Fumi in porto, alla Commissione Ambiente il primo rapporto sui controlli della Capitaneria di Porto

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Dopo l’emergenza dell’arsenico nell’acqua che si protrae da ormai quasi 2 anni, ora le autorità locali hanno scoperto che anche le navi che attraccano nel porto mantenendo i motori accesi hanno il loro potenziale cancerogeno per la salute dei cittadini. Peccato che bastasse elettrificare le banchine. Ora che l’hanno scoperto vediamo quanto ci vuole per procedere con i lavori. 

CIVITAVECCHIA – “La Commissione Consiliare Ambiente ha ricevuto in questi giorni il primo report sulle attività di controllo operate dalla Capitaneria di Porto all’interno del Porto”. Ne dà notizia il Presidente dell’organismo comunale Fulvio Floccari. “Le attività di controllo proseguono serrate, con una media di più di due natanti sottoposti a verifica ogni giorno e con numerosi campionamenti di carburante, avviate a verifiche di laboratorio circa il contenuto di zolfo. Rinnovo il mio ringraziamento al Comandante Tarzia per l’ennesima prova di trasparenza e collaborazione che ancora una volta ha dato all’Amministrazione Comunale e per la cura con la quale tutela la salute dei nostri concittadini. Abbiamo in questi giorni incontrato il Presidente dell’Autorità Portuale Pasqualino Monti, – prosegue – rinnovandogli la richiesta di rinnovare il parco mezzi di terra in esercizio all’interno del terminal, favorendone la conversione con mezzi più moderni ed a basso impatto ambientale. Con il Presidente e con l’Ingegner Bugio abbiamo poi studiato le soluzioni in cantiere per garantire l’elettrificazione di tutte le banchine in fase di realizzazione e di una delle invasature dedicate ai ferry boat. All’Autorità Portuale abbiamo rinnovato la richiesta di incentivare l’utilizzo, da parte dei natanti che manovrano all’interno del porto, di diesel a bassissimo tenore di zolfo, – conclude il pentastellato Floccari – onde minimizzare l’impatto sulla qualità dell’aria da parte del traffico marittimo. Siamo interessati a sentire le vostre opinioni in merito: scriveteci a [email protected]”.