Novel food, ne sentivamo il bisogno | Giuseppe Onorato IAP

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Tarantole e grilli, bachi e scorpioni, questi sono gli insetti che dal primo gennaio 2018 troveremo nei supermercati italiani. Ebbene si, l’Europa ha deliberato il via libera al “novel food”, l’ennesima liberalizzazione in campo di cibo di cui tutti ne sentivamo il bisogno. Già alcuni ristoranti “stellati” servono insetti e in Italia cominciano a nascere le prime aziende che importano e producono insetti commestibili. Alcuni di voi si chiederanno, ma cosa c’è di male? Ma in Italia non prenderanno mai piede, noi siamo gli inventori della cucina mediterranea, quelli della pasta, della pizza, nel vino, dei formaggi del “food” migliore del mondo. Vediamo che sta succedendo.

Gli insetti sono la prima linea dello sradicamento dalle tradizioni, dai popoli e dalle loro usanze. Gli insetti oggi, possono essere percepiti come una semplice bizzarria, una novità, una moda, ma in realtà il “novel food” avrà effetti economici e sociali.

Questo nuovo cibo porterà alla creazione di un nuovo mercato economico, vergine, che potenzialità enormi di crescita e questo in un sistema iper capitalista è vitale creare nuova domanda e nuova offerta. Le previsioni di vendita degli insetti aumenteranno e in automatico toglieranno mercato al cibo tradizionale.

Nell’antichità il cibo era un dono del divino e/o della natura, il che dovrebbe richiamare tutti alla consapevolezza del nutrirsi, a non dare per scontata la disponibilità del cibo e a non ridurre i pasti a un gesto consumistico. Numerose sono le azioni di lode, benedizione, ringraziamento e preghiera sul cibo e per il cibo. Gli insetti vanno completamente all’opposto.

Gia fu il fast food ed oggi gli insetti, armi della sovversione dell’ordine naturale del cibo e del cibarsi. Chef “stellati” che propongono insetti nei loro ristoranti, personaggi famosi che cominceranno a diventare sponsor fanatici degli insetti, articoli, servizi e dossier poco critici verso gli insetti-cibo invaderanno le tv, i siti d’informazione e i giornali, un passo alla volta ci faranno “digerire” gli insetti come la normalità, anzi come giusti perché avranno proteine uniche e poteri curativi speciali.

Sarà una moda passeggera oppure un pericolo economico e sociale per le tradizione culinarie e agricole dell’Italia? Questo saranno le persona a deciderlo nel tempo, ma badate bene, in un mondo dove il consumo è il centro della vita delle persone, delle aziende, degli stati, state certi, che dietro ogni novità calata dall’alto c’è sempre un secondo fine e in questo caso è l’arricchimento di chi negli insetti sta investendo.

Il mio consiglio rimane lo stesso, fatevi amico un contadino, conoscetelo, diventate amici, fidatevi di lui, solo allora acquistate il cibo da lui prodotto. Poi se vi capita di girare il mondo e di trovarvi magari in Cina assaggiate il baco da seta, cicale, grilli, coleotteri giganti e scarafaggi oppure se vi trovate in Thailandia o Cambogia, mangiateli, fanno parte della loro cultura da millenni. 

Ps.se hai letto fino a qui, ti ringrazio dell’attenzione, ti chiedo di condividerlo e di lasciare un commento.

Giuseppe Onorato IAP