Media, canali di comunicazione e Facebook | Per gli strumenti di circolazione della informazione, siamo al giro di vite 3.0

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La scorsa mattina Facebook, ci ha deliziato con un’improvvisa novità. Ha censurato una immagine pubblicata sulla pagina di Aurhelio, perché non rispettosa degli standard della comunità.

È stata rimossa, perché altrimenti sarebbe stata oscurata la pagina e il profilo di chi l’ha inserita, in quanto immagine di nudo. Ebbene, l’immagine che ha girato tutto il mondo, è quella che ritrae una rappresentante della fogna anarchico femminista, in una manifestazione di qualche anno fa, insieme ad un altro depravato mentale, mentre compiono una esibizione “artistica”, mimando atti osceni circondandosi di simboli sacri (crocifissi, statue della Madonna, Rosari, immagini di santi, etc). 

Facebook, ci ha intimato di togliere l’immagine in quanto contenente un nudo. Del fatto che fosse stata utilizzata, per stigmatizzare come certa feccia si comporti, di quale fiancheggiamento di fatto compie Facebook di fronte a tali realtà e come fosse completamente irrispettosa della sensibilità di miliardi di credenti, nemmeno un accenno. 

È vero che sarà una piccola cosa, nel mare magnum della ristrutturazione dei modelli di comunicazione post liberisti ma, è anche vero che, con la scusa dei recenti risultati sulla Brexit, su Trump e su tante altre manifestazioni di consenso non allineate, il Sistema stringe la cinghia. La coincidenza con le uscite grilline sui media – di giurie popolari (facilmente manipolabili) ne abbiamo avuto esperienza qualitative tra rivoluzione francese, comunismi e partigianerie varie – ci pare estremamente significativa. Siamo dunque ad un altro giro di vite?

A quanti di voi in questi giorni, il noto social network chiede di confermare il nome, chiede di invitare i vostri contatti della rubrica ad utilizzare Facebook o messenger? Cosa sta succedendo a whatsapp, sulla privacy e con i continui bug, da quando è stato acquistato dalla società proprietaria di Facebook? Se è pur vero che i media sono in mano agli inserzionisti e che i giornalisti sono una razza, per la quasi totalità, piuttosto servile, a chi giova questo giochetto al massacro? 

Sarà opportuno tenere gli occhi bene aperti, nel 2017, la fase 3.0 della gestione oligarchica della comunicazione, è solo all’inizio.