Cittadella | Edizione integrale a cura di AGA Editrice 


Titolo completo: Cittadella. Versione integrale

Autore: Antoine De Saint-Exupery

Anno: 2017

Pagine: 560

Il libro: «Perché io sono innanzi tutto colui che abita. Cittadella, mia dimora, io ti salverò dalle insidie del deserto e ti ornerò di trombe da ogni parte per suonare contro i barbari!».

«Il pensiero di Saint-Exupéry è filosofico, ma è talmente sottomesso al rigore della forma poetica che sfugge ad ogni sistema, e dirige quella difficile operazione che consiste nel conglobare vita e conoscenza in un medesimo atto di creazione. Saint-Exupéry, a differenza di altri scrittori contemporanei che “subiscono” o hanno “subito” il mondo moderno, lo ha “pensato”. È a questo titolo che si è innalzato spesso al livello intellettuale dei più influenti filosofi di questo mezzo secolo, mentre con la stessa disinvoltura dei poeti più grandi penetrava in quell’universo ove il sensibile eccede l’intellegibile»

«Se si considera l’indubbia similitudine concettuale di Cittadella con il Così parlò Zarathustra di Friedrich Nietzsche — entrambi poemi imperniatati sulla figura di un maestro che, con linguaggio poetico e parabolico, istruisce gli uomini indicando loro la via salvifica — è curioso notare come la data di nascita del francese (29 giugno 1900) rasenti la coincidenza con quella della morte del tedesco (25 agosto 1900): volendo giocare con le suggestioni, la si può leggere come una simbolica staffetta, se non un passaggio di testimone, tra un cantore e l’altro, entrambi profeti di una proposizione dell’Uomo nuovo o Uomo rinnovato nell’epoca della desacralizzazione dell’umanità».

[dall’introduzione di Maurizio Murelli]

Fascismo o plutocrazia | Scritti economici di un fascista di sinistra – Giuseppe Solaro

Fascismo o plutocrazia. Gli scritti economici di un fascista di sinistraAutore: Giuseppe Solaro, a cura di Fabrizio Vincenti

Anno: 2016 | Pagine: 276

Il libro: Contro il capitalismo. Contro il liberismo. Contro il potere di Wall Street e della City londinese. Contro chi affama il popolo italiano, anzi i popoli di tutto il mondo. Contro quelli che lui stesso definiva “ruminanti della ricchezza”. Con la convinzione che l’ultima strada per un mondo più giusto fosse quella del Fascismo mussoliniano e in particolare degli esperimenti sociali realizzati o promessi durante il periodo della Rsi. E non certo il Comunismo, una sorta di capitalismo di Stato nella sostanza ancor più brutale. Fascismo come unica, vera alternativa al capitalismo. In “Fascismo o plutocrazia”, curato da Fabrizio Vincenti, autore della sua biografia, Giuseppe Solaro, l’ultimo federale fascista di Torino barbaramente ucciso nella mattanza a fine guerra, attraverso una serie di articoli pubblicati su riviste e giornali, affronta il tema ancora attuale dei guasti apportati dal sistema capitalistico e delle alternative per arrivare a una vera giustizia sociale. Scritti duri, diretti contro una deriva dell’economia che già negli anni ‘40 appariva chiara a chi era in grado di vedere lontano. Una deriva in cui l’uomo è ormai schiavo di un sistema impersonale destinato a affamare milioni e milioni di persone, nonostante la terra offra risorse sufficienti per tutti. Solaro tratteggia l’immagine di un capitalismo ormai trionfante che nel sistema liberale e democratico trova il suo terreno più fertile e che solo la rivoluzione fascista può fermare. A distanza di settant’anni, la testimonianza di un giovane fascista dal cuore rosso che ha creduto sino in fondo a Mussolini e alla sua volontà di forzare i cancelli di un sistema, quello del dominio del capitale sul lavoro e sull’uomo, conserva una stringente attualità. A volte impressionante. I suoi scritti riprendono anche il tema di un’unione europea, concepita in ben altro modo rispetto alla struttura tecnocratica e fredda che i popoli del Vecchio Continente stanno vivendo sulla propria pelle. “Nell’Europa fascista – scriveva Solaro nel 1941 – il capitalismo finanziario cioè il dominio impersonale e scientificamente inumano dell’economia, deve essere abbattuto. Diciamo violentemente, perché certe cattive erbe, se non vengono estirpate con prontezza alla radice, continuano ad allignare e a riprendersi qua e là”. Solaro, con decine di scritti, rilancia con forza l’idea di un’alternativa alla plutocrazia che sta uccidendo i popoli. E che proprio dal secondo conflitto è uscita vincitrice.

