NELLA MENZOGNA TOTALE, RICONOSCO L’OPERA DEI PADRONI DEL DISCORSO | Maurizio Blondet

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Ve lo dico a mio rischio, e forse non potrò più farlo: E’ la risposta di Ysroel a Putin. Il repentino cambiamento di Trump su Assad (24 prima aveva detto che era “silly” rimuoverlo, adesso lo vuole attaccare con un intervento diretto), la stessa abolizione repentina di tutti gli altri dossier della politica trumpiana – “Suddenly, i progetti di cancellazione di Obamacare e la politica fiscale di Trump sono morti, si stupisce Zero Hedge – il coagularsi improvviso della ostilità a Mosca in tutto l’Occcidente, forse la stessa rimozione di Bannon, certo la salda presa di potere dei generali sulla Casa Bianca e il suo consiglio di sicurezza, sono la risposta: alla derisione con cui Putin ha risposto a Netanyahu, il 10 marzo scorso, che le accuse israeliane all’Iran erano valide nel V secolo a.C.
Netanyahu era andato a Mosca per chiedere a Putin di staccare i destini della Russia da Teheran. Invece, si era sparsa la voce che Assad avrebbe concesso all’Iran una base navale militare nel Mediterraneo. Netanyahu (in questo caso, lo usiamo come nome collettivo) s’è sentito preso in giro; forse Putin ha sottovalutato il suo potere sulla superpotenza?

Ovviamente non chiedetemi prove, datemi dell’antisemita, ci sono abituato. Me lo suggerisce, per antiche precedenti esperienze, la coralità totale con cui ogni personaggio che abbia qualche carica e poltrona in Usa e in Europa, sta accusando Assad di aver lanciato i gas, di essere un criminale che deve essere solo eliminato: con le stesse parole e la stessa pietrosa, totalitaria adozione della menzogna ufficiale. Me lo dice la repentinità: non solo del voltafaccia di Trump, ma di Bruxelles: nel corso stesso della conferenza europea per stanziare qualche aiuto umanitario (briciole) ai siriani, giù la maschera: niente soccorsi umanitari, Assad gasa i bambini, è un tiranno che ha commesso crimini di guerra. D’accordo con Erdogan, coi giornali sauditi, questi fedeli applicatori dei diritti umani: che vergogna.


Maurizio Molinari e Mario Calabresi, direttori di La Stampa e di Repubblica.

L’immediata, plateale, enorme metamorfosi del discorso pubblico, come a segnale convenuto di direttori di giornali, Calabresi e Molinari, Mentana come Mogherine, Merkeline, Trumpini e Boldrine, l’ho già vista altre volte nella storia; ed ormai so che dietro una tale unisono nella palese menzogna, una tale invincibile di un’impostura visibile ad occhio nudo, è opera di quelli che Israel Shamir ha chiamato, oh quanto giustamente, i Signori del Discorso.

So anche per lunga esperienza che quando i Padroni del Discorso prendono un così evidente, potere, vuol dire che è piombata (di nuovo) su di noi la Dittatura della Menzogna. Riconosco la cappa di piombo.

Ovviamente la storia di Assad che lancia i gas contro il suo popolo è una menzogna. Più esattamente, un false flag.

“Faras Qaram, giornalista della rete Orient TV affiliato al gruppo terroristico Jabhat al-Nusra, aveva annunciato un “attacco chimico” su Qan Shayqun 15 ore prima che accadesse. “Faras Qaram ha scritto nel suo messaggio, pubblicato alle 03:06 di lunedì mattina, prima dell’attacco chimico, che ‘una campagna mediatica prenderà il via domani per coprire l’attacco aereo con gas di cloro sui civili nella campagna di Hama’”. Come faceva Faras a sapere non solo dell’attacco diverse ore prima, ma anche a conoscere il tipo di arma chimica che sarebbe stata utilizzata nell’attacco?”, leggo su Aurora Sito.


Sapeva già tutto prima.

Ma so anche che è inutile mostrare quella prova a Mogherini come ai direttori di giornali e tg: sono lì per quello, per garantire che il Potere della Menzogna sia totale come una cupola di piombo, che nessuna fessura vi si produca, che faccia entrare la minima luce.

Lo so per esperienza, perché l’ho già visto: lorsignori hanno il potere di instaurare il Regno della Menzogna Assoluto. Irrespirabile. Invincibile. Quando l’ho visto? Ma l’avete visto anche voi, perdio! Se eravate adulti quel febbraio 2003:

Colin Powell: “Ecco la prova”

Colin Powell, allora segretario di stato, agitò quel flacone dicendo che c’era dentro l’arma batteriologica di Saddam: “Possiede missili, armi chimiche e biologiche. E’ legato ad Al Qaeda», mentì sapendo di mentire. Nessuno, all’Onu, gli rise in faccia. Tutti lo ascoltavano silenziosi, sgomenti di questa audacia. Tutti, tutti noi giornalisti sapevamo che mentiva, restavamo senza fiato addirittura a vedere l’impudenza. Lo sapeva certo anche il redattore del Corriere della Sera che il giorno dopo scrisse, imperturbabile: “Colin Powell presenta le prove all’Onu «Ecco come Saddam nasconde gli ordigni agli ispettori. Audio e fotografie scattate dal satellite per dimostrare le violazioni”.

