Poesia | Giovanni De Paulis, quarto classificato al XXII PREMIO NAZIONALE DI POESIA, “SANTA TERESA” 2015

image

Le buone notizie sono contagiose. Non abbiamo fatto in tempo a pubblicare l’articolo relativo alla conquista del Primo premio nell’ambito del XXII PREMIO NAZIONALE DI POESIA, “SANTA TERESA” 2015 – da parte del Prof. Luciano Pranzetti – che siamo stati di nuovo stupiti.
Occorre rendere onore anche a Giovanni de Paulis, quarto classificato, che, in questa competizione ha già lucrato un primo e un terzo premio. La sonnacchiosa Santa Marinella dunque, in questa XXII edizione, ha fatto, in pratica, il pieno. Una poesia intensa e significativa che, come tutte le vere opere d’arte, si gode nel momento dell’approccio, si apprezza con la meditazione sui verdi e ci interroga sul senso della vita. 
Un plauso, dunque, anche a Giovanni De Paulis che dona lustro poetico alla nostra cittadina. 
 
Anche per lui, lasciamo spazio alla composizione …. 
 
 
LA VITA

di Giovanni de Paulis

 
Mentre che andavo a prendere il giornale
dal tabaccaio dentro al vicoletto,
ho visto che da un grosso cassonetto
sporgeva un alberetto di Natale.
 
Aveva ancora qualche ciondoletto,
la neve di bambagia e un bel puntale.
A quel vedere son rimasto male
perché guardando bene quel quadretto.
 
Vi ho visto quel percorso che la vita
riserva a tutti quanti senza scampo
ed anche se ci pare ch’è infinita…
 
Son solo sogni! Lei, senza riguardo,
passa per tutti uguale, e come un lampo
ci fa trovar vicini a quel traguardo
 
anche se sei gagliardo
com’era poco fa quell’alberetto
che sporge, triste, da quel cassonetto
 
Io, con malinconia,
gli faccio una carezza sul puntale
e, mesto vado a prendere il giornale.
 
Chissà quant’è la gioia che ha donato
quando lui stava lì, in quell’angoletto
pieno di cose belle e inghirlandato
da nastri, palle e qualche regaletto.
 
Al figlioletto, tutto emozionato,
ai genitori, e pure a quel nonnetto
che tremebondo e tutto indaffarato
l’addobba meglio assai d’un architetto.
 
Questo è successo solo un mese fa’,
e adesso che la festa è già finita
l’hanno gettato via senza pietà.
 
E lui sembra che dorme, rassegnato,
perché ha capito che così è la vita:
è inutile pensare a quel passato
 
nel quale sei stimato
finché tu dài, qualunque cosa sia,
ma quando non dài più ti buttan via.