Giuseppe Solaro (1914-1945) è stato l’ultimo federale fascista di Torino, incarico che ha retto, nonostante la giovane età, dal settembre del 1943 sino alla morte. Studente lavoratore, geometra del Comune di Torino, iscritto al Guf, si è laureato in Economia e Commercio all’Università di Torino nel 1940, appassionandosi alle tematiche economiche e geopolitiche. Sposato con Martina Magnani, ha avuto due figlie, Franca e Gabriella. Fondatore del Centro studi economici, è stato volontario durante la guerra di Spagna e ha prestato servizio militare nella seconda guerra mondiale al confine con la Francia. Con l’otto settembre 1943 è tornato a Torino dove è stato nominato responsabile della seconda federazione fascista della Rsi. Un ruolo particolarmente complesso che ha retto con polso e autorevolezza sino al crollo finale del 1945, terminando i suoi giorni nella mattanza scatenata a fine guerra.

Fabrizio Vincenti è nato e vive a Lucca. Laureato in Economia e Commercio con una tesi sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese, è giornalista pubblicista. Collabora con La Nazione ed è direttore del quotidiano on line www.gazzettalucchese.it. Per Eclettica Edizioni ha pubblicato la biografia “Giuseppe Solaro. Il fascista che sfidò la Fiat e Wall Street”, ha curato la seconda edizione del libro “Vecchia Guardia” di Ernesto Daquanno. Appassionato di calcio, ha dato alle stampe anche “Gli undici graffi della Pantera”, un volume sulle partite che hanno fatto la storia della Lucchese.

Libreria Raido: http://www.raido.it/libreria/fascismo-e-rsi/3262-fascismo-o-plutocrazia.html

Renè Guènon | Dall’emporio legionario, una maglietta sul grande interprete della Tradizione

 
 
Tra le proposte offerte da NIEMALS! Emporio Legionario, non poteva mancare la proposta di maglia e felpa con la raffigurazione del volto di René Guénon ed una significativa sua frase sulla necessità “del ripristino dei principi” della conoscenza, prima di ogni altra azione. 

Con questa produzione, si completa la cosiddetta serie dei quattro maestri che vede al suo interno: Julius Evola, C.Z. Codreanu, Leon Degrelle ed ora Renè Guènon. 

Per chi è interessato, come sempre, l’emporio può essere raggiunto sulla sua pagina Facebook: NIEMALS – Emporio Legionario, oppure sulla mail azione.zero@gmail.com

Il Segreto di Italia | Finalmente in DVD, il film sulla strage di Codevigo che non piace ai gran sacerdoti della verità storica

 Puoi richiederlo tramite mail a cst.aurhelio@gmail.com

 
“Il Segreto di Italia”, film di Antonello Belluco sulla strage di Codevigo, di cui abbiamo spesso parlato, non solo è stato osteggiato in ogni modo in fase di produzione ma, com’era facilmente prevedibile, dopo la sua uscita nelle sale è stato e continua ad essere oggetto di indecenti e sistematici boicottaggi da parte della solita perversa “intellighenzia” di sinistra con l’immancabile cricca partigiana al seguito. Censure, ostacoli, recensioni volutamente negative da parte dei giornali e delle riviste allineate (Repubblica, L’Espresso, con tanto di decine di commenti on-line inqualificabili per cattiveria e inciviltà da parte dei cosiddetti “lettori”, ecc.), interventi a gamba tesa dell’anpi con comunicati di fuoco alle redazioni dei giornali per chiedere di censurare ogni notizia sul film, con conseguenti “dimenticanze” nelle pagine di vari quotidiani.

E così a Roma, ad esempio, il film è uscito dalla programmazione, nel mese di novembre, dopo soli 5 giorni di stentata sopravvivenza soltanto al Cinema Fiamma; nel resto d’Italia si è riusciti a far uscire pellicola in pochissime città e, allo stesso modo, per poco tempo; solo al The Space Cinema di Limena di Padova il film è “orgogliosamente” rimasto in programmazione per tre settimane, fino allo scorso 10 dicembre, riscuotendo un grande successo, con sale sempre piene e pubblico affluito da diverse città, lontane talvolta anche centinaia di chilometri.

