La Divina Commedia tra Sacra Scrittura, Patristica e Scolastica | Luciano Pranzetti giunge al termine della trilogia: Il Paradiso

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È con grande piacere che presentiamo la recensione dell’ultima fatica editoriale del Prof. Pranzetti. Il terzo volume dello straordinario lavoro sulla Commedia, il poema sacro del “Ghibellin Fuggiasco”, dai più conosciuto come l’Alighieri. Il conclusivo studio filologico, conduce il nostro concittadino al PARADISO, la terza cantica della Divina Commedia. 

Come già nei due precedenti lavori (Inferno – Purgatorio), l’autore ha posto in solare evidenza la caratura e la robustezza della fede cattolica caratterizzante Dante, la sua cultura e la sua poesìa. Pranzetti ha identificato, nei versi dei 33 canti di cui si compone la cantica in esame, ricercando con assiduità nel corso di due anni, riferimenti, echi, corrispondenze, richiami contigui a numerosissimi passi della Scrittura Sacra (VT e NT), della dottrina patristica e scolastica. Il lettore potrà avvertire e verificare come la teologìa di San Tommaso d’Aquino – vedi la ‘Summa Theologiae’ e la ‘Summa contra Gentes’ – rappresenti il pilastro portante, la vera pietra angolare (Salmo 117, 22) dell’intero edificio poetico e dell’architettura dogmatica, etica e culturale del poema non mancando frequenti richiami ai Salmi, a Sant’Agostino e ad altri autori. 

Un appassionato e originale lavoro di filologìa e, perché no?, di larga catechesi che la stessa rivista VERITATIS DIACONÌA –Benevento, Anno III, n. 6 (2017), con intervento recensorio del prof. Gianandrea De Antonellis, definisce di straordinaria istanza dottrinaria oltre che apertura di ulteriori scenarî ermeneutici. “Ed infatti – sottolinea l’autore – ho fortemente voluto far risaltare anche lo scopo catechetico, come ho chiaramente scritto nell’Introduzione dove pongo sul banco degli imputati l’odierna cultura cristiana la cui fedeltà alla Tradizione Santa/Cattolica/Apostolica/Romana è venuta meno, sconfessata e mercanteggiata per colpa di una pastorale basata sul ‘dialogo’, meccanismo doloso ed autolesionistico, con il quale la Gerarchìa ecclesiastica, dal Concilio Vaticano II ad oggi, la sta portando, nel segno di una vera e reale apostasìa, sulle posizioni luterane e gnostiche. 

La prova? L’abbandono del tomismo e l’adesione al modernismo della congrega dei varî Balthasar, Rahner, De Chardin, Ratzinger e Bergoglio con evidente e certificata deriva eretica contro cui si è elevata, recentemente, una pubblica ed internazionale protesta”. 

Il volume si presenta elegante e raffinato nella sua veste editoriale la cui copertina segue lo stile e il simbolismo delle due precedenti che l’autore spiega nel capitolo ICONOGRAFÌA, composto di 230 pagine. 

Ad esso dànno lustro e pregio la prefazione del prof. Ferdinando Bianchi –latinista, letterato, saggista, storico – abituale prefatore delle opere di Pranzetti, e la postfazione del dott. Paolo Giardi – saggista, poeta, cultore della classicità – anch’egli presente nei due precedenti lavori . 

Ancora da concordare la data di presentazione ufficiale, che avverrà – finalmente – presso i locali della Biblioteca Civica e di cui sarà dato pubblico e diffuso comunicato.