Il Purgatorio | Presentato il secondo saggio dantiano del Prof. Luciano Pranzetti

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Domenica 11 u. s., presso la sala interna della pizzerìa “La Stella” a Santa Marinella, si è svolta la presentazione del secondo saggio dantiano del prof. Luciano Pranzetti riferito alla cantica del Purgatorio.

Esso fa parte della trilogìa che si esaurirà con il completamento dell’ultima tappa del viaggio dell’Alighieri, il Paradiso. In questo piano di studio l’autore ha posto come tema centrale la corrispondenza del pensiero dantiano con la dottrina biblica, patristica e scolastica che, come qualsiasi lettore di medio livello, può osservare essere innervata, incarnata, diremmo, nella poesìa del “sacrato poema” sino a costituirne l’unità ispirativa e compositiva. 

Davanti a un numeroso ed attento pubblico, i due relatori, il prof. Ferdinando Bianchi e il dottor Paolo Giardi hanno, nelle rispettive competenze, illustrato il significato profondo di tale lavoro, il primo (latinista, storico, dantista), dispiegando le coordinate storico-filosofiche della cantica e il prodotto esegetico uscito dall’impegno e dall’impresa del prof. Pranzetti, con una ricognizione superbamente coerente e di gran pregio, mentre il secondo (medico psichiatra, poeta e cultore di classicità)ha inquadrato un tema particolare, specifico della zona purgatoriale e, cioè, “l’amore/misericordia. Dall’insieme dei due interventi, annodati e coniugati da quello ultimo dell’autore, s’è delineato uno scenario dove al pubblico parevano contrapporsi due umanità, quella della civiltà medievale forte, fiera, eroica, guerriera, contemplativa, attesa alle cose concrete ma con lo sguardo alle realtà ultime, e quella nostra attuale che, ebbra di risorse e di comodità, sempre più scivola nel relativismo esistenziale e nel godimento sterile di un vivere alla giornata, privo di mète e di valori, incapace di librarsi sulla “sfera che più alta gira”. 

La presenza di molti giovani faceva, per felice avventura, da contrappeso a questa visione dacché è vero che, alle grandi crisi sociali, politiche, culturali, economiche si risponde con volontà di potenza e di ripresa, secondo quanto saggiamente scrive la nostra maggior Musa “Com’ poco verde in su la cima dura / se non è giunta dall’etati grosse!” (Purg. XI, 92-93).