Elezioni politiche e regionali a Santa Marinella | La grande fuga dalla ribalta di ex consiglieri e ex amministratori

Come ad ogni scadenza elettorale, un fenomeno che contraddistingue – nella stragrande maggioranza- la pessima classe politico-amministrativa santamarinellese è la scomparsa. Quasi a dover evocare uno speciale di “chi l’ha visto?”, il fenomeno attraversa il centro, la destra e la sinistra. Un aspetto però, certamente più significativo di altri, è quello dei consiglieri, degli assessori e dei delegati della maggioranza che sosteneva il Sindaco Bacheca. 

Quest’ultimo, schierato con Pirozzi – la cui partenza solitaria ha di fatto pregiudicato qualsiasi velleità di conquista della Regione da parte del centrodestra – si ritrova, salvo alcune eccezioni, praticamente da solo. Gli altri, probabilmente sparpagliati nelle varie cordate sotto coperta, hanno in vista la scadenza delle votazioni, come se fossero dei mercanti al momento di pesare la mercanzia. I centristi stanno lì, da venticinque anni, non fanno una piega, tanto lo sanno che basta scegliere il carro migliore, tre giorni prima della presentazione delle liste al Comune. Guardateli, osservateli: non si sentono, non compaiono sui giornali, non rilasciano dichiarazioni, non replicano, hanno però sempre un posto in maggioranza, di centrodestra o centrosinistra che sia, sono la gramigna, trovano sempre un terreno ove attecchire, ininterrottamente dalla crisi della prima repubblica. 

Non è un caso che tutti i discorsi relativi alle possibili alleanze, in vista del voto comunale, siano stati rimandati al 6 marzo. Per due motivi, per i più meschini – quelli che non hanno previsto di farsi pesare con un candidato regionale – per presentarsi al tavolo delle trattative, partendo dalla dote portata in consiglio comunale nel 2015; quelli più radicati e che hanno acquisito potere in questi cinque anni, sbattendo sul tavolo i voti raccolti per i candidati regionali. Interessante sarà vedere quale scelta garantirà le migliori basi di partenza. 

Al di fuori della maggioranza però, c’è un gran movimento. Oltre ai neo vergini che hanno banchettato con il centro destra negli ultimi 10 anni e che sei mesi prima della scadenza naturale della consiliatura hanno virilmente preso le distanze da essa, sono riemersi vecchi tromboni e i soliti principianti allo sbaraglio. I primi, allo stile di Zio Pietro, quando suonano la campanella si ritrovano la truppa allineata e pace, i secondi verranno sacrificati sull’altare delle illusioni elettorali e – nella migliore delle ipotesi – si rivedranno tra cinque anni o riprenderanno gli hobby – nobili o meno – finora coltivati.

Ovviamente la sinistra, con la discesa in campo del paladino baffuto, non ha avuto meglio da fare che spappolarsi in quattro fazioni, un capolavoro che va avanti dalla disintegrazione del PCI. In effetti gli va riconosciuta una certa coerenza, aldilà del fatto che, praticamente, alle prossime elezioni faranno da tappezzeria al quadro “politico” santamarinellese. Probabilmente il clima messicano non si addice alle rigorose regole del marxismo alla crema di scampi in salsa tirrenica. 

Poi ci sono quei cinque infami dei cinque stelle che, tra una invenzione e un’altra, sono convinti che stavolta andranno al governo della cittadina. Gente non in grado di governare nemmeno se stessa, con un gruppo al cui interno – senza nemmeno una tavola imbandita – si trovano bande rissose e litigiose. Le fazioni son normate dai “purissimi” della prima ora e dai conversos che a quaranta-cinquantanni, si presentano come le “vergini dai candidi manti”. Un grado di ridicolaggine tale che, ci auguriamo, il risultato elettorale, possa definitivamente seppellire.

Ci sono anche le note dolenti, se così possiamo dire, quelle relative al patrimonio e all’eredità storica della destra radicale che – a Santa Marinella – continua a subire travasamenti dalle formazioni della destra di sistema. Il dato incontrovertibile è quello che, salvo le pregevoli eccezioni – prima in continuità con il movimento sociale italiano e poi con l’aggregato di forze costituitesi tra il 2008 e il 2016 – a Santa Marinella non si è mai riusciti a sedimentare un nucleo permanente di destra radicale. Un pungolo di riferimento che potesse fornire uno stimolo etico alla destra istituzionale e di seguito rappresentare un saldo baricentro per coloro che ancora hanno fede in una dottrina irriducibile a qualsiasi compromesso. Ancora non ci è dato scorgere all’orizzonte possibili scenari, come sempre però confidiamo nella ineffabile volontà divina. 

Riguardo ai ciarlatani, faccendieri e miserabili straccioni che si improvvisano politici o vanno mendicando e promettendo serie infinite di possibilità in caso di elezione, stendiamo un velo pietoso. Gente che – scoperto Facebook – scrive di valori, politica, soluzioni amministrative e di etica con le narici sudicie e curricula da far impallidire venditori di orologi falsi di Scampia, in una società normale starebbe già in un campo di rieducazione ma, tempo al tempo, la ruota non gira sempre in solo verso, “ne abbiamo attraversare di tempeste” ….