Paw Patrol “fascista”. Lasciateci i cartoni animati e…aripijateve!| #facciolamamma

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Oggi vorrei discostarmi dai post strettamente ‘mammeschi’ per parlare di un articolo della Cnn che mi ha lasciato sgomenta. Insieme a migliaia di lettori adulti e bambini in tutto il mondo. Ora: che quelli della Cnn (nota emittente all-news americana) vedano fascisti ormai dappertutto, dopo l’arrivo alla Casa Bianca di Donald Trump, è cosa credibile e possibile. E non la giudico. Anche perché è una moda che non tramonta mai su entrambe le sponde dell’Atlantico.

Ma arrivare a dire che autoritari, corporativisti e sessisti sono anche certi cartoni animati è un salto logico notevole. L’articolista in questione, Elissa Strauss, ha fatto di più. E in un lungo pezzo ragionato ha cercato di rispondere alla seguente domanda: come mai i bambini amano tanto cartoni fascisti come il trenino Thomas e Paw Patrol? E giù con la psicanalisi, la sociologia, la politica. La lotta di genere. “Più i genitori non apprezzano certi cartoons, più i loro figli li adorano”, ragiona l’autrice che – per illustrare il suo punto di vista – richiama giudizi già espressi da altri media.

Così scopriamo che il trenino Thomas (avete presente? quel trenino azzurro con gli occhioni dolci protagonista di una serie tv inglese) è stato definito dal New Yorker (un settimanale Usa) una rappresentazione “distopica di un premoderno corporativismo totalitario”. Mentre il quotidiano britannico Guardian lo ha addirittura bollato come “sessista, classista e anti-ambientalista”. Bastonate anche contro i teneri cagnetti di Paw Patrol, descritti dal sito web Buzzfeed come uno spettacolo “terribile” che, per di più, esalta “la disuguaglianza di genere e sociale”. Mentre – sempre secondo il Guardian – il protagonista di questo cartone, un ragazzino di nome Ryder, sarebbe nientedimeno che “un megalomane con un implicito complesso di onnipotenza”. Di qui il lacerante dilemma di quei genitori americani che, come l’autrice dell’articolo, non solo “sono inorriditi dall’attuale situazione politica”. Ma devono anche sopportare che i loro figli si ‘bevano’ ogni giorno “la loro dose regolare di autoritarismo dai colori primari”. E si emozionino di fronte ai due protagonisti delle rispettive serie, Ryder e Sir Topham Hatt, entrambi “maschi bianchi”.

E già. Perché anche Elissa Strauss deve ammettere che i ragazzini – tutti i ragazzini, i figli dei fascisti come i figli dei progressisti – adorano i Paw Patrol. Basta cercare la parola su Google per avere un’idea del loro successo: 35 milioni e 800 mila risultati. Per non parlare del commercio sterminato dei gadget: su Amazon.it escono fuori oltre 14mila corrispondenze di ricerca. “Ma, pur arrabbiati come siamo”, si sfoga l’autrice, dobbiamo capire che “questi show sono una fonte di conforto per i nostri bambini, il cui cervello ancora in formazione ha bisogno di ordine, stabilità e persino punizioni nel loro divertimento”.

Ragazzi, come si dice a Roma: aripijateve!

Mio figlio (3 anni) ama pazzamente i Paw Patrol. Ha preteso che comprassimo tutti i pupazzetti della pattuglia. E ha avuto una fase di vero e proprio innamoramento per Skye, la cagnolina in rosa che guida un elicottero di salvataggio.
Credo di aver visto questi cartoni centinaia di volte. E non mi è mai passato per l’anticamera del cervello di star guardando uno spettacolo fascista. O sessista. Forse la maternità mi ha fatto perdere il lume della ragione e dell’equilibrio. Oppure questi della Cnn e del Guardian sono tutti pazzi. Leggete quello che scrive una mamma di Chicago: “guardavo Paw Patrol con mia figlia e, in un episodio, Skye si era offerta volontaria per una missione ma Ryder ha scelto invece due maschi. Ricordo di aver pensato: ‘c’è un soffitto di cristallo in questo cartone!’” (l’espressione metaforica allude alla disparità di genere in ambito professionale). Che dire? Che sono cresciuta vedendo i Puffi. E ricordo che nel villaggio c’era solo una femmina: Puffetta. Ma ai miei tempi non si lamentava nessuno. Che i bambini hanno sempre amato i cattivi, i mostri, i pistoleri, i prepotenti, i banditi, i giustizieri, i ladri impenitenti come Arsenio Lupin.

Che dare ordini a una pattuglia di cagnetti forse non equivale proprio a essere un fascista (anche se sei un maschio di razza bianca). Che certi cartoni animati meravigliosi e con una morale intelligente – tipo i Barbapapà – nascono una volta ogni cinquanta anni. Che, tutto sommato, ricordando l’invasione passata dei cartoni giapponesi, preferisco tenermi il trenino Thomas e il suo corporativismo da Vecchio Continente. Che lanciare un articolo del genere sotto Natale è curioso e dirompente, a prescindere dal messaggio politico.

Che, alla fin fine, qualcuno dovrebbe parlare anche di Masha e Orso. La creatura russa più venduta del kalashnikov. Ci pensate? L’orso buono e gentile – chiara allusione a Mosca – che protegge la piccola matrioska bionda. La longa manus di Putin che si infila nei salotti del nemico. E se i nostri bambini diventassero pure comunisti?

Lo ripeto. A ragà, aripijateve!

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Fonte: http://www.facciolamamma.it/paw-patrol-fascista-lasciateci-i-cartoni-animati-e-aripijateve/