Sacrifici umani consumati in corsia | L’orrore abortista che non indigna nessuno

Mentre siamo tutti impegnati (o, per meglio dire, ci tengono estremamente impegnati) ad occuparci della crisi sanitaria mondiale dovuta al Covid -19, la quale sicuramente merita tutta l’attenzione ricevuta, nel mondo continuano ad accadere anche altri eventi, che, diremmo, molto comodamente vengono messi in secondo piano o, addirittura, del tutto oscurati. 

È proprio in questi momenti, invece, quando le luci della ribalta sono totalmente (e sospettosamente) rivolte ad una sola questione, che abbiamo il compito di rimanere vigili ed aguzzare occhi e orecchie, per evitare di ritrovarci, a crisi finita, con leggi e/o consuetudini passate sottobanco e ormai fatte divenire normalità.

Proprio in questo spirito, ci occupiamo oggi di un articolo apparso il 15 Aprile su Life News.com. Un articolo che riporta un fatto talmente raccapricciante che avrebbe dovuto essere ripreso da tutti i media mainstream, da tutte le testate giornalistiche, da tutti i profili facebook degli indignati dell’ultima ora che stanno parlando e parlando e cianciando negli ultimi mesi. Eppure, nessuna parola in merito.

La storia, meglio l’orrore, racconta di un medico sud coreano che ha annegato un bambino sopravvissuto ad un aborto. Il bambino, che doveva essere ucciso tramite la procedura abortiva “legale” (le virgolette sono d’obbligo per il pensiero di chi scrive), alla 34esima settimana, ha deciso di voler sopravvivere ed è uscito dal corpo della madre respirando e piangendo. Il medico, colui il quale ha prestato il giuramento di Ippocrate, colui il quale ha come compito precipuo quello di salvare le vite umane, ha preso il bambino (perché, checchè ne dicano gli abortisti, un feto non piange, quindi di un bambino si trattava) e lo ha annegato in un contenitore pieno di acqua. A mani nude, a freddo.

Ora, se questo è il mondo che sta andando avanti mentre noi ci preoccupiamo di indossare mascherine e guanti pur di salvaguardare vite umane(!), mentre si canta dai balconi o si disquisisce in fila al supermercato su fase 1, 2 e 3, forse sarebbe meglio urlare un “fermi tutti” e tornare a concentrarsi su cosa ci stanno facendo dimenticare e stanno trasformando in normalità.

Quindi, da queste pagine non mancherà mai una sveglia intellettuale, a ricordare in questo caso, per esempio, che l’aborto è un omicidio, che il 95% dei biologi (anche abortisti) hanno dichiarato che è vita fin dal momento del concepimento e che questa lotta non si fermerà mai.

Così, nel caso qualcuno ai piani alti si stesse illudendo diversamente.

Aura Dei Platani

https://www.lifenews.com/2020/04/15/abortionist-drowned-a-34-week-old-baby-who-survived-abortion-in-a-bucket-of-water/

https://www.ifamnews.com/it/sopravvive-allaborto-e-viene-annegato-in-un-secchio/