La capra sotto la panca | Idiozie e malafede, intorno alla “Festa del Sacrificio” – Enrico Galoppini FB

Ci troviamo spesso a dover commentare o a riportare notizie che riguardano aspetti della religiosità, sotto l’attacco di ambienti iper modernisti e, per certi versi, totalmente inadeguati a porre giudizi e considerazioni in merito. Il caso in questione, riguarda in particolare la festa, sì islamica, ma le cui modalità e corrispondenze si ritrovano nel cristianesimo e nell’ebraismo. Bene, le considerazioni qui espresse non si rivolgono dunque a coloro che per natura sono i nostri nemici giurati e dichiarati – materialisti, atei, progressisti, finto ambientalisti e sinistrati vari – ma proprio a coloro che si sentono a noi più prossimi. Un invito alla riflessione, per segnalare che coloro che attaccano gli aspetti di una religione, lo fanno per attaccare LA RELIGIOSITÀ E OGNI RELIGIONE. Quindi uno spunto di lettura, per non trovarsi al fianco di radicali, massoni, comunisti e senza Dio….

HANNO SALVATO UN CAPRETTO: LA CIVILTÀ È SALVA!

Gira in queste ore la foto di un capretto che sarebbe scampato dal suo destino di vittima sacrificale della festa islamica che conclude i riti del Pellegrinaggio a Mecca. La ripubblicano, raggianti,  animalisti, vegetariani, vegani, ma anche coloro che, pur sensibili al fascino di una “fiorentina” o di una cotoletta alla milanese, sono felici di veder assestato un duro colpo alla “barbarie” islamica.

Perché è di questo che si tratta: individuare l’ennesimo pretesto specioso per attaccare l’Islam e i musulmani in quanto “selvaggi” ancora convinti che “l’agnello pasquale” (di questo, in buona sostanza, stiamo parlando) debba essere sacrificato dal capofamiglia in persona. Ovvove! Con l’erre moscia stavolta appannaggio non solo dei radical chic. Se c’è da dare addosso all’Islam l’erre moscia fa figo sempre e comunque!

Faccio notare che l’uccisione rituale dell’animale la cui carne è “lecita” avviene islamicamente secondo modalità praticamente identiche a quelle seguite dagli ebrei, che nessuno ovviamente si azzarda a criticare da un punto vista culturale e religioso.

Detto questo, fatte salve le critiche di animalisti e vegetariani che colpiscono tutte le religioni indistintamente (come quelle degli atei agnostici e razionalisti!), che possiamo dire, al nostro ministro dell’Interno (del quale NON sono un detrattore per partito preso) e a tutti quelli che credono di aver trovato un nuovo Duce?

Per prima cosa che Mussolini nutriva un grande rispetto per l’Islam, se non proprio ammirazione, sin dai tempi dei suoi incontri con Leda Rafanelli. E che il Fascismo non si è mai sognato di ridicolizzare la pratica religiosa islamica, se non altro perché l’Italia aveva colonie in Paesi musulmani e fedeli ascari libici, somali ed eritrei di fede islamica.

Poi, che un tantino di studio in più non guasterebbe. Si potrebbe scoprire, infatti, che se al Natale cristiano corrisponde nell’Islam la Notte della Determinazione (correntemente tradotta come “Notte del Destino”), la Pasqua trova un corrispettivo nel Pellegrinaggio, simbolo del ritorno all’Origine e di rigenerazione a nuova vita. Son cose troppo lunghe per essere spiegate qui nello spazio di un post, ma spero che i miei venti lettori mi crederanno sulla fiducia. Lettori ai quali, sperando possa annoverarsi qualche amico del ministro, sono disposto a fornire ulteriori ragguagli.

Quanto alla questione dalla quale ho preso lo spunto per questa riflessione, non ci sono parole per descrivere quanto sia miserabile la critica di uno che uccide di sua mano l’animale che mangerà per la festa (offrendo un terzo della sua carne ai poveri) proveniente da chi non considera diversa possibilità da quella di andare dal macellaio o al supermercato.

Il primo è, a tutti gli effetti, una vittima sacrificale, onorata al massimo grado e rispettata il più possibile, sulla quale al momento dello sgozzamento viene invocato il nome d’Iddio affinché sia chiaro che non lo si sta uccidendo inconsapevolmente. Il secondo è solo un cadavere, ucciso secondo logiche industriali senza alcuna dignità.

Del primo, oltretutto, dev’esser fatto defluire tutto il sangue, elemento a tutti gli effetti “misterioso” che non è buona cosa ingerire per non caricarsene gli effetti più problematici. Il consumo di carne, inoltre, secondo la tradizione islamica, è consigliato con una frequenza di circa una volta al mese, il che pone i musulmani (perlomeno in via di principio) in posizione più equilibrata rispetto a chi vive nel mito della “fettina tutti i giorni” o dell’hamburger maxi in stile “oversized  man”.

E adesso si dia il via alle polemiche, ma occhio: il primo che passa agli insulti lo banno.

Enrico Galoppini – Pagina Facebook