L’ Ausiliaria Gina Romeo è passata oltre!

  
La Delegazione del Lazio del Raggruppamento Combattenti e Reduci R.S.I – Continuità Ideale, esprime il più vivo cordoglio per la scomparsa di una donna straordinaria: Gina Romeo. Fulgido esempio di eroismo, onore e bellezza spirituale, Gina ci consegna una eredità pesante. Renderle onore sarà possibile in un solo modo, continuare a combattere come lei ha sempre fatto con umiltà. Lei vive, Lei Combatte, con noi!

2 giugno 2008, via dei fori imperiali, su camionette sfilano i labari delle Ass. d’arma. Ritta, lo sguardo sicuro e lontano, il basco del saf buttato indietro, le maniche della camicia nera arrotolate sopra i gomiti. Come un vero soldato, un combattente, l’ausiliaria Gina Romeo regge l’asta con il vessillo color amaranto dei “volontari di guerra”. È la sua rivincita, il riscatto, la sfida, dopo quell’8 settembre del ’43 quando i più gettavano l’uniforme, il re e badoglio si davano alla fuga, i generali felloni s’imboscavano, le navi da guerra umiliate venivano consegnate agli inglesi nell’isola di malta, in lei, in decine e decine di migliaia di giovani, l’esortazione: ‘etiamsi omnes, ego non!’.Gina Romeo, classe 1926, nata il 20 aprile , lo stesso giorno del genetliaco del Fuhrer, di cui si faceva garbato vanto con sorriso ironico e compreso. Fra le primissime inquadrate nel saf, primo corso “avanguardia”, noventa vicentina, assegnata alla g.n.r., le uniche che si imposero e imposero di portare la camicia nera.

Poi il 25 aprile, la cattura ad un blocco partigiano, denudata rapata stuprata, impedita di tornare al paese d’origine. Roma, rifugio degli esuli in patria, la fame, la notte sotto i ponti. Mai un tentennamento, un moto d’incertezza, fiera e consapevole della scelta compiuta, l’incontro con il generale Arconovaldo Bonaccorsi, squadrista, liberatore di Malaga dai rossi durante la guerra civile di spagna, agli ordini del duca d’aosta, vicerè in africa orientale, prigioniero in kenia. Se la prende come segretaria nel suo studio. Confidava d’aver amato il generale più dello stesso Duce, gli incontri con il maresciallo rodolfo graziani e sua eccellenza pisenti, già ministro di grazia e giustizia nella rsi, e sempre umile, fedele, convinta d’aver fatto semplicemente il proprio dovere.

Oggi noi siamo più soli, privi della sua compagnia; oggi siamo più poveri, privi della sua testimonianza. eppure ci ha lasciato l’eredità di quel tempo eroico, scegliere per non essere scelti, la speranza d’essere noi stessi capaci di possedere un animo grande. Grazie, Gina.

(Mario Michele Merlino)