FU TURISMO 2015 | Santa Marinella – L’anno dello sgomento supremo

Di cultura nemmeno l’ombra, sempre che ancora se ne riconosca il significato

Ci saremmo voluti esimere, come ogni anno, dal ruolo di detrattori circa la gestione delle politiche sul turismo a Santa Marinella ma, con coriacea volontà, il Relegato al Turismo Consigliere Marcozzi, non intende lasciarci sereni. Dobbiamo scriverne.

Aldilà del record del ritardo per la presentazione del cartellone estivo, anche i contenuti dello stesso – rispetto a quanto proposto dai comuni del comprensorio – sono di anno in anno peggiorati. Non per colpa di chi li organizza – grosso il merito dei tanti volontari di gruppi ed associazioni del territorio – infatti l’amministrazione non c’entra proprio nulla, fa solo l’elenco e mette qua e là qualche finanziamento. Stesso vale, per tutti quegli eventi significativi come il Surf Expo, il Festival del Cinema o la rassegna internazionale di Beach Soccer che, di fatto, godono di una autonomia gestionale che li rende immuni dalle tipiche disarticolazioni paesane. Al contrario, le tanto decantate Notti Rosa e Notti sotto le Stelle con i loro festival dell’effimero, risentono inevitabilmente di quell’aria “alla volemose bene” che fa tanta partecipazione e sentimento popolare.

Avremmo voluto scrivere di come un tavolo permanente sul turismo, un calendario esteso a Giugno e Settembre, un coinvolgimento dei Delegati all”incoming turistico nella Perla”, al Commercio, al Turismo Rurale e alle Sagre ci avesse sbalordito. Invece no, almeno in questa vita non ci è concesso. In un Comune dove per la sua posizione strategica e con tutte le prerogative eccezionali che ha, basterebbe solo tenere pulite strade, fornire un servizio di bus navetta per i turisti, spiagge assistite e curati i giardini, dobbiamo anche vergognarci dei manifesti degli eventi e delle politiche di comunicazione del Relegato al Turismo (pubblicizzare le locandine sui gruppi di Facebook, dire due parole agli eventi, qualche articoletto sui media locali). Mentre tutta Italia a fronte dell’EXPO di Milano e il prossimo Giubileo, sì è mobilitata – vedi Tolfa che, tra l’altro ci aveva pure invitato a partecipare con almeno uno sgabello – per presentare le proprie prerogative in questi giorni abbiamo saputo che Santa Marinella è all’EXPO con la BROSCIUR.

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Non potevano non cercarla, studiarla e farcene una idea. Speravamo nel miracolo e c’è stato, fa ancora più ridere di quello che potevamo immaginare.  In tutta la brochure, Santa Marinella viene citata tre volte, una volta per le bellezze del posto: Castello Odescalchi, Villa di Ulpiano, Macchiatonda. Del Castello di Santa Severa c’è la foto, di Castrum Novum e del Santuario di Pyrgi nemmeno l’ombra, solo per citare le cose più importanti. Per gli eventi c’è il Surf Expo, ma come? I Rioni, il Patrono, tutto il resto?

 

Per ultimo e a grande richiesta i famosi piatti tipici di Santa Marinella: gli spaghetti cozze e pecorino il polpo alla Luciana. Forse sono i piatti che mangia il Relegato al suo Ristorante di fiducia. Insomma, nell’anno dell’EXPO e in quello prima del Giubileo, questo è il prodotto del consorzio dei Comuni dell’Etruria Meridionale. Chapeau. Sarà per questo che ogni anno d’estate a Santa Marinella c’è una Sagra nuova. Una volta quella delle Castagne, un’altra quella della Bruschetta e degli arrosticini “abruzzesi”, un’altra quella fritto di pesce. Sarebbe bello che il Relegato al Turismo e magari il Delegato alle Sagre spiegasse ai tanti volenterosi che una Sagra è tale perché propone un piatto tipico ..MA PER DAVVERO! Noi siamo ignoranti e ci ricordiamo solo delle frittelle di San Giuseppe, magari in qualche azienda agricola o di allevamento a Santa Marinella, chiedendo si potrebbe anche venire a conoscenza di qualche cosa di autenticamente locale. Non ci dilunghiamo oltre perché lo facciamo da anni. Santa Marinella e Santa Severa hanno centinaia di siti, storie, prerogative, paesaggi, cibi e pietanze di eccellenza. Hanno storia, dignità, sedimento culturale, hanno monumenti abbandonati, abbiamo i nostri caduti disonorati dal degrado, ci fermiamo qui. Siamo dunque alla disfatta totale, nonostante ancora si manifesti qualche isola di resistenza cultural-musicale, qualche eremita presentatore di libri, qualche tentativo eterodiretto di suscitare curiosità e bellezza, il campo di battaglia è un deserto.

Possiamo solo concludere con una bella frase di Tolkien (Il Signore degli Anelli – Il Ritorno del Re)  che ci richiama al nostro dovere in vista di tempi mnigliori. “Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo, il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo.” 

Giù il sipario.