Ipersessualizzazione e sdoganamento della pedofilia | La necessità di estendere la lotta, oltre il solo dominio della politica

Contro la deriva antropologica

Possiamo ancora opporci all’indottrinamento dei bambini, allo scopo di imporre loro i modelli culturali dell’ideologia imperante, come l’ipersessualizzazione precoce e il pansessualismo?
Potremo anche in futuro sostenere che i bambini hanno diritto a essere lasciati in pace vivere la propria infanzia?
A che serve e a chi serve la loro precoce sessualizzazione!?

La brutalità di un sistema come il nostro sta nel fatto che un modello culturale e ideologico viene imposto alla società, sfruttando forme subdole di manipolazione, ormai dirette in massima parte verso i bambini e adolescenti e studiati per far presa su adulti, ormai resi fragili, senza difesa e spirito critico.
Le tecniche sono conosciute: la rana bollita e la cosiddetta finestra di Overton, basate su meccanismi psicologici che consentono di far accettare all’opinione pubblica qualsiasi cosa, anche se profondamente contraria alla natura umana o impopolare, purché fatto in maniera graduale e con l’impiego della cosiddetta ingegneria sociale.
Quando questo non funziona, non regge, allora si FANNO LEGGI SPECIALI, come quella Zan in Italia, in modo di ammutolire la critica, con pretesti falsi.
Netflix è una piattaforma all’avanguardia nel favorire questi processi, tra cui il più importante per la cultura di oggi è l’ipersessualizzazione di bambini e ragazzini (vedi ad esempio il fenomeno dei drag queen bambini).
L’ideologia deve essere imposta il più presto possibile, prima che l’individuo possa sviluppare un forte senso critico e avversarla. Entra così a far parte di una educazione dogmatica che egli difficilmente in futuro metterà in discussione.
Il recente film Cuties, film dichiarato di formazione, diffuso presto da colosso Netflix rientra in questa logica, dove l’ipersessualizzazione dei bambini e probabilmente la pedofilia devono essere assolutamente sdoganate.

Di che tratta Cuties.
Sono un gruppo di ragazzine di 11 anni, vestite da show girl, che ballano per il piacere degli adulti.

“Amy ne ha undici e vuole appartenere a un gruppo di ragazze della sua età che ballano sensualmente, quindi inizia ad esplorare la femminilità e sfidare la sua famiglia religiosa ” è scritto nella descrizione fornita dalla Netfix.

Ecco, gli ingredienti ci sono tutti e quelli giusti per far presa e centrale gli obiettivi, come colpire la famiglia e i genitori, visti come nemici dell’individuo, che nella società aspira ad avere una libertà illimitata, ma in realtà solo funzionale alle esigenze del potere.
Individuo che in realtà, come nel Nuovo Mondo di Aldous Huxley, si ritrova schiavo e deve accontentarsi di poche cose nella vita, il sesso e la droga, rinunciando alla ricchezza di una vita piena, affettiva e psichicamente ricca e vivace, in cui l’amore vero, compreso quello familiare e dei genitori è parte fondamentale

Tratto dalla pagina Facebook: Contro la deriva antropologica