti a mercanteggiare su tutti e tutto, rappresentano la nostra antitesi plastica, antropologica e ontologica.

Come da sempre, fedeli ai nostri principi, ci terremo in disparte, sulla trincea dei valori, militando giorno per giorno. A coloro che però durante l’anno, cianciano di fascismo e di cameratismo, dedichiamo un pensiero in più.

Le vostre frequentazioni inquinate, le vostre narici sudicie, i vostri sporchi interessi coltivati egoisticamente sulle spalle di coloro che diedero la vita per alcune insegne, non si smacchiano con il detergente. Vi resteranno appiccicate tutta la vita, noi e chi verrà dopo di noi, ve lo ricorderanno ad ogni santa occasione.

“Un “mito” solo ci trova in aperto contrasto: quello per cui la spiritualità e la cultura dovrebbero esser quasi parti dipendenti dalla politica. Noi affermiamo invece, che è la politica che deve essere condizionata dalla spiritualità e dalla cultura se non si vuole ridurre la prima a cosa piccola, empirica e contingente.” 2

NOTE

1 e 2 Tratte da “Carta di identità” di Julius Evola, La Torre