Centri commerciali: nuove cattedrali del consumismo aperte anche a Natale | Luca Cirimbilla – L’ultima ribattuta


Il consumismo è sempre più la nuova religione, i centri commerciali le sue basiliche: oltre alle domeniche, i nuovi luoghi di culto in alcune città d’Italia rimarranno aperti addirittura nel giorno di Natale.

Addio tempo dedicato al Sacro, addio domeniche di riposo e in famiglia: non c’è più spazio per voi. Facciamo largo alle passeggiate lobotomizzanti negli affollatissimi centri commerciali. Al chiuso o all’aperto, poco importa: ciò che conta è camminare e lasciarsi convincere a comprare qualcosa che costa troppo, ma che si potrà possedere grazie alle comodissime rate. Questa nuova religione ha registrato così tanti fedeli che le sue cattedrali ora rimarranno aperte anche a Natale.

Succede a Padova, dove il 25 dicembre resterà aperto un nuovo supermercato dove sono occupati 22 lavoratori, tra commesse, cassiere e magazzinieri. Quello che tradizionalmente è un giorno di festa per i cristiani, comincia a non esserlo più. Una piccola anteprima di questa rivoluzione c’è stata già lo scorso anno, quando nel giorno di Santo Stefano alcuni punti della grande distribuzione sono rimasti aperti. 

Come ha spiegato Marco Bodon, della Cisl «purtroppo i centri commerciali, i supermercati e i grandi magazzini possono restare aperti tutti i giorni dell’anno e a tutte le ore del giorno». Una soluzione potrebbe esserci per consentire ai lavoratori di passare del tempo con la famiglia o i propri cari: i sindaci delle città, infatti, potrebbero emanare delle ordinanze, in cui si vietano le eventuali aperture. Chi avrà tanto coraggio? Difficile dirlo.

Ad alzare la voce contro questa deriva sono stati alcuni lavoratori direttamente coinvolti che hanno creato la pagina Facebook “Chiudere i centri commerciali le domeniche e i giorni festivi”. Nella pagina è stata lanciata la raccolta firme che accusa la liberalizzazione voluta dall’allora governo Monti. Secondo Confesercenti sarebbero oltre 73 mila le piccole medie imprese chiuse in Italia. Gli unici a pagare sono i lavoratori, costretti a turni massacranti, tutte le domeniche e tutti i festivi a lavoro senza un’adeguata retribuzione. “Ci state togliendo la nostra cultura – è l’appello – le nostre tradizioni, la nostra famiglia e la nostra dignità!”.

Luca Cirimbilla 

Fonte http://www.lultimaribattuta.it/56953_centri-commerciali-aperti-natale