Belluco e la casa di produzione Eriadorfilm sono riusciti ad ottenere una programmazione a Verona (Cinema Teatro Alcione) il 12 e 13 dicembre, a Venezia (Cinema Astra) il 15 dicembre, mentre a Cesena (Multisala Aladdin) il film sarà proiettato dal 20 gennaio 2015.

Questa tristissima vicenda è dunque un’altra “perla” dell’italietta (con la “i” volutamente minuscola) della “libertà” e della “democrazia” a senso unico, quella dei leccapiedi e degli ipocriti, dei cialtroni, dei vili e dei menzogneri di professione. Ma Antonello Belluco (che ha annunciato la prossima lavorazione di un film su Norma Cossetto) non si arrende: ancora onore a lui ed alla Eriadorfilm per il coraggio e la voglia di continuare a lottare.

di Annamaria Gravino

(secoloditalia.it) – Non esagera il regista Antonello Belluco quando dice che «su facebook ricevo migliaia di commenti di apprezzamento». La sua pagina e quella dedicata al film sono, di fatto, il primo motore di promozione de Il Segreto di Italia, la pellicola sulla strage partigiana di Codevigo, nel padovano, che lui ha voluto realizzare nonostante il boicottaggio registrato fin dalla stesura della sceneggiatura e passato attraverso la grancassa dell’Anpi. Ci sono i post «commossi» di cui parla lui, ci sono quelli di incoraggiamento, c’è anche chi pubblica la foto del biglietto. Quasi una rarità, perché l’ultimo ostacolo che si frappone fra il pubblico e la storia di Italia, interpretata da Romina Power, è proprio quello della distribuzione. Un paradosso, visto che il film dove è in cartellone va più che bene. «Al The Space di Padova – spiega Belluco – il film era programmato per due settimane, invece è andato così bene che stato prorogato anche per la terza. Un fatto praticamente inedito sotto Natale».

Perché allora Il Segreto di Italia non trova distribuzione?

Perché funziona così: la prima settimana in sala si paga e noi non abbiamo questi mezzi. Ci hanno tagliato le gambe da tutte le parti, ma andiamo avanti. Iniziamo ad avere richieste da diverse città, ci chiamano direttamente gli esercenti: il loro pubblico chiede di vederlo e loro ci contattano. Stasera faccio una prima a Verona, poi in programma abbiamo Asti e Cesena. Poi spero che vada a buon fine un contatto che ho avuto con La Russa e Meloni per un intervento della Fondazione Alleanza Nazionale.

Di cosa si tratta?

Di un impegno per una distribuzione un po’ più strutturata nel corso della settimana del Giorno del Ricordo. Per me sarebbe particolarmente significativo: io sono figlio di esuli. So che domenica presenteranno il trailer. La Fondazione diede anche un piccolo contributo per la produzione, sarebbe un modo anche per dare seguito a quel sostegno.

Quindi, la sua ostinazione nel voler realizzare a ogni costo la pellicola sta avendo ragione.

Sì, da parte di chi ha visto il film ricevo commenti positivi, senza distinzione di provenienza sociale, culturale, politica. Il problema è allargare la platea degli spettatori. Non possiamo permetterci di proiettare il film una tantum, abbiamo bisogno che sia in sala almeno un fine settimana.

Oggi quale pensa che sia il primo problema da affrontare?

La comunicazione. In molti non sanno nemmeno che questo film esiste, bisogna aver visto Vespa o letto qualche articolo uscito sui giornali nazionali per conoscerlo. Il successo di Padova, dove sono sui giornali più di Bitonci, e le richieste del pubblico dimostrano questo. Se in tutta Italia fosse come a Padova, altro che costi di produzione e distribuzione. Saremmo record d’incassi. Poi bisogna far capire che questo è un film che tratta una tematica delicata, ma è anche un lavoro.

Le chiedono di vederlo gratis?

