La Chiesa cattolica e le sue scelte | La Santa Pasqua negli occhi dei fedeli

Siamo entrati nella Settimana Santa, pur se nelle condizioni particolarissime ed estranianti della quarantena, e sorge spontanea una riflessione che più volte, anche tra queste pagine, è sorta da quando l’Italia si è fermata: la Chiesa che ruolo avrà? Come si comporterà?

Da un’iniziale scelta di chiusura totale, poi calibrata dal Papa che ha “scaricato” la responsabilità di tale pesantissima decisione su altri funzionari, si è passati a scegliere di tenere le chiese aperte senza però possibilità di svolgervi pubbliche funzioni. Dunque, in realtà, la Chiesa (quella con la lettera maiuscola) si è chiusa. Proprio nel momento in cui maggiormente i fedeli avrebbero avuto bisogno di una guida e di un conforto, si è scelto di far rientrare i riti religiosi tra le altre attività sociali, di dar loro eguale importanza e significato.

Sappiamo benissimo, invece, quanto i Riti, pur restando le vestigia ultime di un’autorità spirituale che ha perso molta della sua pregnanza, sono forse proprio per questo ancor più importanti e ancor più essenziale è la perpetuazione degli stessi, fosse anche per sola “forma”, fosse anche alla sola presenza del celebrante e di pochi altri. Fosse anche con mascherine, guanti e distanza sociale.

La Pasqua (in pochi forse lo colgono) è il rito fondamentale della religione cattolica, ancor più del Natale, perché è il momento in cui si compie il miracolo della Resurrezione, in cui Cristo si mostra agli uomini come vincitore della morte e Redentore dei peccati. Egli stesso, durante l’ultima cena ci chiede “Fate questo in memoria di me”. Bisogna perpetrare il Rito, bisogna tenerlo vivo con i simboli della gestualità. L’oscurità in cui siamo caduti sarà ancor più fitta se neanche i simboli, neanche i gesti, neanche i riti ci rimarranno più. Che questo, poi, sia voluto e coscientemente organizzato non sta a noi dirlo, anche se qualche idea ce la siamo fatta.

Nota positiva, però, c’è ed è giusto parlarne. Qualche parrocchia e qualche parroco che “batte un colpo” in questo assordante silenzio c’è. Solo qualche esempio. Durante la Domenica delle Palme, a Bibione, il parroco si è attrezzato con un’apetta ed è andato in giro a dare la Benedizione da lassù. Alle proteste delle forze dell’ordine, ha risposto: “Che volete? Io sto facendo il mio lavoro!”.

A Centocelle, un quartiere di Roma, sempre per la Domenica della palme la chiesa di quartiere è rimasta aperta e il parroco ha benedetto le palme di decine di persone in fila, tutte rigorosamente minute di guanti e mascherine e rispettanti le misure di distanza. Questi coraggiosi (chiamiamoli così perché in tempi anormali, chi si comporta in modo normale è essenzialmente coraggioso) hanno subito pressione dalle forze dell’ordine per rientrare a casa e, ancor peggio, insulti e minacce dai vicini che, affacciatisi dal balcone, volevano costringerli a ritirarsi. La verità si conquista restando in piedi.

A Catania, il vescovo e gli altri monsignori della Cattedrale di Sant’Agata, si sono attrezzati con la tecnologia a loro particolarmente estranea e hanno chiamato a raccolta i fedeli perché si iscrivessero al neonato canale youtube della Cattedrale, in modo da trasmettere tutti i riti della Settimana Santa in diretta streaming.

Insomma, se si vuole, si può. Staremo a vedere chi vorrà.

“Finchè sopravviverà un’autorità spirituale regolarmente costituita, foss’anche misconosciuta da quasi tutti, compresi i suoi stessi rappresentanti, foss’anche ridotta all’ombra di se stessa, tale autorità avrà sempre la parte migliore, né questa potrà esserle mai tolta poiché in essa vi è qualcosa di più elevato delle mere possibilità umane: per quanto indebolita o assopita, essa incarna ancora la sola cosa necessaria, l’unica che non sia transeunte”. Renè Guénon

Aura Dei Platani