I nostri maestri|Léon Degrelle: La carne che inizia [ parte seconda ]

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Esse sanno che quest’anima-fiore, dischiusasi nella notte, sarà domani freschezza, innocenza, se il loro cuore che lo ammanta come il cielo notturno è pieno della dolcezza e della pace delle notti in cui tutto è soltanto stelle e silenzio.

In mezzo al mondo rumorose esse portano questa notte di luce. I loro occhi sognanti contemplano quei vasti paesaggi lunari in cui un mondo da loro sole conosciuto dorme possente e immenso. Esse rimirano queste montagne azzurre, queste acque nere e liscie, questo incanto del cielo trapunto di fuochi incastonati – come pietre inaccessibili – nell’ambra nera delle sere. Nel loro incedere sotto queste trasparenze notturne, il cuore è triste, ma il passo sicuro. Nessun altro viene avanti. L’universo è distratto. Esse soltanto vegliano. Esse soltanto hanno gli occhi della carne. Avanzano, col corpo pesante, l’anima tesa, elevata, come aspirata dalla grandezza delle notti segrete.

Questi mesi in cui la carne fiorisce costituiscono la loro primavera esclusiva, quando le ombre e i profumi, i colori e le luci colgono solo il loro grande amore, teso a braccia aperte alla vita come un giardino del cuore.

Léon Degrelle, Militia