Talvolta. Questo film è certamente espressione del mio modo di pensare la vita, in termini cristiani, culturali, politici, ma è anche il mio mestiere. Ed è il frutto del lavoro di tutti quelli che ci hanno lavorato, a dispetto di tutto. Ha comportato un grande sforzo e grandi sacrifici. Non è solo testimonianza politica. E penso che sarebbe svilente svenderlo. Anche alcuni amici me lo hanno detto: “Non farlo”.

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Per Natale, una azione che vale il doppio

Regalare a te o ad un tuo amico, un film coraggioso dove si affronta un pezzo di storia italiana rimossa e dall’altra dare un sostegno al nostro centro studi. 

   
 

L’Araba Fenice|Niemals! Emporio Legionario

fenice fronte fenice retro

” … si ciba non di frutta o di fiori, ma di incenso e resine odorose. Dopo aver vissuto 500 anni, con le fronde di una quercia si costruisce un nido sulla sommità di una palma, ci ammonticchia cannella, spigonardo e mirra, e ci s’abbandona sopra, morendo, esalando il suo ultimo respiro fra gli aromi. Dal corpo del genitore esce una giovane Fenice, destinata a vivere tanto a lungo quanto il suo predecessore. Una volta cresciuta e divenuta abbastanza forte, solleva dall’albero il nido (la sua propria culla, ed il sepolcro del genitore), e lo porta alla città di Eliopoli in Egitto, dove lo deposita nel tempio del Sole.”

Ovidio

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Ordo Teutonicus |Niemals! Emporio Legionario

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“Un cavaliere invidioso non otterrà mai onore, e poiché egli è anche un uomo invidioso che vuol avvantaggiarsi dell’onore, sarà disonorato due volte senza ottenere nulla. Per questo motivo gli uomini d’onore odiano quelli invidiosi e non mostrano loro alcun favore.”

cit. Codice Cavalleresco

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Shoplab “laboratorio artigianale tessile e grafico”

1454708_620949391359650_5813839987902744698_nShoplab è un laboratorio grafico e tessile in continua evoluzione,
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Yggdrasil, l’albero della vita|Niemals! Emporio legionario

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So che un frassino s’erge
Yggdrasill lo chiamano,
alto tronco lambito
d’acqua bianca di argilla.
Di là vengono le rugiade
che piovono nelle valli.
Sempre s’erge verde
su Urðarbrunnr.

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Economia Legionaria contro la Sovversione|Niemals! Emporio Legionario


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[…]In questo contesto ci si può rendere conto dell’attualità dell’esempio legionario attraverso la cosidetta economia legionaria. Essa ambisce, tramite la creazione di una rete economica parallela, alla sottrazione di spazio utile alla sovversione, riportando i valori tradizionali nelle attività commerciali offrendo così anche una sicurezza economica a coloro che militano per l’Idea. In questo modo qualsiasi gesto economico diventa anche un gesto politico: il denaro ritorna, dalla sua funzione attuale di fine, a quella che gli spetta, di mezzo; il lavoro, oltre a riconquistare il suo valore originare attraverso cui l’uomo si nobilita, ridiventa anche un’opportunità di alzare un mattone per la grandezza della propria comunità che acquista così l’organicità che la liberal-democrazia di stampo capitalistico, ha trasformato in meccanicità senza anima.

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Onore a Sparta! | Niemals! Emporio Legionario

figurino sparta[…] gli Eguali, non più di 10.000, non formavano quindi un’oligarchia commerciale nata dall’arricchimento materiale, e nemmeno un’aristocrazia nominale abandonata all’ozio e all’apatia, bensì una comunità di uomini intenti a difendere la sacralità di un ordine superiore tramite l’adozione di un rigidissimo costume di vita […] vigeva insomma una sorta di imprescindibilità sociale dell’onore e del relativo codice di comportamento, il cui rispetto diveniva obbligo tassativo per l’appartenenza di diritto alla comunità

-Il Fuoco di Sparta-

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A difesa della Famiglia | Niemals! Emporio Legionario

famtrad[…] occorre prendere coscienza che in questi ultimi anni una visione del mondo atea e materialista, attraverso uomini, organizzazioni e mezzi istituzionali, sta minando alla base la realtà familiare. Gli agenti della sovversione non mirano soltanto alla distruzione della sua funzione sociale, come prima cellula dello Stato, ma innanzitutto come istituzione educativa, segno distintivo di un alto senso della Civiltà […]

– Perchè no all’aborto- Pino Rauti

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