Moni Ovadia, Dante e la “Teoria degli Involucri” | Ricognizioni sulle eccellenze al femminile di Genova

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… e cosi, dopo William Shakespeare il buon Moni, insozza anche Dante.

Cavalcando la scia dell’apice della poesia italiana e della funzione sacra del Sommo Poeta, ancora una volta Ovadia, stavolta accompagnato dall’ancella Villoresi – che rivede a proprio piacimento personaggi e storie de La Comedia – compie il capolavoro. Affina la cosiddetta “teoria degli involucri” così cara a certi ambienti. Prende un tema, lo svuota – ma non troppo – dei suoi contenuti e lo riempie con i propri. Bene, dopo aver fattogli, tana!, a Civitavecchia (http://www.aurhelio.it/la-libbra-di-carne-avvelenata-da-moni-ovadia-al-teatro-traiano/) stavolta lo seguiamo sulla scia della … 

La XIII Edizione del Festival dell’Eccellenza al Femminile comincia con una speciale anteprima. Venerdì 17 novembre alle ore 18 presso il Museo Diocesano di Genova

Il Festival dell’Eccellenza al Femminile presenta lo spettacolo novità assoluta

DANTE PER VOCE FEMMINILE – Il Paradiso con MONI OVADIA, PAMELA VILLORESI e con la partecipazione straordinaria di FRANCESCO DE NICOLA, ideazione e regia Consuelo Barilari


L’immagine che non si carica dal sito dello spettacolo …..

Lo spettacolo si apre nel piano dei fondi del Museo Diocesano, di fronte al monumento del Cardinale Luca Fieschi, coevo di Dante, con il canto XXVI dell’Inferno della Divina Commedia, con la figura di Ulisse che ci invita al viaggio. Ulisse grazie alle doti di sapienza e di audacia porta se stesso e i suoi uomini fino alle pendici del Purgatorio, fino a quel luogo dove inizia la scalata verso la salvezza: il Paradiso. Per il nostro viaggio “al femminile” nella Divina Commedia l’impresa di Ulisse non può che essere l’inizio del cammino ed è fortemente simbolica; lui uno degli uomini più audaci e astuti della storia, fallisce e naufraga con tutti i compagni, e non comprende i limiti che sono connaturati alla sua dimensione. Ulisse ci aiuta a capire la contraddizione e il dilemma che sta alla radice della Cultura patriarcale dell’Occidente: le categorie su cui da millenni si fondano i principi dell’uomo inteso come “maschio”, gli strumenti del Potere, della Forza e della Ragione, non servono nel cammino di liberazione e del bene, e nell’avvicinamento alla trascendenza, altri sono le doti necessarie per condurre l’umanità verso la salvezza: verso altri spazi e altri luoghi della Divina Commedia ci conduce Dante con la morale di Ulisse. MONI OVADIA è perfetto nel ruolo di questo Ulisse crepuscolare, uno tra i pochi uomini nella sua immensa forza spirituale capace di generare il dubbio e farne una virtù.

Conclusa questa prima “stazione”, FRANCESCO DE NICOLA aspetta il passaggio del pubblico nel girone superiore: “Francesca da Rimini, Marcia la moglie di Catone, Pia dei Tolomei, Sapia la senese, Rachele, Ghisola Bella….. conoscete queste donne? …Cunizza da Romano, Raab, Beatrice, …andate su!” e indicando le scale per salire al chiostro superiore “là Dante incontra Beatrice, che lo invita a guardarla, lui obbedisce ma resta lì incapace di descrivere così tale bellezza!”.

Si sale tra tanta bellezza, tra le opere della memoria cristiana, vibrazioni di voci come dall’anima, musica al chiostro del primo piano, e salendo nello spazio circolare del chiostro più alto ecco svelato il mistero annunciato dal professore. I personaggi femminili della Divina Commedia sarebbero stati tutti li nelle parole… Francesca, Piccarda, Costanza – le spose bambine, Beatrice, Marcia, Pia, Comizia…le grazie ..gli angeli ..donne anche quelli …versi che spingevano tra le labbra di una donna che li riassume tutti. PAMELA VILLORESI eroina della parola che si unisce con la spirito, ci racconta, attraverso Dante, storie di donne straordinarie, appassionate e coraggiose. Si tratta di un viaggio verso la luce nel tentativo di comprendere il segreto della femminilità. La spiritualità e la forza del cuore che il femminile offre sono la chiave con cui accedere ai codici delle parole e dei versi, ed ai numeri.

La terza fase dello spettacolo sarà di nuovo in discesa al chiostro del piano terra dove incontreremo insieme i protagonisti del viaggio a chiudere lo spettacolo.

Il Chiostro dei Canonici della Cattedrale di San Lorenzo è stato eretto nella seconda metà del XII secolo. Il Chiostro/Museo è quindi non solo il luogo di memoria artistica e storica per quanto riguarda l’arte spirituale, ma diventa in questa occasione una location unica e straordinaria, teatro ideale per uno spettacolo itinerante che si propone di raccontare al femminile, il percorso di conoscenza attraverso l’esperienza e la dimensione spirituale.