Firenze: ecco il “SessoDay !” per spiegare la “Buona Scuola” della Giannini | Osservatorio Gender

Il prossimo 22 settembre, a Firenze, presso la Sala Gigli del Consiglio Regionale della Toscana, dalle ore 16:30 alle 19, si terrà il “SessoDay !” – “Educazione sessuale nelle scuole, oltre gli stereotipi”, un’evento organizzato e promosso dal gruppo “Sì Toscana a Sinistra“, finalizzato a spiegare le ragioni della “bontà” e dell’urgenza di avviare i corsi di educazione sessuale nelle scuole italiane.
“FRONTE DEL GENDER” 

Il “SessoDay“, coordinato da Paolo Sarti pediatra e consigliere regionale di “Sì Toscana a Sinistra“, prevede la partecipazione di diversi personaggi, uniti dal loro attivismo a favore della promozione dell’”agenda gender”: Patricia Bettini, referente dei “Centri Consulenza Giovani AS-Firenze“, Giorgia Massai e Mirco Zanaboni attivista LGBTI del “Coordinamento contro la violenza di genere e il sessismo“, Giulia Borgioli, Helena Gómez de León ed Elisa Sensi di “Medici per i Diritti Umani” – “Progetto maschio per obbligo”, Stefania La Rosa Bruno dell’associazione “Consultori in piazza – Unite in rete“.

IL VOLANTINO

Per comprendere il “tenore” dell’iniziativa è sufficiente dare uno sguardo al volantino promozionale, con tanto di logo della Regione Toscana, dove sono riportate alcune irripetibili domande dei ragazzi frutto della fantasia perversa degli organizzatori piuttosto che della realtà.

Per comprendere il “tenore” dell’iniziativa è sufficiente dare uno sguardo al volantino promozionale, con tanto di logo della Regione Toscana, dove sono riportate alcune irripetibili domande dei ragazzi frutto della fantasia perversa degli organizzatori piuttosto che della realtà. 

LA “BUONA SCUOLA” DELLA GIANNINI

Ecco dunque la “buona scuola” che la ministra dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha intenzione di proporre ai nostri figli come ha affermato, intervenendo recentemente all’evento dal titolo «Perché la scuola non parla d’amore», nell’ambito della manifestazione milanese “il Tempo delle donne“.

La Giannini, dopo aver parlato l’anno scorso del “gender” come di una inesistente “truffa culturale”, ha infatti ora ammesso chiaro e tondo che «entro la prima metà di ottobre» verranno presentate le linee-guida dei corsi di educazione sentimentale e all’affettività nelle scuole italiane per allineare il nostro paese ai dettami provenienti dalla Convenzione di Istanbul e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità

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«Non sarà un insieme di regole e prescrizioni – ha precisato il ministro – ma un’onesta e utile rassegna di come questi temi debbano entrare nelle classi». Non «un’ora di…», ma le scuole, in totale autonomia, potranno scegliere le attività più adatte per dare corpo al progetto. «Cultura del rispetto, consapevolezza di sé: finalmente anche a scuola si potrà parlare di questi argomenti, avendo un rapporto aperto con insegnanti preparati a farlo», ha spiegato Giannini. Le risorse ci sono: «Abbiamo per la formazione degli insegnanti 40 milioni all’anno: un segmento sarà dedicato anche all’educazione all’affettività, insieme al digitale, alle competenze linguistiche e tutto il resto».

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LA NEOLINGUA

“Educazione all’affettività”, “cultura del rispetto”, “consapevolezza di sé”, tutti noti ed abusati vocaboli appartenenti alla neolingua gender, creati ad hoc per far avanzare subdolamente le istanze programmatiche degli ideologi LGBT+.

La verità è che tali corsi, dietro le ambigue, e all’apparenza condivisibili, se non lodevoli, parole, promuovono la “normalizzazione” di ogni istinto o tendenza sessuale al motto di “sei come sei”. Eterosessuale, omosessuale, bisessuale o pansessuale fà lo stesso, l’importante è avere consapevolezza di sè e rispettare le scelte del prossimo qualsiasi esse siano…fino ad arrivare all’ “uomo cane”!

DOPO IL DANNO, LA BEFFA

E dopo il danno, come se non bastasse, ci sta anche la beffa. Chi non si attiene a tale diktat ed, appellandosi alla ragione e alla natura, osa dissentire, viene immediamente bollato come intollerante e bigotto “omofobo”, un disadattato sociale da emarginare e curare.

Rodolfo De Mattei

Fonte: https://www.osservatoriogender.it/firenze-sessoday-spiegare-la-buona-scuola-della-giannini/