La leggenda del matrimonio gay | Santa Marinella si confronta con una fake news e scoppia il putiferio

Con la precisione di un orologio svizzero, a poche ore dalla celebrazione di una sfarzosa unione civile, celebrata in persona da nientepopodimenoche Nichi Vendola, scoppia il caso "matrimonio gay al Castello di Santa Severa".

Con la precisione di un orologio svizzero, a poche ore dalla celebrazione di una sfarzosa unione civile, celebrata in persona da nientepopodimenoche Nichi Vendola, scoppia il caso “matrimonio gay al Castello di Santa Severa”. Il titolo, quasi come quelli sulle orme “der monnezza” dei film con Tomas Milian, inizia a girare sui social e, tra questi, spicca il post del consigliere D’Emilio …

… il titolo e l’articolo di Alessio Vallerga su terzobinario.it, postato su vari gruppi facebook della città, genera la deflagrazione mediatica.

Sulle prime, è una gara a fare gli auguri agli “sposi”, con scoppi d’entusiasmo per il libero amore, arcobaleni, cuoricini, unicorni ma poi, piano piano, in qualcuno si insinua il dubbio.

Non sarà per caso che una unione civile, tra due rampolli piuttosto benestanti, si sta trasformando in una clava mediatica tesa a far deviare la narrazione di un fatto privato – tutto sommato riservato e di poco conto – in qualcosa di diverso?

Non passa qualche ora che inizia il battage propagandistico e il titolo fuorviante, inizia a mandare in un brodo di giuggiole i sostenitori delle coppie gay, delle sedicenti nozze arcobaleno e dei presunti matrimoni omosessuali.

Ad un certo punto, qualcuno solleva il dubbio ma si tratta veramente di un matrimonio, il prete chi è? Nichi Vendola? Ha preso i voti o cosa? Nel giro di un cocktail e di un antipasto servito nel cortile delle barrozze si svela l’inghippo. Nessun matrimonio, in Italia malgrado la vulgata progressista, il matrimonio per la Costituzione è tra un uomo e una donna, per la religione le unioni omosessuali sono condannate. Non parliamo per Dante, altrimenti scoppia il finimondo.

Da brodo di giuggiole, la vicenda prende il sapore di una minestra troppo salata, qualcuno fa domande e le risposte – anziché all’insegna dell’amore universale che sorpassa ogni limite – diventano astiose. Chi pone interrogativi, viene classificato come: medievale, omofobo, senza cervello, retrogrado, ignorante, arretrato (qualche insulto però ce lo siamo anche perso). Il bel clima LGBTHRXUW 🏳️‍🌈 mano a mano che passa il tempo, diventa da caccia al streghe, coloro che difendono la diversità e i diritti delle minoranze, divengono i persecutori feroci di coloro che pongono interrogativi o hanno una idea diversa ma con la infelice condizione di essere in minoranza.

Ormai la verità è venuta a galla, titolo e articolo, sono una fake news a cui gli agit prop del progressisticamente corretto, non solo hanno abboccato ma di cui si sono serviti per rappresentare tutto il loro entusiasmo in … qualcosa che non è mai accaduto.

Non solo, oltre che su DICIAMOLO!, la notizia scamuffa approda anche su NOI CHE AMIAMO SANTA MARINELLA, pagina che – come ci ricorda l’amministratore nel disclaimer iniziale “tratta solo della bellezza del posto (Santa Marinella – Santa Severa).

e invece no, sulla pagina appare la notizia del sedicente matrimonio gay e anche lì parte la ridda di congratulazioni e auguri anche se qualcuno solleva una legittima e rispettosa domanda.

Morale della favola, nel turbillon di commenti, il prode amministratore cancella i post con insulti e per non fare torto a nessuno ma solo alla logica, cancella anche il commento dove si faceva una domanda.

Se ne chiede conto, dopo qualche commento incomprensibile, la sentenza diventa definitiva. I giochi sono fatti, quel che è scritto è scritto è il commento, rimosso per sempre.

Aldilà della evidente iniquità con cui si gestisce la pagina, si cancellano commenti arbitrariamente, allora la domandina che sorge spontanea è: ma se è una pagina che parla solo del luogo, come mai non viene rimosso un post in cui si parla d’altro ma, soprattutto – vista la evidente incongruenza tra ciò che è accaduto è quello che è riportato nel titolo e nell’articolo – perché il post non viene rimosso dall’amministratore?

Domanda retorica, perché la vicenda è del tutto ideologica e per dirla con Gramsci, palesemente politica. Deve vincere l’ideologia omosessualista tanto in voga, tanto cara alle lobby LGBT ed ai padroni del vapore del politicamente corretto.

Chi dissente, viene censurato e l’amministrazione iniqua incassa i consensi della maggioranza.

Un solo appunto sulla vicenda, circa coloro i quali – a chiacchiere – sostengono in privato, certe posizioni. Uscite allo scoperto, combattete, non è più il tempo di rifuggire dal male, oggi è necessario combatterlo, altrimenti dovremo contarvi tra coloro che sono complici con il nemico. A buon intenditor…..