Santa Marinella – Continua la saga dei coccolosi mannari di Natureducation | Questa volta con la ridente complicità dei nostri detrattori in servizio permanente affettivo

Che i simpatici amici di NaturEducation non avessero preso bene, l’articolo pubblicato qualche giorno fa – circa la strana combinazione scelta dall’amministrazione comunale per gestire le spiagge libere per l’estate 2020, lo si era capito subito.

Dalla strampalata telefonata con la quale ci ha raggiunto un loro sedicente presidente, passato da insulti di vario genere fino ad un “le farò sapere dal mio avvocato”, nella quale ci accusava di aver scritto il falso;

ad una nota scritta su facebook dal profilo NaturEducation (poi ripresa da tutti i sostenitori del gruppo);

Per poi ancora in un comunicato fatto arrivare alla redazione di Terzo Binario: https://www.terzobinario.it/natureducation-risponde-ad-aurhelio-mettiamo-soldi-e-tempo-per-santa-marinella/;

fino ai simpatici commenti di alcuni stracci umani che probabilmente hanno scambiato facebook per il loro ultimo videogioco spacca tutto da buoni leoni da tastiera quali sono, la situazione è deflagrata.

Insomma, ai novelli gretini non è piaciuto che nel nostro articolo http://www.aurhelio.it/santa-marinella-inizia-lestate-lo-avete-mandato-il-curriculum-alla-multiservizi-emergenza-coronavirus-croce-e-delizia-per-il-sindaco-tidei/ venisse espresso quanto precisamente contenuto nell’articolo de Il Messaggero.

Cioè che IL PROGETTO PREVEDEVA (non sappiamo se ancora a questo punto, visto che il giocattolino si è rotto) il loro impiego, a fronte di un contributo. Non solo, non avendo probabilmente una spiccata capacità di deduzione, hanno confuso la valanga di guantini da distribuire voluta dal Sindaco Tidei, con quelli che – lodevolmente – stanno raccogliendo per la città.

Non è un caso che, quel prodigioso ricercatore di informazioni ma poco coraggioso furbacchione dello Jesinghaus – reduce dalla sinistra radicale dei Grünen – glielo abbia opportunamente incartato, in un commento al post e che forse non hanno colto nel giusto modo.

Oppure le critiche sono buone, solo se provengono da una parte, piuttosto che un’altra? È infatti piuttosto sorprendente che chi si erge a difensore dell’ambiente – proprio come Greta – sia coccolato dal Sindaco, quando a quest’ultimo sarebbe dovuta essere contestata Ferocemente la scellerata e dannosa scelta, di far calare una valanga di guanti di pvc su Santa Marinella.

È troppo comodo fare gli ecologisti green oriented e radical chic, senza contestare le scelte politiche del potere egemone, guarda caso sempre e proprio come Greta. L’ambientalismo è cosa troppo seria per non essere associato ad una critica radicale del modello liberal capitalista, in special modo in questa fase in cui il modello turbo liberista è in piena fase di ristrutturazione e la giustizia sociale, insieme alla distruzione dell’ecosistema sono sottoposti ad un ulteriore attacco.

Agli ecologisti a la page di Nature education – tutti borraccette di alluminio e magliettine in cotone bio – ricordiamo che questo non è l’anno zero della politica locale e della storia umana. Quando probabilmente i loro genitori iniziavano a sgambettare per il mondo, c’era già qualcuno che si batteva per l’ambiente e per la salvaguardia di beni storici e monumentali – come il Castello di Santa Severa che, dai fenomeni dell’amministrazione comunale dell’epoca, sarebbe dovuto finire ad un COSVITUR a caso.

Siamo intorno al 1985 e le forze nazional rivoluzionarie, ieri come oggi, difendevano ambiente e patrimonio archeologico dalle grinfie dei politicanti corrotti.

Agli ambientalisti light di NaturEducation ricordiamo che se ci si candida con chi – nell’ultimo consiglio comunale ha tirato giù una serie di Project financing da far tremare perfino Caltagirone in persona, forse qualche contraddizione c’è. Per essere credibili insomma, le contraddizioni andrebbero risolte a monte, cari ragazzi.

Ciò detto non possiamo esimerci dal riservare qualche considerazione ai fenomeni da facebook che si permettono di insultare la nostra iniziativa. Probabilmente hanno un gran fegato di toro trapiantato, una simile quantità di coraggio mostrata in assenza dell’interlocutore è veramente esemplare, ancor di più è esilarante chi – partito con il piglio di vendicatore dei cittadini, è diventato un umile cameriere dell’amministrazione.

Riguardo invece al consigliere D’Emilio che ritiene plausibile decidere in quale forma si debba fare o non fare politica, oltre a quali contenuti si debbano o meno esprimere, riteniamo doveroso segnalare che non dobbiamo di certo rendere conto a lui o a qualchedun altro ciò che rappresenta per noi la politica o, per intenderci ancora meglio, la metapolitica. Una espressione non ordinaria che nemmeno tentiamo di tradurre, viste le tante attività nelle quali la decliniamo.

Figurarsi poi, se possiamo immaginare di spiegargli il significato della impersonalità attiva che è il più radicale e nobile nemico, della mania di protagonismo individualista, bramoso di popolarità.

Se crede che la politica, sia solo l’essere eletti al consiglio comunale e da segretario del PD, diventare espressione di un movimento capeggiato dall’inciuciatore del secolo, traditore degli amici, ricattatore di alleati e amico delle banche, può star bene anche così. Forse pensa che i cittadini abbiano dimenticato cosa pericolosamente blaterava in pieno contagio – dimostrato dai recenti risultati sierologici – minimizzando pericoli e necessità nel mese di febbraio.

Insomma, tutto sommato, ci auguriamo che i coccolosi mannari con questa vicenda, abbiano preso le misure con una realtà che è ben più complessa, di quelle che sono le fanfaluche di un mondo rose e fiori che non sta da nessuna parte, se non solo ed esclusivamente nella loro testa. Tutto ciò, senza nulla togliere, alle egregie iniziative di cui spesso sia rendono protagonisti.

Possono tutti dormire sonni tranquilli, non ci hanno disturbato allora, non ci disturbano oggi, non ci disturberanno domani. Vogliono forse farci perdere il buonumore, ci può stare, ma crediamo sia meglio si abituino alla nostra presenza, perché veniamo da molto più lontano di loro.

Noi, non abbiamo paura delle aquile.