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“Il mondo tradizionale conobbe questi due grandi poli dell’eistenza e le vie che dall’uno conducono all’altro. Oltre il modo, nella totalità delle sue forme sia visibili che sotterranee, sia umane che subumane, demoniche, conobbe dunque un “sovramondo” – l’uno la “caduta” dell’altro e l’uno “liberazione” dell’altro. Conobbe la spiritualità come ciò che stà al di là della vita e della morte. Conobbe che l’esistenza esterna,  il “vivere” è nulla, se non è una approssimazione verso il sovramondo, verso il “più che vivere”, se il suo più alto fine non è la partecipazione ad esso e una liberazione del vincolo umano. Conobbe che falsa è ogni auorità, ingiusta e violenta ogni legge, vana e caduca ogni istituzine, qundo non siano autorità, leggi e istituzioni odinate al principio superiore dell’Essere – dall’alto e verso l’alto.”

Julius Evola 11/06/1974 – 11/06/2015