“Concerto per Alberto” (2012) – Recensione

Come ogni anno il concerto per Alberto Giaquinto presso l’Alkatraz di Fiumicino non delude le aspettative; numerosa e sentita la partecipazione, soprattutto dei più giovani, per una serata sulle note della musica alternativa (e non). Vengono così ricordati tutti i camerati caduti, sottolineando ancora una volta l’importanza di considerarli tutti su un piano paritetico, senza distinzione tra vittime di “serie A” e di “serie B”. Un concerto doppiamente importante quest’anno, perchè a breve distanza dall’intitolazione del parco di Via Carabelli ad Ostia proprio ad Alberto Giaquinto, giovanissimo caduto che ad Ostia era nato e cresciuto.

Dopo un lungo applauso d’apertura è il momento di partire con la musica: apre le danze La Vecchia Sezione, che per l’occasione rinverdisce il gruppo con due nuovi e giovani componenti, al basso e al sassofono, merito dell’assenza del più “anziano”. Il gruppo è carico e affiatato; si parte con “Belfast” e a seguire “Intolleranza”, “Leon Degrelle” e molte altre. Si va dai classici della musica non conforme, ai Modena City Ramblers, ai brani di repertorio di LVS, gruppo ormai consolidato e richiesto un pò ovunque. Per l’occasione viene suonata “Italia” di Michele di Fiò, canzone dedicata proprio a Giaquinto. Si continua con “Settembre nero” e “Sera di giugno” dedicata a Cecchin.
Il leitmotiv è la voglia di ricordare chi non c’è più senza perdersi nella tristezza, ma anzi cantare con gioia e divertirsi per dimostrare che Alberto e tutti gli altri camerati vivono e lottano ancora con noi! 
Tra abbondanti panini e birra il pubblico si scalda; è il momento degli Insedia che iniziano con “Gim dagli occhi verdi” e continuano con tutte le canzoni del loro vasto repertorio, contraddistinte dal ritmo energico e dall’accento tipicamente romano. Non potevano mancare “La Crisi”, “Innato senso di allergia”, “Per non morire” e, ovviamente, “Er cammerata”, a loro volta alternate con le canzoni dell’ultimo album.
L’ultimo gruppo a salire sul palco, sono i Testvdo, e il pubblico è già pronto per una giusta dose di pogo sotto al palco. Il gruppo decide di alternare i propri brani  – quali “Prendi il ferro”, “Solo”, “Centocelle” –  a classici dei 270bis, Amici del Vento, Intolleranza. Tra “Cuore nero”, “Guns of Verona Beach” ed “Europa torneremo” si chiude la serata. Esausta la voce e il corpo ma tutti carichi nello Spirito torniamo a Roma verso le due del mattino.
Il successo della serata testimonia ancora una volta il desiderio di ricordare i fratelli e i camerati caduti per l’Idea, all’insegna del divertimento e della passione per la musica non conforme ma, soprattutto, della militanza e dell’azione quotidiana che è, veramente, l’unico modo per rendersi degni di fronte a chi è caduto anche per noi.

(a cura di Azionetradizionale.com e LVS crew)