Niente più arte gratuita: cancellata la Settimana della Cultura

L’intelligenza diabolica dei tecnoburocrati non risparmia l’anima dei meno abbienti. Non riducono le folli spese per pagare le loro feste ma vietano ai cittadini di godere gratuitamente dell’arte di proprietà dello Stato e quindi dei cittadini stessi. Aurhelio!

La crisi economica costringe il Ministero ad annullare la settimana di apertura gratuita dei musei statali e dei siti archeologici 

FLAVIA AMABILE, ROMA

La crisi economica costringe il Ministero dei Beni Culturali a cancellare la Settimana della cultura, che da anni, per sette giorni, consente l’ingresso gratuito nei circa 419 musei statali e siti archeologici. Stop anche ai musei gratis l’8 marzo per la festa della donna. Confermata invece la promozione «entri due paghi uno» di San Valentino. «Non possiamo più permetterci di rinunciare all’incasso di sette giorni proprio in primavera, uno dei periodi dell’anno in cui arrivano più visitatori. Manterremo però i musei aperti a ingresso libero l’ultima domenica di ogni mese quando le famiglie italiane sono veramente in difficoltà», ha detto Anna Maria Buzzi che ha sostituito Mario Resca alla direzione per la valorizzazione del patrimonio del Mibac. 
La crisi sta facendo sentire i suoi effetti anche sui musei. Per la prima volta dal 2009 sono calati in misura notevole gli ingressi dei musei: 10,44 per cento in meno nei primi nove mesi del 2012. Al Mibac si sta inoltre considerando sia la possibilità della revisione dei biglietti gratuiti per gli over 65 (trasformandoli magari in ridotti, come avviene in molti Paesi europei), sia l’allungamento ai 29 anni della riduzione del biglietto. «Perché è a tutti gli effetti la fascia più debole» ha ricordato Anna Maria Buzzi. 
fonte: La Stampa.it