Il pezzo è ancora su Internet, se non ci credete leggetelo:

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2003/02_Febbraio/05/powell.shtml

Lo sapeva anche Colin Powell, eppure si rovinò la carriera politica per sostenere il Regime della Menzogna. E fu la guerra, l’Irak fu incenerito, straziato e distrutto, milioni di iracheni sono morti e continuano a morire per questa palese, svergognata menzogna – perché i Padroni del Discorso lo volevano.

Personalmente, lo sapevo già perché conoscevo i dettagli di un altro Totalitarismo della Menzogna: il comunismo sovietico dal 1917 fino alla morte di Stalin, la dittatura giudeo-bolscevica sterminatrice di intere classi. Era impossibile, semplicemente impossibile, far arrivare sui “grandi” media le atroci verità conosciute, le migliaia di esecuzioni della popolizia politica col colpo alla nuca, i laghi di sangue nei sotterranei della Lubianka, il Gulag, la deliberata morte per fame dei cinque-sette milioni di contadini ucraini: la loro “eliminazione come classe” era stata decretata dai Padroni del Discorso, un vecchio odio per i contadini nutrito da secoli nello shtetl si sfogava così’: eppure era impossibile far entrare nel discorso pubblico i crimini più spaventosi, più documentati. I direttori dei “grandi” giornali, soprattutto quelli progressisti e illuminati, sputavano su queste testimonianze e sui testimoni oculari: fascisti, antisemiti, non-persone da tacitare. Solo quando Kruscev denunciò i crimini di Stalin, qualcosa cominciò a passare; ormai i padroni del discorso stavano lasciando la presa sulla Russia, dopo averla spolpata fino all’osso erano attratti dal nuovo sogno messianico, il ritorno ad Israele. Ma non è mai passata la colpa di Ysroel nell’infinito sterminio dei popoli della Russia sotto il loro messianismo collettivista.

Adesso è lo stesso, la replica del già visto. Mi ha avvertito a naso la frase di Paolo Mieli: a giustificazione della strage “islamista” nella metropolitana. “La ragione dell’attentato di San Pietroburgo risiede nelle politiche di Putin basate sullo sterminio”. L’accusa di sterminio è una firma. Ed è anche una rivendicazione.

Il decreto anti-fake è varato a Berlino: decreto di guerra.

Preparatevi, il Regno delle Menzogna viene instaurato con una rapidità stupefacente. Guardate: a Berlino, è stato approvato il decreto “contro l’odio online e le fake news”, che multa fino a 50 milioni di euro chi non cancella dai suoi siti le notizie che il governo ritiene false. Era una misura che si pensava dovesse essere discussa in parlamento, che ci fosse tempo e modo per modificarla, attenuarla un poco; no, è stata imposta come un decreto a vigenza immediata. La tv svizzera (non la nostra) ha specificato che il governo tedesco ha agito su richiesta di una organizzazione chiamata “Jugendschutz”. Lo scopo è, come sempre, salvare la gioventù.

http://www.jugendschutz.net/en/about-jugendschutznet/

Ma nel darne notizia, SKY TG24 ha detto: “Per evitare che avvenga anche da noi quel che è avvenuto negli USA. Le fake news hanno fatto eleggere Trump contro la Clinton”.

Il decreto tedesco – che sarà certo rapidamente applicato in tutta la UE – è un decreto di guerra. Da tempo di guerra, emanato da un potere che si appronta alla guerra – e come si sa, la prima vittima di guerra è la verità.

E’ la guerra perché Netanyahu non vuole Assad in Siria, non vuole i russi, non vuole l’Iran sul Mediterraneo. E la guerra ci sarà.
Se mi chiedete: cosa possiamo fare? Vi rimando a chi già rispose: Aleksandr Solgenicyn: “NON SOSTENERE IN NESSUN CASO CONSAPEVOLMENTE LA MENZOGNA.

“…E chi non avrà avuto neppure il coraggio di difendere la propria anima non ostenti le sue vedute d’avanguardia (..) si dica invece, semplicemente: sono una bestia da soma e un codardo, mi basta stare al caldo a pancia piena. Anche questa via, che pure è la più moderata fra le vie della resistenza, sarà tutt’altro che facile per quegli esseri intorpiditi che noi siamo. Una via non facile? La più facile, però, fra quelle possibili. Una scelta non facile per il corpo, ma l’unica possibile per l’anima”.

“Se ci facciamo vincere dalla paura, smettiamo di lamentarci che qualcuno non ci lascerebbe respirare: siamo noi stessi che non ce lo permettiamo”.

So già, per antica esperienza, che questo appello non sarà ascoltato che da pochi: ormai pochissimi credono ancora di avere un’anima, un’anima il cui onore è da difendere contro il luridume della Menzogna e del suo Impero. E’ già caduto su di noi l’Impero Totale, i nostri vicini ne sono già gli psicopoliziotti, e i Padroni del Discorso ci vogliono in guerra. E quindi, guerra sarà.

Allora, chi ha fede, preghi molto. Preghi per il popolo russo, che ha già troppo sofferto da quella mano spietata, e che oggi è accusato di sterminio. E sapete cosa vuol dire.

Ama la verità; mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi. E se la vita ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento, e tu sopportalo. E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio.” San Giuseppe Moscati

 Maurizio Blondet 6 aprile 2017