La Pittura, il Sangue, il Leone – Giuseppe Lallich, dalmata dimenticato | Oggi a Roma alle ore 21.00

Martedì 13 dicembre alle ore 21 presso la sede della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice e del Comitato 10 febbraio – piazza delle Muse 25 – andrà in scena“La Pittura. Il Sangue. Il Leone. GIUSEPPE LALLICH, dalmata dimenticato” di Emanuele Merlino con Mauro Serio


Una storia d’Arte, di Vita, d’Amore.

La pittura, perché è nell’arte che i più grandi riescono ad affermare la bellezza di un tratto, di un’idea, di un sogno, di una rivolta contro una realtà ingiusta come quella che costrinse Lallich, fra troppi, a lasciare la propria casa. Il sangue perché è passione, perché è appartenenza, perché costringe a credere e a lottare per “ciò che la fede duratura, malgrado l’apparenza, spera”. C’è il leone, perché nella storia della Repubblica di Venezia, perché nei leoni con il libro ancora presenti in Istria (dove lo scalpello del nuovo padrone non è arrivato) c’è una verità che, seppur taciuta, ancora vive: 

“in Dalmazia anche le pietre parlano italiano”.

Durante la serata sarà esposto il quadro più famoso di Giuseppe Lallich: “Il bacio della Bandiera”

Ingresso gratuito


“I Dessert delle Muse”, il ciclo di incontri promosso dalla Fondazione Ugo Spirito – Renzo De Felice e dal Comitato 10 Febbraio, propone il teatro all’interno di una istituzione storica: il secondo appuntamento, il prossimo 13 dicembre alle ore 21, infatti, sarà “La Pittura. Il Sangue. Il Leone. Giuseppe Lallich, dalmata dimenticato” monologo di Emanuele Merlino, liberamente ispirato al volume “Giuseppe Lallich, dalla Dalmazia alla Roma di Villa Strohl-Fern” di Carla Isabella Elena Cace, interpretato da Mauro Serio, presso la sede della Fondazione Ugo Spirito – Renzo De Felice e del Comitato 10 Febbraio, in piazza delle Muse 25. 

Giuseppe Lallich è un grande artista dalmata italiano – ignorato dai più e ingiustamente dimenticato – perché i fatti della sua vita si sono drammaticamente intrecciati con quelli della Grande Storia. Fuggito cinquantenne da una terra per lui ostile – perché italiano e irredentista – e nella quale lascia uno studio colmo di opere importantissime, frutto di un percorso artistico che muove dall’Accademia di Venezia per giungere alla Parigi post-impressionista, approda a quel mondo sommerso e fantastico della Roma di Villa Strohl-Fern e del suo cenacolo artistico. Per “scomparire” nuovamente dalla memoria, assieme allo smantellamento della stessa. Questo testo lo riporterà in vita. Perché niente è veramente impossibile.

Il format dei Dessert delle Muse prevede esclusive serate culturali, cui seguirà un ricercato dessert. Il tentativo è quello di ridare vita al novecentesco salotto culturale o caffè artistico, nel quale poter incontrarsi, dibattere con gli autori e godere di arte, teatro, letteratura, storia e – perché no – soddisfare anche il palato. Il tutto, nella nuova sede della Fondazione Ugo Spirito, nel cuore dei Parioli.
Gli ingressi sono gratuiti, con libera offerta per il sostegno delle Istituzioni promotrici. 

Ad ogni incontro seguirà un dessert. 

Per info 

www.fondazionespirito.it 

www.10febbraio.it