Democrazia alla civitavecchiese

I Partiti sviliti! Questa è l’ultima parola d’ordine che arriva dal mondo politico civitavecchiese, sempre meno pudico nel mostrare le sue vergogne: pochezza politica, esclusivo amore per la poltrona laddove essa porta stipendio, liti da osteria per avere la possibilità di sedere ad un posto di comando sotto al quale passano progetti e, guarda caso, quattrini.

I partiti dice che sono stati sviliti e allora ecco addirittura nascere, in fretta e furia, il Pdl. Sarà per piazzare qualcuno, possibilmente di corsa o fors’anche con calma, magari un po’ prima di Natale, a qualche assessorato? Sarà, sarà!
I partiti sviliti! E che si può svilire uno dei qualsiasi partiti esistenti, soprattutto a Civitavecchia e alla luce di come a Civitavecchia sono rappresentati? Poniamo ancora più direttamente la domanda: si può svilire un partito che si è già abbondantemente svilito da solo?
Il problema è uno solo: comandano i singoli, sindaco in testa, e lo fanno da singoli. Il fatto che talvolta i singoli si coalizzano in associazioni temporanee d’impresa non li autorizza a dire che tali comitati siano partiti. E’ un’antica tradizione della democrazia, che a Civitavecchia ha sempre saputo dare il meglio di sé. Chi ha più di 45 anni ricorderà che qui prese piede una delle prime giunte Dc-Pci, in tempi in cui Peppone e Don Camillo non erano curiose macchiette di un tempo che fu, ma caricature di forze ben presenti nella società. Andate a rileggervi i nomi di allora, fatevi una breve ricerca genealogica e vedete che, se pure qualche faccia è cambiata, i clan di Famiglia (intesa talvolta come parentela, talvolta come Cosa Nostra, spesso come entrambe) sono tutti là.
“Buona” democrazia a tutti.